AA.VV., Brusio e la Casa Besta. Una dimora signorile nel suo contesto storico e architettonico, Poschiavo 2007, a cura della Società Storica Val Poschiavo, pp. 200, con illustrazioni b/n e colori nel testo.

    Brusio: in questo piccolo comune del cantone svizzero dei Grigioni, al confine con la Valtellina, fra gli altri edifici sorge la casa Besta, già residenza contadina edificata forse a partire dal XVII secolo, certo riattata con modesta signorilità nella prima metà del XVIII dalla famiglia Marlianici, infine restaurata nel 2000. Questo libro, nel ripercorrere la vicenda storica e costruttiva dell’edificio, esemplifica i rapporti ed i contrasti intervenuti nel tempo fra le comunità di quelle due terre di confine, ed entra anche nel merito delle vicende della piccola nobiltà locale.

    Nei primi capitoli, si delinea la storia civica di Brusio (mostrandone a p. 17 un sigillo del 1610, accompagnato nelle pagine seguenti dagli stemmi cantonali grigioni tratti da manoscritti) con particolare attenzione ai numerosi risvolti religiosi che hanno punteggiato per secoli le vicende dell’area: fra le diverse immagini di accompagnamento, si segnalano gli stemmi di alcune famiglie locali tratti da lapidi tuttora visibili nel cimitero riformato (pp. 70 e 81). Il tutto precede il capitolo di p. 89 sulle principali famiglie nobili della zona, i Marlianici e i Besta, la ricostruzione delle cui vicende viene fondata sui pochi dati testimoniali rimasti e su buone immagini araldiche (pp. 91, 100, 110, 156), rese anche a colori quando possibile. Si tratta di storie il cui filo genealogico inizia fra XII e XIV secolo nel salire da Como verso i monti (per i Marlianici), o si basa su una presenza locale documentata a partire dal XVII-XVIII secolo (per i Besta), e che in ambo i casi vengono fatte soffermare sui personaggi più cospicui vissuti dal XVII in poi, essendo relativamente più facile ricostruirne i fatti.

    Di entrambe le famiglie si delineano inoltre a p. 135 gli alberi genealogici che è stato possibile ricostruire, stampati ognuno su doppia pagina; subito prima, il testo nel frattempo prosegue l’indagine storica con tre pagine dove brevemente si accenna alla famiglia Trippi, nota da inizio XVII secolo ed il cui stemma è mostrato a p. 127.

    Il solido formato quadrato di questo libro, unito alla copertina dalla semplicissima linearità, conferma che si tratta di un prodotto amorevolmente curato e pazientemente rifinito fin nel più piccolo dettaglio, e che costituisce un valido esempio di come la ricerca storica locale possa attingere ad interessanti risultati anche quando si muove in ambiti apparentemente “secondari”, a patto di venir effettuata con attenzione e passione.

Occorre infine sottolineare che i testi inerenti alla famiglie Marlianici, Besta e Trippi sono stati curati con precisione ed accuratezza da Andrea Tognina, segretario della Società Storica Val Poschiavo a cui si deve la realizzazione del volume. Ed originario di Brusio: dettaglio che è ulteriore conferma di come l’attaccamento ed il rispetto verso le proprie radici siano alla base di frutti storici ed editoriali dal sapore intenso come questo. (Maurizio Carlo Alberto Gorra, IAGI, AIOC)

 

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