LIBRI
Silvio Melani, Ospitalieri,
monaci e guerrieri. Saggi sui primi secoli di vita dell’Ordine di San Giovanni
di Gerusalemme, Pubblicazioni del Dipartimento di lingua e cultura italiana
n. 12, Università di Turku, Turku 2002, 20014 University of Turku, Finland, pp.
207 (per eventuali ordinazioni scrivere a annuori@utu.fi, oppure all’indirizzo postale
sopra indicato; il prezzo è modico).
Il Dipartimento
di lingua e cultura italiana dell’università di Turku da alcuni anni ha
sviluppato una propria attività di ricerca nel campo degli studi cavallereschi.
Oltre ad organizzare Convegni e a pubblicare il Bollettino Traditio melitensis, promuove corsi monografici di livello
universitario e tesi di laurea. In questo quadro di attività si inserisce la
raccolta di saggi curata da Silvio Melani. Come indica nella Presentazione Luigi G. de Anna, il
principale promotore di queste iniziative, incentrate soprattutto sullo studio
melitense, Silvio Melani arriva alla ricerca giovannita come filologo romanzo.
Allievo presso l’università di Pisa di Gianfranco Contini, dottore di ricerca,
autore dell’edizione critica di Filippo da Novara, Guerra di Federico II in Oriente, docente di lingua italiana presso
l’università di Stoccolma, Silvio Melani è alla sua prima esperienza nel campo
della storia cavalleresca, alla quale comunque giunge con notevole esperienza e
maturità.
Il libro,
dedicato a Sua Altezza Eminentissima il Principe e Gran maestro Frà Andrew
Bertie, si avvale di una Prefazione di Neri Capponi, Cavaliere di Obbedienza
del SMOM e di una Postfazione di Franco Cardini, il maggior storico italiano
nel campo della storia cavalleresca. La scelta dei due studiosi non è casuale,
in quanto ambedue sono stati a più riprese collaboratori della Cattedra di
italiano dell’università di Turku, presso la quale ha tenuto corsi anche il
prof. Paolo Caucci von Saucken, ben noto a chi pratica la storia del
pellegrinaggio iacobeo. Sottolineiamo lo spessore delle pur brevi Prefazione e
Postfazione, perché esse inquadrano, sia da un punto di vista strettamente
scientifico, sia culturale e religioso il tema giovanneo. In particolare
ricorderemo come Neri Capponi non manchi di evidenziare che accanto all’obsequium pauperum sia necessario
collocare sempre la tuitio Fidei. Nel
mondo d’oggi infatti il rispetto dei deboli è certamente un fatto acquisito,
anche se non sempre praticato, mentre invece la difesa della Fede va col tempo
stemperandosi in una società sempre più mondanizzata.
Il libro di
Silvio Melani ci riporta all’antico, a quando l’Ordine ospedaliero era ancora e
soltanto di San Giovanni e non aveva ancora assunto le caratteristiche, anche
sovrane, che rivestirà più tardi a Rodi, Malta e Roma. L’opera si compone di
saggi che trattano argomenti separati, ma comunque defluenti nel medesimo
apparato di fonti, il cui esame è appunto condotto da Melani con impeccabile
competenza filologica. Il primo di questi saggi è San Giovanni l’Elemosiniere e San Giovanni Battista, molto
importante per definire chi fosse in realtà il santo al quale si ispira il nome
stesso dell’Ordine. Le fasi storiche che portano al passaggio dal primo santo
al secondo sono ripercorse con precisione e in maniera senza dubbio
convincente. La storia più strettamente militare compare in Gli esordi degli Ospitalieri come ordine
militare, saggio che riprende il dibattuto tema della preminenza o meno
dell’aspetto militare. Alla luce dell’analisi di Melani possiamo finalmente
affermare che l’Ordine nasce ospedaliero, ma già nella prima metà del XII
secolo si fa militare, caratteristica che conserverà sino alla fine del periodo
maltese. Questa funzione militare ritorna anche in L’abito e il vessillo degli Ospitalieri nei primi due secoli di vita
dell’ordine, che consigliamo in particolare a chi sull’ultimo numero de Il Mondo del Cavaliere*
ha letto l’interessante articolo di Patrizio Romano Giangreco sull’abito
moderno dei Cavalieri di Malta. Un altro aspetto dibattuto in passato ritorna
in Gli Ospitalieri nel Chronicon di
Guglielmo di Tiro e nella sua traduzione in antico francese, dove si
analizza il noto problema dell’ostilità che questo cronista avvertì nei
confronti degli Ospedalieri, a vantaggio dei Templari. Di questi ultimi si
tratta anche in Ospitalieri, Templari e
Teutonici nella politica oltremarina al tempo di Federico II di Svevia re e
reggente di Gerusalemme.
Al campo più
strettamente filologico appartengono gli ultimi due saggi: Probabili reminiscenze degli statuti giovanniti in un passo dantesco
e Linguaggi e “lingue” tra gli
Ospitalieri in epoca medievale. Il canto dantesco in questione è quello che
descrive la pena cui sono condannati gli usurai. Il saggio sulle lingue
riprende alcuni dei temi che già ha trattato il prof. Joseph Brincat
dell’università di Malta. Quello dell’analisi linguistica della koiné melitense
è un argomento che potrebbe essere ulteriormente approfondito anche per epoche
più recenti. Del resto pochi sanno che l’italiano fuori d’Italia è lingua
ufficiale proprio del Sovrano Militare Ordine di Malta. (Pauliina de Anna)