In ricordo del Dr Riccardo Pinotti

fondatore e primo Presidente

dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano

A San Marino l’8 maggio 2002 è morto il Dottor Riccardo Pinotti, presidente dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano.
Nato a Roma il 4 marzo 1914 dal Prof. Renzo Pinotti (1883-1915), pioniere e promotore degli studi stenografici in Italia, dove diffuse il metodo Gabelsberger-Noe, e dalla poetessa Emma Matilde Fortini del Giglio di storica famiglia fiorentina. A Firenze il 3 gennaio 1944 sposò Lia Matta, e fu un amore durato tutta la vita.
Nel 1938 entrò nella carriera direttiva prefettizia del Ministero dell’Interno dove rimase sino al 1957 quando venne inviato nella Repubblica di San Marino in qualità di Consulente per riorganizzare i vari settori della Pubblica Amministrazione.

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La Repubblica di San Marino non volle perdersi un così valido dirigente tanto che, con apposita legge, creò per il Pinotti l’incarico di Segretario Generale Amministrativo, massimo grado dirigenziale dell’Amministrazione dello Stato, che tenne dal 1963 al 1975.

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Il presidente della Repubblica Italiana Giuseppe Saragat in visita a San Marino con Riccardo Pinotti, segretario generale amministrativo della Repubblica di San Marino

Dal 1971 fu anche Direttore Generale “ad interim” dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, dove attuò importanti riforme sociali e membro della Commissione italo-sammarinese per la stesura della convenzione in materia sociale.

Posto in quiescenza per raggiunti limiti d’età nel 1976 fu ancora nominato Direttore dell’Ufficio Numismatico di Stato, che volle completamente riorganizzare riportando a splendore la coniazione aurea cessata nel 1925.

Ancora oggi per i collezionisti il suo nome evoca un irripetibile periodo d’oro per la numismatica sammarinese.

Fu infatti il Dottor Pinotti “a trarre dalle secche in cui le prime monete sammarinesi, quelle d’oro in modo del tutto particolare, che presentavano modelli banalmente ripresi da emissioni precedenti, avevano finito con l’incagliarsi. Fu Pinotti ad affidare la modellazione delle monete del Titano ad artisti di vaglia, scegliendo al tempo stesso e con grande saggezza ed acume i temi. Sempre centrati, sempre indovinati, ispirati per di più alle grandi ansie, alle grandi aspettative dell’umanità, come la pace e l’ecologia. Fu di Pinotti l’iniziativa delle monografie nelle quali la monetazione dei singoli artisti veniva presentata, approfondita, analizzata. Bellissima, per esempio, quella di Iorio Vivarelli con i disegni preparatori della straordinaria Divisionale ambientalista del 1977”.

Di questo settore della Pubblica Amministrazione a lui assai caro, egli coltivò quindi tutti i più diversi aspetti: curò le problematiche economiche, rammodernò la veste esterna, i modi in cui le monete venivano offerte al pubblico, le presentazioni pubblicitarie, i rapporti con la stampa, le mostre, le tematiche legate alla storia e al significato di San Marino nel mondo, la scelta degli artisti che dovevano realizzarle.

Lui discendente per via materna dal Tribolo volle che per la prima volta nella storia della più antica Repubblica del mondo alla nascita delle sue monete prendessero parte i più grandi artisti viventi dell’epoca e sul Monte Titano si avvicendarono i più noti scultori come nella Firenze della Corte Medicea: Francesco Messina, Pietro Annigoni, Emilio Greco, Giacomo Manzù, Antonio Berti, Luciano Minguzzi, Pericle Fazzini, Venanzo Crocetti, Iorio Vivarelli, Angelo Grilli, Bino Bini, Aligi Sassu accanto ai classici incisori della zecca italiana.

Tutti artisti che Riccardo Pinotti riuscì a coinvolgere a livello monetario e medaglistico, affidando loro la modellazione (anche se non sempre) dell’intero ciclo monetato (Divisionale, monete d’oro e conio commemorativo d’argento) e una medaglia, e poi una scultura.

Fu dunque per suo impulso che la monetazione sammarinese assunse quell’importanza che ancora oggi mantiene, grazie alle direttive e ai programmi che aveva steso per gli anni che non lo avrebbero più visto alla guida dell’ufficio.

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La Libertà di San Marino rappresentata nell’1 e 2 Scudi oro del 1978, realizzati da Iorio Vivarelli e dedicati alla figlia Maria Loredana Pinotti (di cui è raffigurato il volto)

Come abbiamo detto questi grandi artisti lasciarono la loro firma non solo sulla monetazione della Repubblica, ma persino nel suo paesaggio, grazie alla geniale idea del Pinotti di creare una sorta di “Museo d’Arte Contemporanea all’aperto” facendo acquistare delle sculture poi collocate nel centro storico di San Marino.
E accanto agli edifici e monumenti storici che identificano da secoli la Repubblica nel mondo, si trovano così oggi queste nuove tracce d’arte apposte dalla mano dell’uomo a ricomporre un paesaggio che ricorderà per sempre ai posteri l’amore che il Pinotti nutriva per San Marino e per l’Arte, di cui vedeva nella numismatica una possibile espressione.

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Kursaal – Palazzo dei Congressi

Il Pinotti era persona ricca d’iniziative (sua ad esempio fu anche l’idea di trasformare il Kursaal in Palazzo dei Congressi) con una dimensione dilatata delle problematiche e con l’occhio sempre legato al progresso e all’evoluzione contemporanea e a lui la Repubblica deve moltissimo.

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Lo scultore Antonio Berti (1904-1990) con Riccardo Pinotti

Da importante cultore della numismatica dedicò gli ultimi dieci anni anche allo studio di altre due discipline documentarie della Storia, la genealogia e l’araldica, che affrontò con il medesimo spirito di aderenza alla realtà moderna che lo contraddistingueva, desideroso di allontanarle da quegli inutili vaneggiamenti nel sogno cui spesso sono state collegate nell’immaginario collettivo.
In questo contesto si fece promotore all’interno dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano di un programma che avrebbe dovuto privilegiare lo studio della Genealogia e della Storia di Famiglia fondandolo su una seria documentazione rigorosamente scientifica.
Nel 1990 fu nominato Socio d’Onore dell’Accademia di Marina del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa & Martire.
Nel 1993 fu fondatore dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano di cui fu il primo Presidente, nel 1995 fu fra i fondatori della Scuola di Genealogia, Araldica e Scienze Documentarie, nel 1999 fondatore e primo direttore dell’Istituto Italiano per la Storia di Famiglia, nel 2001 Accademico Corrispondente dell’Academia Americana de Genealogía, Accademico dell’Instituto Italo Argentino de Historia, Genealogía y Heráldica ed infine nel 2002 all’unanimità nominato Presidente Onorario del neonato Istituto Araldico Genealogico Sammarinese.
Benché assai schivo, nella sua lunga ed operosa vita ottenne numerose onorificenze.

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Tra le tante ricordiamo: Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (MP 10-7-1974); Grande Ufficiale dell’Ordine Equestre di Sant’Agata (San Marino 5-8-1974); Classe III a Ordinul “Tudor Vladimirescu” della Repubblica Socialista di Romania (11-10-1975), Cavaliere jure sanguinis del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (Madrid 1988); Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (8-7-1993), desiderata per motivi di devozione.

Infine S.A.I. il Principe Ermias Sahle-Selassie Haile-Selassie, nipote dell’Imperatore Haile Selassie I, e Presidente del “Crown Council of Ethiopia” ha voluto concedergli alla memoria l’onorificenza di Gran Croce dell’Ordine della Stella d’Etiopia, esempio seguito pure da S.B Ignace Pierre VIII Abdel Ahad Patriarca di Antiochia dei Siri che lo nominò Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Sant’Ignazio d’Antiochia.

L’ampia commemorazione apparsa sulla famosa rivista Cronaca Numismatica di luglio-agosto 2002 si conclude con questo affettuoso ricordo: “I numismatici, tuttavia, lo ricorderanno sempre attraverso le stupende monete e medaglie che via via affidò a Venanzo Crocetti, Iorio Vivarelli, Bino Bini, Pericle Fazzini, Pietro Annigoni, Emilio Greco, Luciano Minguzzi e tanti altri. Davvero monete firmate, monete meritevoli da essere appese al muro, come si fa di norma con i quadri”.

Marco Horak

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