Annuario della
Nobiltà Italiana, nuova
serie, anno XXVIII, volumi I e II, 2001, S.A.G.I., via E.
Morelli 6 23036 Teglio (So), tel. 0342.78.30.49 www.annobit.it; e mail: info@annobit.it
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Nel gennaio 2001
vennero pubblicati i primi due numeri della nuova serie dell’Annuario della
Nobiltà Italiana e si attende a breve il terzo volume dell’opera, che prevede
oltre 2800 pagine, contenente un supplemento straordinario dei primi due
volumi, l’indice dei 3 volumi, i criteri di compilazione dell’Annuario validi
anche per le successive edizioni; è già in preparazione l’edizione 2002-2004.
Questo terzo
volume si chiuderà con 500 pagine a colori che descrivono la Collana
internazionale “Scarlet Pimpernel League” che ha progettato la pubblicazione di
almanacchi nobiliari e genealogici periodici con i medesimi obiettivi
dell’Annuario in oltre 100 Nazioni del Mondo, dalla Malesia alla Francia,
dall’India al Belgio: non sarà un elenco di titoli ma le singole voci descriveranno
le caratteristiche dei vari tipi di nobiltà, diffusi nei diversi Paesi,
fornendo un panorama storico e iconografico quasi enciclopedico su questi temi.
Sovente per tanti casati l’unica memoria che resti delle loro antiche origini è
costituita quasi esclusivamente dai repertori genealogici e nobiliari come
l’Annuario che, periodicamente aggiornati, consentono ai familiari di oggi, e
consentiranno ai loro discendenti di domani, di conservare la propria identità
storica e sociale, la memoria dei propri avi e della parte di storia che la
loro famiglia ha contribuito a scrivere.
L’Annuario della
Nobiltà Italiana si presenta diviso in due volumi di oltre 1500 pagine
ciascuno, rilegati in tela rossa con decorazioni in oro, che riprendono
l’originaria impostazione grafica voluta dai Crollalanza; la carta e la stampa
sono di buona qualità.
La nuova serie
dell’Annuario, articolata dall’editore in 7 parti che trattano, attraverso le
schede familiari, aspetti sovente inediti o poco noti dell’araldica e delle
nobiltà italiane, è così strutturata (ediz. 2000): parte I) Sommo Pontefice e
Sacro Collegio e Famiglie già Sovrane in Italia (Savoia, Borbone delle Due
Sicilie, Asburgo Lorena, Borbone Parma, Asburgo - Este); parte II) famiglie
riconosciute o iscritte d’ufficio negli Elenchi Nobiliari del Regno d’Italia,
ovvero create nobili o titolate dai Re d’Italia; parte III), suddivisa in 3
sezioni: a) -storica- famiglie (anche straniere) che ottennero un provvedimento
nobiliare da un Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta prima della
perdita della sovranità territoriale sulle isole maltesi o che ivi godettero
“nobiltà civica”; -corrente- famiglie che hanno provato la propria nobiltà nel
corso di un processo nobiliare per l’ammissione nel S.M.O.M.; b) famiglie
decorate di titoli nobiliari o che ottennero riconoscimenti da S.M. Umberto II
Re d’Italia durante il suo esilio; c) famiglie che hanno provato la propria
nobiltà nel corso di un processo nobiliare per l’ammissione, dopo la caduta del
Regno d’Italia, o che la ottennero con l’ammissione, nel S.M.O. Costantiniano
di S. Giorgio (Borbone Due Sicilie), nel S.M.O. di S. Stefano P. & M.
(Asburgo Lorena di Toscana), nell’Ordine di S. Lodovico (Borbone-Parma) e ciò
in base agli antichi Statuti di detti Ordini; parte IV) famiglie italiane che
hanno dimostrato, a tenore del regolamento per la pubblicazione nell’Annuario,
di essere fregiate prima dell’unità d’Italia, di titoli nobiliari, oppure
alcune delle famiglie che fecero istanza all’Annuario avendo ottenuto
provvedimenti nobiliari dai Sommi Pontefici (dopo il 1870 e non autorizzati in
Italia prima del 1946) o provvedimenti nobiliari da parte del Corpo della
Nobiltà Italiana; parte V) famiglie italiane in antico possesso di stemma e con
vita more nobilium, alcune delle quali hanno ottenuto un provvedimento di
riconoscimento da parte del Regno d’Italia, dal Corpo della Nobiltà Italiana,
oppure da un Ufficio Araldico straniero, oppure discendono da quei casati
piemontesi, o ivi residenti, che consegnarono lo stemma ai Delegati Ducali nei
Consegnamenti del 1580, 1613-1614 o 1687-1688, ovvero discendono da famiglie
che ottennero la delineazione dello stemma nel Codice Araldico degli Stemmi
Personali o in quello dei Cittadini per Decreto dell’I.R. Tribunale Araldico
della Lombardia Austriaca (dal 1787 al 1835); parte VI) casate nobili e
patrizie sammarinesi oppure famiglie straniere (molte delle quali residenti in
Italia) decorate di titoli nobiliari dalla Repubblica di San Marino; parte VII)
famiglie italiane che ottennero, dopo il 1948, titoli e/o stemmi da sovrani
stranieri o loro delegati ad hoc.
Le partizioni
dell’Annuario non registrano, nelle intenzioni dell’editore, una gradazione di
nobiltà decrescente, ma trattano invece la parte storico anagrafica delle
famiglie italiane a lume di criteri scientifici fondati su diritti nobiliari e
consuetudinari stratificatisi nel corso di vari secoli; le parti successive
alla seconda (contenente le Famiglie iscritte negli Elenchi Ufficiali o nel
Libro d’Oro del Regno) tentano oggi di registrare tutte quelle particolarità
araldiche e nobiliari proprie dell’Italia contemporanea, che affondano le
radici nella storia travagliata e - sino a 150 fa - non politicamente unitaria
del nostro Paese.
La novità della
nuova serie dell’Annuario rispetto ad altri repertori e annuari nobiliari è
rappresentata proprio dalla suddivisione dell’opera in sette parti, alcune
delle quali, come sopra illustrato, ripartite in sezioni: questo venne fatto
dall’editore al fine di ottenere una panoramica per quanto possibile completa,
vasta e progressivamente esaustiva delle famiglie nobili e notabili italiane e
di catalogare le famiglie in ragione della loro posizione storico-araldica;
ogni parte e relative sottosezioni sono precedute da brevi note che ne spiegano
l’origine e i criteri di compilazione.
Tale suddivisione ha permesso, per la prima volta, la
pubblicazione e la trattazione di famiglie nuove, pur senza derogare ai criteri
scientifici che assistono la compilazione dell’opera e la stesura delle diverse
parti. Da questo è derivata anche la possibilità di inserire, nella parte V, le
famiglie di antica notabilità, in possesso di uno stemma di cittadinanza o
appartenenti alla piccola nobiltà, casate che finora non comparivano
organicamente e sistematicamente in nessun repertorio.
Molte di queste famiglie ottennero riconoscimenti, o
concessioni, di stemmi dai sovrani degli Antichi Stati Preunitari Italiani,
oppure da parte della Consulta Araldica del Regno d’Italia. Ciò ovviamente
comporta che la ricerca di un dato nominativo non risulta sempre immediata,
tanto più che in alcuni casi i diversi rami di una medesima famiglia possono
essere trattati in parti diverse, ma ciò sarà presto compensato dall’indice
alfabetico compreso nel terzo volume.
Numerose sono le illustrazioni a colori, molte delle quali
inedite o poco conosciute, alcune non sempre all’altezza dell’opera per
qualità, che nelle prossime edizioni saranno sicuramente oggetto di miglioria e
correzione (lo stesso dicasi per i sottotitoli su fondo arancionato).
Come ogni opera
di questa importanza, anche l’Annuario della Nobiltà Italiana pur con una
generale valutazione positiva, può non essere esente da qualche difetto, ma la
complessiva bontà e la serietà della stessa inducono comunque a formulare
l’auspico che nelle successive edizioni (la prossima è prevista per l’inizio
del 2004) si giunga ad un suo progressivo perfezionamento. (Domenico Serlupi Crescenzi Ottoboni)