RECENSIONI

 

LIBRI

 

 

Milites pacis. Military and Peace Services in the History of Chivalric Orders. Proceedings of the Conference: The Monks of Peace. Military and Peace Services in the History of Chivalric Orders. Turku 25-26.05.2001, ed. by Luigi G. de Anna and Eero Kuparinen, General History-Italian Language and Culture. University of Turku, Turku 2003, pp. 250.

     Nel maggio del 2001 presso l’università di Turku si è tenuto il II convegno di studi sulla Cavalleria. Questa volta il tema è stato incentrato sulla figura del Cavaliere sia come portatore di armi (il Monk of war), sia come organizzatore di attività caritativo-assistenziali (the Monk of peace).

Per meglio coprire quest’ultima area, gli organizzatori del Convegno (il prof. Luigi G. de Anna, il prof. Ilkka Välimäki e il prof. Eero Kuparinen) hanno allargato la partecipazione al di fuori della tradizionale area degli storici, chiamando a collaborare anche i medici, sia in quanto storici della propria disciplina che operatori sul campo della professione medica in condizioni estreme o disagiate, quelle cioè in cui normalmente operano gli ordini cavallereschi tradizionali nel mondo di oggi. Come annunciava il titolo del convegno, e poi quello del volume, Milites pacis, si è voluto sottolineare il doppio aspetto della natura cavalleresca, che è sia quello militante che caritativo.

Questa comunione di intenti viene ancora oggi perfettamente sintetizzata nella divisa dell’Ordine di Malta tuitio fidei et obsequium pauperum. Il Convegno dunque intendeva ribadire lo stretto ed inscindibile legame che lega la missione militante di un ordine cavalleresco a quella caritativa. Se questa connessione risulta essere evidente ed ovvia nei secoli passati, dall’inizio dell’epoca delle crociate alla fine di quella delle guerre di contenimento dell’invasione turca, essa rischia di non essere più percepita nel presente. Come ribadisce l’avv. Neri Capponi nella sua, come sempre, acuta Introduzione, la missione militante degli ordini cavallereschi non si è esaurita con la fine della lotta armata da essi condotta, ma si è sublimata, conservando il medesimo spirito di sacrificio, nella tuitio fidei. Questo è un messaggio che Neri Capponi ha più volte nei suoi scritti voluto affidare alla pubblicistica melitense, tanto da farne un elemento cardine nel pensiero “tradizionalista” che agisce sia nell’ambito di Santa Romana Chiesa (dove ad esempio i tradizionalisti si battono per la difesa e il ritorno dell’antica messa latina, quella di Pio V, per intenderci) che in quello degli ordini cavallereschi. Esiste infatti il pericolo che l’aspetto caritativo prevalga, annullandolo, su quello militante (e cioè, ripetiamolo, la tuitio fidei di oggi). Se perdiamo di vista il faro della tuitio fidei, e cioè della difesa dei valori della civiltà cattolica ab antiquo, rischiamo infatti di incagliarci nelle secche dell’assistenzialismo e dell’opera caritativa, comunque meritevole, che non farebbe più distinguere un ordine cavalleresco dalla Croce Rossa o dalla Caritas. Scopo non marginale del Convegno è dunque stato quello di mettere a confronto chi opera nel campo della cavalleria, chiamando a partecipare i responsabili degli ordini cavallereschi rappresentati in Scandinavia, e chi svolge opera di assistenza medica. Le differenze, ma anche i punti di contatto, sono risultati evidenti.

     Il libro si apre con una Prefazione degli organizzatori, cui fanno seguito i saluti ai convegnisti inviati da S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele di Savoia e dal Vescovo della Chiesa Cattolica di Finlandia S.E. Józef Wróbel SCJ.

     La Presentazione è di Neri Capponi, già professore di diritto canonico presso l’università di Firenze, il quale, come si è detto, mette in rilievo il significato del concetto di cavalleria nel passato e nel presente. Gli Ordini Dinastici di Savoia, che hanno da circa un anno attivato la loro presenza in Scandinavia con l’istituzione di una delegazione presieduta da Ilkka Välimäki, professore di pediatria all’università di Turku, erano rappresentati da Robert Matossian (The Oeuvres hospitalières of St. Maurice and Lazarus) e da Luigi F. Toninelli (Order of the Saints Maurice and Lazarus) che hanno nei loro interventi ripercorso la storia dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro e la sua attività odierna in campo assistenziale.

L’Associazione scandinava dell’Ordine di Malta era rappresentata dal suo vice presidente S.A.S. il principe Hanno von Liechtenstein, che ha ricordato quali siano oggi le principali attività assistenziali dell’Ordine di Malta a livello mondiale ma anche a livello di paesi scandinavi e baltici (The medical and humanitarian activities of the sovereign military order of Malta). Christer Carlsson, un giovane archeologo svedese, ha presentato un rapporto sugli scavi fatti a Årsta, nella regione di Södermanland in Svezia, dimostrando l’attiva presenza dell’Ordine Teutonico nell’area baltico-settentrionale. Silvio Melani (Un gran maestro nella tempesta: Guilhem de Villaret e il capitolo generale degli ospitalieri del 1300) continua i suoi studi sulla storia dei primi secoli dell’Ordine di San Giovanni (si veda il suo Ospitalieri, monaci e guerrieri. Saggi sui primi secoli di vita dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, Pubblicazioni del Dipartimento di lingua e cultura italiana n. 12, Università di Turku, Turku 2002), trattando di un episodio turbinoso del gran magistero del de Villaret. Un lavoro dove storia e linguistica si uniscono in maniera esemplare è quello di Joseph M. Brincat, professore dell’università di Malta, che tratta delle peculiarità della lingua dei cavalieri di Malta in uno stato multilingue come era appunto quello dei cavalieri di San Giovanni tra Trecento e Cinquecento (The languages of the Knights: legislation, administration and diplomacy in a multilingual state: 14th-16th centuries). Luigi G. de Anna presenta una comunicazione su Presence of the Order of Malta in Finland, in cui ricostruisce la storia dell’Ordine di Malta in Finlandia, una presenza che si identifica essenzialmente con alcune personalità di cui viene rievocato il profilo storico. Sempre di attinenza melitense è l’articolo di Andrew Martin Garvey e Patrizio Romano Giangreco, The robes and uniforms of the Knights of Malta, di grande interesse per chi vuol saperne di più sulla bella uniforme e sulla austera cocolla dello SMOM. L’attività assistenziale, essenzialmente si tratta del servizio di ambulanza che viene mantenuto nella Finlandia meridionale, curata dallo Johanniterorden di Finlandia tramite il servizio volontario Johanniitat ry, è illustrata dal suo presidente, Günter Brüninghaus, padrone di casa, tra l’altro, insieme alla moglie, organizzatrice della cena che ha concluso il Convegno, tenutasi nella Manor house di Wiurila. Il professor Malcom Barber dell’università di Reading illustra le vicende dell’ordine di San Lazzaro in Terrasanta (The Order of Saint Lazarus and the Crusades). Silvio Goffredo Martelli, anche lui ben noto ai lettori di questa rivista, narra un episodio di storia sabauda, I Savoia con la vocazione al mare verso l’unità d’Italia e la determinante importanza di un... comprimario. Hannu Laaksonen, storico della cultura che insegna presso l’università di Turku in Finlandia, ci illustra le attività assistenziali dei Templari (Order of the Temple. The non-military activities of the Templars in the Holy Land). Kalervo Hovi, ordinario di storia presso la stessa università affronta l’argomento della presenza Teutonica nei paesi baltici (The teutonic order as a territorial state). L’Ordine del Santo Sepolcro era rappresentato dal Luogotenente di Finlandia, prof. Kalevi Pöykkö, che ha ripercorso le fasi della presenza in Terrasanta dell’Ordine, mettendo in rilievo in modo particolare la sua opera caritativa svolta in questi anni (The charitable work of the Equestrian order of the Holy Sepulchre of Jerusalem and its presence in the Holy Land). Antti Matikkala presenta due studi, uno in finlandese (Jerusalemin Pyhän Haudan kultista ja ritareista, con sunto in inglese) sulla fisionomia dell’Ordine dei Canonici del Santo Sepolcro in Terrasanta e l’altro in inglese (Symbols of knighthood-The insignia of the Order of St John). L’Ambasciatore Bo J. Theutenberg contribuisce con uno studio in svedese sull’origine della nobiltà di Svezia e sull’uso antico del matronimico in ambiente nobiliare svedese (Den svenska adelns ursprung och namnskick). Markus H. Korhonen, uno storico che per la sua competenza in materia cavalleresca fa onore all’università di Oulu, ci illumina su alcuni personaggi finlandesi che sono appartenuti ad ordini cavallereschi (Paradoxes and curiosities. Finnish connections to catholic chivalry during 19th and 20th centuries). La parte riservata agli esperti di storia della medicina si apre col contributo di Ilkka Väkimäki, The concept of medical care in the middle ages. Martin von Bonsdorff, segretario dell’Ordine Giovannita di Finlandia e medico presso l’ospedale di Porvoo, presenta uno studio su International medical aid to Finland during world war II, un raro esempio di solidarietà internazionale in soccorso della Finlandia aggredita dall’Unione Sovietica. Tuula Oksanen, medico e vice presidente della Croce rossa finlandese, riassume l’operato della organizzazione di cui si occupa, The assistential work of the Red Cross.

Il libro si chiude con un importantissimo documento stilato dal Dr. Pier Felice degli Uberti, presidente della Commissione Internazionale permanente per lo studio degli Ordini Cavallereschi: il registro degli Ordini cavallereschi presentato nel 2001 dall’ICOC (versione inglese). Questo registro contiene l’elenco completo degli ordini riconosciuti dalla nuova Commissione, già nota come Commissione di Edinburgo. Una documentazione che non dovrebbe mancare dallo scaffale di chi studia il fenomeno della cavalleria. Il volume Milites pacis può essere ordinato scrivendo a: Dipartimento di italiano, 20014 Università di Turku, oppure a: deanna@utu.fi. (Pauliina de Anna).

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