RECENSIONI
LIBRI
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Marcello Gaballo - Francesco Danieli, Il
mistero dei segni. Elementi di iconologia sacra nella cattedrale di
Nardò tra medioevo e età barocca, Galatina 2007, pp. 117.
La prefazione di questo libro esordisce con un
brano della Lettera agli artisti
scritta il
Il testo è accompagnato da tali
riproduzioni, affiancate a fotografie e disegni tratti da altre fonti
artistiche d’epoca (a partire dal celebre Arazzo di Bayeux, ricamo su tela normanno
dell’XI secolo) che permettono interessanti
raffronti: gli autori, ben consci del respiro universale dei simboli e della
loro capillare diffusione nei vari ambiti della cultura antica, spesso
allargano il campo della ricerca fino ad ulteriori manifestazioni d’arte,
non solo ai pochi altri esempi esistenti di soffitti a travature dipinte (fra
cui quello di palazzo Steri a Palermo) ma anche a sculture e mosaici, riuscendo
ad identificare con relativa sicurezza la maggior parte delle figure di tali
travature. Un’operazione di non poco conto, se si considera che tali
figure erano sì standardizzate, ma secondo
canoni ben diversi dai nostri attuali concetti di standard figurativo seriale.
Gli autori procedono parlando dei più
diversi simboli fino a p. 43 ove, su tre pagine, si soffermano sulla parte
araldica del lavoro, sostanziata in figure araldiche senza scudo, o inserite
liberamente all’interno di decori dai contorni più diversi, o
più rari stemmi completi di “veri” scudi: ciò si
spiega col fatto che l’edificio venne radicalmente riattato, anche nel
soffitto, dopo un rovinoso terremoto avvenuto nel 1245, epoca in cui
l’ostracismo ecclesiastico verso gli oggetti d’arme probabilmente
indusse i pittori delle travi a realizzare i simboli e non gli scudi. A quel
periodo risalgono le aquile forse
sveve, le croci forse teutoniche, i tori poi passati all’arma civica,
e tutte le altre figurazioni araldiche “libere”, seguite nel tempo
da figure emblematiche di cospicue famiglie locali, da stemmi o stemmoidi non ancora identificati, e da stemmi conseguenti
ai numerosi interventi manutentivi delle epoche più tarde. Tutti questi
fattori, uniti al naturale degrado delle pitture ed alle possibili imprecisioni
dei riproduttori ottocenteschi, hanno spinto gli autori a dare attribuzioni
probabilistiche circa i loro titolari: prudenza saggia, e utile preludio ad
auspicabili approfondimenti futuri. Terminato il lato simbolico, il testo passa
all’esame tecnico delle poche travature dipinte superstiti, tutte in
scomoda posizione sopra il presbiterio; dopodichè, si torna alle
questioni iconologiche nel parlare dell’Altare delle Anime, manufatto barocco sopravvissuto alle
epurazioni di inizio XX secolo. Di esso si delinea la committenza e la
realizzazione sovrabbondante di decori, rifinita come una trina, ridondante
come la sua epoca, ma ricca di segni e significati,
degna cornice alla tela della Vergine col
Bambino e le anime purganti.
La composizione scenica dell’insieme ed
i numerosi temi iconografici affrontati vengono valutati con cura ed esaminati
con attenzione, senza trascurare le fonti sacre ed i moventi teologici, tutti
indagati e spiegati tenendo in debito conto le parallele fonti
“laiche” (come l’Iconologia
del Ripa menzionata fin nelle ultime pagine del testo)
e l’agiografia dei diversi Santi effigiati, compreso l’insolito San
Patrizio che cima l’altare e che costituisce la maggiore fra le tante
inattese sorprese riservateci da questo altare, e dall’intero testo nel
suo insieme.
La lettura del volume è molto
facilitata ed ottimamente assistita dalle grandi e belle illustrazioni di
accompagnamento, rese anche a tutta pagina (il testo è in formato A4
grande), per un totale di 199 figure in bianco-nero e a colori, talora desunte
da altre fonti, molto spesso costituite da foto o disegni originali
appositamente realizzati. Il testo viene ulteriormente dettagliato da 158 note
sparse fra i diversi capitoli, e seguito da una bibliografia estesa su tre
pagine e mezza, fitte di titoli fra cui tredici a soggetto araldico e
cavalleresco (va ricordato che uno dei due autori è socio IAGI) e la citazione di un articolo pubblicato su Nobiltà (S. Bracco, L’Ordine
Teutonico, Nobiltà n° 18, maggio 1997,
p. 289 e segg.), oltre a numerosi altri più strettamente legati
all’iconologia ed alla simbologia. (Maurizio
Carlo Alberto Gorra, IAGI, AIOC)