RECENSIONI

 

LIBRI

 

 

Marco Imperio, Profili biografici degli amministratori provinciali e distrettuali di Terra d’Otranto (1808-1860), Lecce, Edizioni del Grifo 2007, pp. 408.

Appassionato delle memorie patrie, di araldica e di genealogie, questa volta Marco Imperio, mercé il diligente reperimento delle fonti e della loro corretta utilizzazione, ci offre una inedita ricerca che si propone per la costituzione di un repertorio biografico di quanti a vario titolo hanno illustrato l’ex Terra d’Otranto.

Il volume, patrocinato dall’Amministrazione Provinciale e dal Comune di Lecce, oltre alle presentazioni del Senatore Giovanni Pellegrino e di Sandra Antonica, rispettivamente Presidente e Assessore alla Cultura dell’Amministrazione Provinciale di Lecce (quest’ultima ora Sindaco di Galatina), nonché dell’Onorevole Adriana Poli Bortone, già Sindaco del Capoluogo salentino, ed ora Vicesindaco ed Assessore alla Cultura della Citta di Lecce, si avvale della prefazione di Alessandro Laporta, Direttore della Bibilioteca Provinciale di Lecce.

Marco Imperio, accreditato per la serietà dei suoi studi, ha, tra l’altro, il merito di averci fornito tante tracce, utili per scandagliare, in senso individuale e poi collettivo, lo spessore dei politici pre-unitari, appartenenti al ceto alto borghese e nobile, di cui interpretavano la mentalità e gli interessi.

Questo testé considerato trova riscontro nelle professioni e nei casati nobiliari che l’autore, con precisione documentaria, annota nel volume, ricco di tavole sinottiche ove si leggono, con successione cronologica, i membri e le cariche espresse dai Consigli Distrettuali e Provinciali della ex Terra d’Otranto.

Sfilano sotto i nostri occhi non solo vicende e carriere politiche, ma anche le opere e le gesta che questi gentiluomini intrapresero e portarono a termine, onorando la loro terra.

Il volume raccoglie 694 profili biografici di amministratori, distintisi anche per opere benefiche e meriti professionali.

Tra i politici trattati citiamo a caso: medici come Vincenzo d’Arpe da Monteroni, Martino Marinosci da Mottola, Serafino de Castris da Salice, Giuseppe Donato Cleopazzo da Squinzano e Elia Imperio da Roccaforzata; giuristi come Antonio Panzera da Lecce, il marchese Giacomo Arditi da Presicce, il cav. Vincenzo Balsamo da Lecce, Giuseppe de Pascalis da Castrì Francone (oggi Castrì di Lecce), Francesco Paolo Greco da Ceglie, Piacentino d’Electis da Latiano, Francesco Verdesca Zain da Copertino; notai come Gaetano Vinci da Parabita e Cataldo Imperio da San Giorgio; industriali e proprietari come Pasquale Leone da Guagnano, Oronzo de Castro da Brindisi, il comm. Ferdinando de Notaristefani da Massafra, Gaetano Plantera da Novoli, il principe Angelo Granito di Belmonte, Luigi Macrì da Gemini, il marchese Saverio Palmieri da Lecce, Alessandro Bardoscia da Galatina, il duca Michele Lopez y Royo da Taurisano, il cav. Giuseppe Ciura da Taranto, il marchese Francesco d’Ayala Valva da Taranto, il conte Pasquale Romano da Lecce, il principe Luigi Dentice da S. Vito, il barone Michele Personè da Nardò, Teodoro Vavotici da Brindisi e il cav. Michele Marrazzi da Oria; ufficiali d’esercito come il cav. Giosuè Forleo da Francavilla e il cav. Pasquale Sauli da Tricase; ecc. Rare fonti inedite oltre ad un corredo fotografico, araldico e a preziosi indici, arricchiscono il volume. Non possiamo che rallegrarci di tanta fatica, significativa perché attualizza il detto di Ernesto Renan secondo il quale non c’è progresso senza il rispetto del passato. (Andrea Cafà)

 

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