RECENSIONI

 

LIBRI

 

 

Alberto Lembo, Famiglie nobili e ville del Basso Vicentino, Giovani Editori, Sossano (VI), 2002, pp. 156.

     Come già detto nell’introduzione al volume, sono convinto che le indagini scientifiche sugli antichi ceti dirigenti ed i saggi storici sulle famiglie nobili, come pure sulle loro dimore, costituiscano ormai da tempo materia oggetto di crescente interesse per una sempre più vasta “fascia” di appassionati.

     Questo avviene perché è aumentata, oggi, la sensibilità verso un campo di studio il cui fascino risiede proprio nella riscoperta di valori culturali, già tanto trascurati o comunque male considerati se non addirittura ridicolizzati, quali quelli nobiliari.

     Non si tratta di ricerche oziose o superate, ma di utili ricostruzioni dei vari contesti sociali, familiari ed ambientali sui quali si fondarono i ceti dirigenti (feudali, patriziali e nobiliari in genere) del passato, nell’ambito di quella generale “storia della popolazione” che oggi si sta appunto scrivendo con rinnovato fervore.

     Si tratta, in realtà, di un quadro complessivo assai variegato, poiché ogni regione italiana, ogni città e, si può dire, località, ha avuto, in maggiore o minore misura, caratteristiche proprie quanto al ruolo e alla consistenza dei locali ceti dirigenti, così strettamente legati al rispettivo territorio.

     Proprio questo è il “taglio” con cui Alberto Lembo ha affrontato questo lavoro sulla nobiltà e le ville del basso vicentino, zona ricchissima di queste ultime e area di tradizionale presenza e azione di grandi e influenti famiglie della nobiltà vicentina e veneziana. Il tutto inserito in un quadro storico generale e in un ancor più interessante quadro politico-amministrativo riferito al dominio veneto (1404-1797) in cui il nostro consocio spazia con l’interesse del cultore di studi storici e araldici che non dimentica una recente esperienza parlamentare, chiave di comprensione anche per assetti istituzionali del passato.

     Per chi volesse visitare la zona oggetto della ricerca, il volume si presta bene anche ad essere un’agile e documentata “guida” per una giornata di evasione in un territorio ancora in gran parte incontaminato da pesanti interventi urbanistici e industriali. (Gustavo di Gropello)

 

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