RECENSIONI

 

LIBRI

 

 

Convegno Internazionale “Storia, funzione, valori e attualità degli Ordini Cavallereschi e di Merito: i sistemi premiali nel Mondo e nell’Italia pre-unitaria sino al moderno Stato federalista”, Atti, a cura di Pier Felice degli Uberti e Maria Loredana Pinotti, Agrigento 16-18 novembre 2007, Bologna, 2008, pp. 352.

            La pubblicazione, edita con il contributo dell’ARS Assemblea Regionale Siciliana, presenta gli atti del primo convegno sugli ordini cavallereschi e di merito ed i sistemi premiali tenuto in Italia con il patrocinio delle più alte autorità dello Stato.

            Il libro inizia con il Programma, cui segue l’intervento di Pier Felice degli Uberti, President/Chairman dell’International Commission for Orders of Chivalry - ICOC che afferma: «Sono entrato a far parte dell’ICOC nel 1997, divenendo in pochi mesi Chairman e nel 1999 President/Chairman, riportandone in Italia la presidenza (mi piace sempre ricordare che il primo presidente fu proprio un altro italiano, Alessandro Monti della Corte). Dal momento in cui ho assunto la presidenza ho voluto che la Commissione fosse composta da studiosi veramente preparati per il loro settore di competenza, mi sono imposto di essere sempre sopra le parti ed ho cercato di volta in volta di trovare una valida soluzione per risolvere tutti i problemi che si presentavano. Il mio scopo è stato ed è quello di ampliare lo studio sia della materia cavalleresca che premiale a livello mondiale, perché la Commissione divenisse ogni giorno sempre più un indispensabile punto di riferimento per chi voglia davvero conoscere ed imparare quanto di serio esiste in questo settore nel mondo. Qui ad Agrigento vediamo finalmente organizzato dalla Provincia Regionale di Agrigento, dall’International Commission for Orders of Chivalry (ICOC), dall’Ordine Teutonico - Familiari di Sicilia e dall’Institut International d’Etudes Généalogiques et d’Histoire des Familles un Convegno realmente scientifico che gode il patrocinio delle più alte Istituzioni dello Stato quali: il Senato della Repubblica, la Camera dei Deputati, la Presidenza del Consiglio dei Ministri; nonché quello della Regione Siciliana; dell’Università degli Studi di Palermo - corso di Laurea in Beni Archivistici e Librari, e del Polo Universitario della Provincia di Agrigento. Vorrei ricordare che la Commissione è nata su impulso di Vicente de Cadenas y Vicent (1915-2005), che nel III Congresso di Madrid (1955) intuì, dopo aver partecipato al Congresso di Roma/Napoli (1953), la necessità di creare una Commissione (allora all’interno del Congresso) che tracciasse delle linee guida per capire quali fossero veramente gli Ordini cavallereschi, tutto questo perché a partire dal dopoguerra era andato crescendo in forma esponenziale l’interesse per gli Ordini cavallereschi, le Onorificenze e i Sistemi premiali da parte di tutte le classi sociali, comprese quelle che tradizionalmente ne erano state escluse. Si deve comprendere che gli Ordini cavallereschi sono istituzioni che affondano le loro radici nel buio del medioevo con una struttura militare e religiosa, mentre d’altro canto le Onorificenze vanno considerate come strumenti di onore moderni. Oggi, a differenza del passato, la ricezione negli Ordini cavallereschi appare un’esigenza individuale non propriamente legata, anche se il fenomeno ancora esiste, a una tradizione familiare; non dobbiamo infatti dimenticare che anticamente gli Ordini cavallereschi erano esclusivo luogo d’accesso della classe nobiliare che in questo modo dava la possibilità a membri della propria famiglia di godere di un certo status connesso ad un elevato rispetto sociale e al godimento di benefici oggettivi. Nel corso dei secoli gli Ordini cavallereschi hanno subito cambiamenti sostanziali: alcuni sono stati soppressi, o lasciati morire, altri addirittura abbandonati; oppure per vivere nei nostri tempi si sono adeguati alla realtà odierna e in molti casi hanno mutato gli originari scopi, o ne hanno fornito una nuova interpretazione; tanto che alcuni persino si sono trasformati in Ordini solamente religiosi, perdendo l’aspetto militare tipicamente cavalleresco. Gli Ordini cavallereschi superstiti non hanno di fatto più nulla a che vedere con quanto rappresentavano nei secoli scorsi ma ancora oggi il loro fascino persiste nell’immaginario collettivo, incantando un folto pubblico che li collega ad un passato che ormai non è più quello. Per il prestigio da sempre connesso agli Ordini cavallereschi, si sono ripetutamente verificati nel corso della storia fenomeni di imitazione, compiuti ad opera di persone che volevano trarre da essi un qualche beneficio morale od economico... Ebbene è necessario affermare subito con chiarezza che trattandosi di istituzioni di carattere religioso, unicamente alla Santa Sede spetta il diritto di tutela e di riconoscimento degli Ordini cavallereschi, diritto attualmente esercitato solo nei confronti dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e del Sovrano Militare Ordine di S. Giovanni detto di Malta. In merito all’esistenza attuale degli Ordini cavallereschi la Santa Sede tramite L’Osservatore Romano si è espressa più volte a partire dal 15-16 aprile 1935, e ancora, in data 14 dicembre 1970, ribadiva quanto già espresso il 22 marzo 1952 sulla legittimità di alcune organizzazioni, le quali si autodefiniscono “Ordini cavallereschi” generando l’apparenza di essere legate a Santa Romana Chiesa, vuoi per la somiglianza del nome con Ordini religiosi estinti, vuoi per l’appartenenza ad essi di esponenti anche di una certa importanza del clero; mentre potrebbero più propriamente e correttamente definirsi, qualora effettivamente avessero una certa tradizione storica e scopi di aggregazione umanitari, benefici e sociali, come Organizzazioni di ispirazione cavalleresca, senza ingenerare così nessuna confusione con Ordini cavallereschi inesistenti. Nel nostro XXI secolo gli Ordini cavallereschi costituiscono ben altra cosa da quello che furono nel medioevo, ed usare il termine Organizzazione di ispirazione cavalleresca sarebbe finalmente una soluzione sincera, corretta ed onorevole che permetterebbe di richiamarsi nella nostra epoca alla storia di quell’ordine a cui ci si ispira e di cui si imitano i modelli e gli scopi, senza però millantare di essere quell’Ordine cavalleresco che nella realtà oggettiva è stato abolito, abbandonato o è scomparso. Del resto per svolgere meritoriamente un insieme di azioni umanitarie non è certo necessario essere un Ordine cavalleresco a tutti i costi... bene ce lo insegna la Croce Rossa!».

            Segue l’intervento di Donato Marra, Segretario Generale della Presidenza della Repubblica che scrive al presidente dell’ICOC: “Egregio Dottore, in occasione del Convegno Internazionale promosso dall’ICOC e dedicato agli Ordini Cavallereschi e di Merito, il Presidente della Repubblica rivolge un cordiale saluto a Lei, alle Autorità religiose e civili, agli ospiti stranieri, agli illustri relatori e a tutti gli intervenuti all’assise agrigentina. L’evoluzione degli ordini cavallereschi in epoca moderna si lega strettamente alle vicende degli Stati, di cui essi furono spesso strumenti rilevanti nella politica interna e nelle relazioni internazionali. Anche per questo, lo studio delle onorificenze offre all’indagine storica e alla dottrina un utile ausilio interpretativo, volto a chiarire le complesse dinamiche istituzionali, giuridiche e sociali che hanno inciso sulla funzione dei sistemi premiali. Nell’esprimere apprezzamento per l’iniziativa e nell’auspicio che dalle giornate congressuali possano scaturire ulteriori spunti di riflessione e di approfondimento, il Capo dello Stato formula l’augurio sentito di buon lavoro, cui unisco il mio personale”.

            Abbiamo poi i discorsi di: S.Em. Rev.ma il Card. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Patron dell’ICOC; S.A.R. Dom Duarte de Bragança, Patron dell’ICOC; Michel Teillard d’Eyry, Presidente della Confederazione Internazionale delle Associazioni di Araldica e Genealogia e dell’Accademia Internazionale di Genealogia; e Diego de Vargas Machuca, Presidente di Famiglie Storiche d’Italia, Presidente dell’Asociación de Hidalgos - Junta de Italia e Vice-Presidente dell’ICOC.

            Dopo la Cronaca del convegno, e l’Assemblea Generale dell’ICOC iniziano i contributi dei relatori: Antonino Giuffrida, Università degli Studi di Palermo, Gli Ordini Cavallereschi nella realtà della Sicilia dell’età moderna; Pier Felice degli Uberti, President/Chairman dell’ICOC, La cavalleria cristiana nell’interpretazione della Santa Sede, gli Ordini della Santa Sede e le Decorazioni Ecclesiastiche; Marco Horak, Deputy Chairman dell’ICOC, La cavalleria degli antichi stati della penisola italiana fra mito e realtà; Mario Volpe, Commissario aggiunto economico finanziario presso il Cerimoniale Diplomatico Ufficio II - Reparto Onorificenze del Ministero degli Affari Esteri, Il patrimonio cavalleresco del Ducato di Savoia, l’evoluzione nel Regno di Sardegna, attraverso la trasformazione nel Regno d’Italia; Carlo Tibaldeschi, ICOC, Il patrimonio cavalleresco dell’antico Ducato di Mantova; Carlo Emanuele Manfredi, ICOC, Il patrimonio cavalleresco e premiale del Ducato di Parma e del Ducato di Lucca; Bianca Maria Rusconi, ICOC, Il patrimonio premiale del Ducato di Modena; Enzo Capasso Torre, Alto Consultore del SMOM, Gli Ordini di Cavalleria dei Borbone Due Sicilie; Guy Stair Sainty, Fellow dell’ICOC, The Grand Masters of the Constantinian Order no longer reigning sovereigns, 1860-1934; Hervé baron Pinoteau, Les Ordres de Chevalerie du Roi de France et leur survivance; Peter Kurrild-Klitgaard, ICOC, The status and recognition of the chivalric orders of St. John. A comparison of the Order of Malta and the Johanniter orders; Stanislaw Dumin, ICOC, Le patrimoine chevaleresque de la Russie moderne; Manuel Fuertes de Gilbert y Rojo, ICOC, El Patrimonio Premial y Caballeresco del Reino de España; Carlos Evaristo, Vice-Cancelliere di SMA e Segretario-Generale per gli affari stranieri legati agli Ordini Dinastici della Real Casa di Portogallo, Gli Ordini portoghesi della Casa di Braganza: evoluzione storica ed attualità; Rafal Heydel-Mankoo, ICOC, Honours in the 21st century: reform, repeal or replace? The British debate; Pietro Pellegrino, Consigliere di Corte d’Appello, Giudice presso il Tribunale di Trapani, Attuale stato della giurisprudenza dell’A.G.O. sugli illeciti di cui alla legge 3 marzo 1951, n. 178; Pino Zingale, Consigliere della Corte dei Conti, Giudice presso le Sezioni Riunite in sede giurisdizionale e la Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana, Attuale stato della giurisprudenza amministrativa sulla legge 3 marzo 1951, n. 178. Prospettive e significato di un possibile recupero e valorizzazione in chiave regionale e federalista del patrimonio premiale pre-unitario italiano: stato attuale della legislazione; Giovanni Pitruzzella, Ordinario di Diritto costituzionale nell’Università degli Studi di Palermo, Problematiche costituzionali in ordine all’ammissibilità di un sistema premiale/onorifico a livello regionale e degli enti locali dopo la riforma del titolo V della Costituzione italiana; Teodor Berkovits, A brief overview of the Order of Vitéz; Maria Loredana Pinotti, Secretary General dell’ICOC, I sistemi premiali degli Stati Uniti d’America; Claudio Tagliavia, L’Ordine reale norvegese di Sant’Olav.

            Tutti gli interventi sono importanti per approfondire la storia degli ordini cavallereschi e dei sistemi premiali, ma vorrei segnalare particolarmente quelli che apportano un contributo del tutto nuovo alla materia cavalleresca e premiale: Bianca Maria Rusconi, in Il patrimonio premiale del Ducato di Modena, presenta uno studio inedito sull’Ordine dell’Aquila Estense e sui sistemi premiali dell’antico Ducato di Modena, con importanti valutazioni e considerazioni di carattere storico, e pubblicando anche gli Statuti dell’Ordine dell’Aquila Estense.

Guy Stair Sainty, in The Grand Masters of the Constantinian Order no longer reigning sovereigns, 1860-1934 edita per la prima volta una sintesi dei suoi studi sull’Ordine costantiniano attingendo da documenti inediti conservati presso l’Archivio di Stato di Napoli e presentando importanti considerazioni sulla storia dell’ordine nel periodo dell’esilio, ovvero sotto il Gran Magistero dell’ultimo sovrano delle Due Sicilie Francesco II e sotto il Gran Magistero di Alfonso Conte di Caserta.

Stanislaw Dumin, in Le patrimoine chevaleresque de la Russie moderne elenca tutti gli esistenti ordini cavallereschi e sistemi premiali della Russia ovvero: gli Ordini dell’Impero Russo, le decorazioni sovietiche, le decorazioni di Stato della Federazione Russa, le ricompense dipartimentali e regionali, le decorazioni della Chiesa Russa Ortodossa, gli Ordini della Casa Imperiale di Russia, le ricompense pubbliche. Il contributo di Dumin finisce con un supplemento relativo all’elenco degli ordini dinastici ed ecclesiastici, che aiuta il lettore in una migliore comprensione della difficile materia.

Pino Zingale, in Attuale stato della giurisprudenza amministrativa sulla legge 3 marzo 1951, n. 178. Prospettive e significato di un possibile recupero e valorizzazione in chiave regionale e federalista del patrimonio premiale pre-unitario italiano: stato attuale della legislazione elenca a grandi linee tutta la giurisprudenza esistente nel nostro Paese dal Regno d’Italia ai giorni nostri; ed approfondisce la tematica dei sistemi premiali regionali affermando: In effetti in tempi recenti più di un’iniziativa è stata portata avanti da regioni ed enti locali per rivendicare il potere di conferimento di onorificenze. Il comune di Trevisio (Sondrio), ad esempio, ha stabilito che il Comune possa concedere la cittadinanza onoraria o la medaglia d’oro al merito o altre onorificenze a persone che abbiano acquisito speciali meriti in vari campi quali, ad esempio, della cultura, dell’arte, della convivenza, della religione, della solidarietà umana, ecc. Il Comune di Cinisello Balsamo (Milano), poi, in coincidenza con le celebrazioni dell’anniversario della firma del decreto di concessione del titolo di Città concede civiche onorificenze denominate ‘Speciale Spiga d’Oro’, quale riconoscimento dell’attività di persone o enti che si siano distinti per motivi eccezionali e ‘Spiga d’Oro’ quale riconoscimento dell’attività di persone o enti che abbiano in modo significativo e determinante operato per lo sviluppo civile, culturale e sociale della città. Ma gli esempi sicuramente più significativi sono quelli di alcune Regioni che hanno ritenuto di potersi muovere nel senso dell’istituzione di proprie onorificenze regionali. La Provincia Autonoma di Bolzano con Legge provinciale n. 5 del 12 giugno 2006 dal titolo Onorificenze per meriti a favore della Provincia autonoma di Bolzano’, ha introdotto due onorificenze, rispettivamente il ‘Grand’Ordine di merito della Provincia Autonoma di Bolzano’ e l’‘Ordine di merito della Provincia Autonoma di Bolzano’ da assegnare a personalità non residenti in provincia di Bolzano che si sono particolarmente distinte a favore dell’Alto Adige nei settori delle scienze, dell’arte, della cultura, dello sport, dell’economia e nel campo sociale. La Valle d’Aosta con legge regionale n. 6 del 16 marzo 2006, ha istituito le onorificenze regionali di ‘Amis de la Vallée d’Aoste’, che conferisce la cittadinanza regionale onoraria e l’adesione alla Confrérie des amis de la Vallée d’Aoste a personalità, italiane o straniere, che con la loro presenza o la loro opera abbiano conferito prestigio alla Valle d’Aosta ed il ‘Chevalier de l’autonomie’, assegnata a cittadini nati o residenti in Valle d’Aosta che si siano distinti per particolari meriti nel campo dello sport, della cultura, delle scienze, delle arti, dell’economia, della politica o del sociale, entrambe conferite con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, e consegnate, di norma, il 7 settembre, in occasione della celebrazione della Festa della Valle d’Aosta. La Regione Abruzzo con legge 29 novembre 1999, n. 121 ha istituito ‘l’onorificenza della Regione Abruzzo’ che il Presidente assegna, a sua discrezione, con proprio atto, a favore di cittadini o di qualsiasi altro soggetto giuridico italiano o straniero che si sia distinto per particolari meriti, di valore culturale, morale o sociale, consistente in una medaglia d’argento, appositamente coniata, riproducente da un lato il guerriero di Capestrano e dall’altro lo stemma della Regione Abruzzo. La Regione Basilicata con legge 25 febbraio 2005, n. 18 ha, più genericamente, stabilito che il Consiglio regionale della Basilicata, tramite l’Ufficio di Presidenza, possa autonomamente e per circostanze particolari assegnare a concittadini lucani onorificenze secondo le modalità più opportune. La Regione Molise con legge 5 marzo 1990, n. 12 ha istituito, delle decorazioni per il personale addetto ai servizi di Polizia Municipale operante sul territorio regionale, alcune legate alla semplice durata del servizio ed una, la ‘croce e nastrino per meriti speciali’, connessa alla circostanza che gli appartenenti alla Polizia Municipale si siano distinti in servizio per azioni encomiabili sul piano sociale o professionale connotate da particolari doti di alto valore, quest’ultima conferita dal Presidente della Regione. Anche la Regione Liguria con legge 19 aprile 2006, n. 8 ha istituito la ‘Onorificenza Croce di San Giorgio’ a favore di cittadini italiani o stranieri che si siano distinti per particolari meriti di valore culturale, sociale o morale, che viene conferita dal Presidente della Regione, onorificenza, questa, pregnante di una grande memoria storica in quanto riecheggia l’antico Ordine di San Giorgio che fu la massima onorificenza della Repubblica marinara di Genova. L’orientamento degli Enti territoriali, specialmente dopo l’introduzione del c.d. federalismo, sembrerebbe, quindi, indirizzato verso la rivendicazione di un proprio autonomo potere di istituzione e conferimento di onorificenze, sia sotto forma di una più generica e già in precedenza diffusa attestazione di merito mediante il conferimento di medaglie e croci d’onore, sia in quella più impegnativa e problematica (sotto il profilo costituzionale) dell’istituzione di veri e propri Ordini di merito. Sembra, in sostanza, che gli altri enti territoriali, i quali insieme allo Stato costituiscono oggi la Repubblica, ritengano che l’attribuzione in via esclusiva al Presidente della Repubblica del potere di conferimento delle onorificenze e, a monte, il potere di istituirle in capo al Parlamento nazionale, riguardino, per l’appunto, solo le onorificenze dello Stato, mentre per le altre resterebbe incardinato in capo ai singoli enti ed ai loro capi il potere, rispettivamente, di crearle e conferirle. Senza volere anticipare nulla delle specifiche riflessioni che sul punto svilupperà l’amico costituzionalista prof. Pitruzzella, debbo, tuttavia, manifestare il mio parziale dissenso da tale soluzione, sulla base del chiaro dato letterale costituzionale. L’art. 87 della Costituzione, infatti, stabilisce che il Presidente della Repubblica conferisce le onorificenze della Repubblica e l’art. 114 precisa che la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. Ciò significa che l’unico legittimato a conferire onorificenze (che tributate da qualunque ente componente della Repubblica sono sempre da intestarsi alla Repubblica in quanto tale) è il Capo dello Stato nella sua funzione di Presidente della Repubblica, in quanto simbolo dell’unità nazionale ed unico organo qualificabile come espressione della fons honoris repubblicana, ancorché non possa escludersi, sulla base della nuova formulazione dell’art. 117 della Costituzione che ha creato un nuovo riparto di competenze legislative tra Stato e Regioni, che queste ultime, e di certo non gli altri enti locali, possano legiferare in materia di onorificenze su base regionale, anche recuperando e valorizzando quella ricchezza araldica degli antichi Ordini pre-unitari che difficilmente trova confronti in ambito europeo se non in Germania. Sarebbe auspicabile che i legislatori regionali si adoperassero per un recupero storico e morale, anche nei simboli, degli antichi Ordini pre-unitari ed un segnale in tal senso è sicuramente quello già individuato per la Liguria nell’istituzione della ‘Onorificenza Croce di San Giorgio’ che costituisce una chiara riedizione dell’antico Ordine di San Giorgio, la più importante onorificenza della cessata Repubblica marinara di Genova…”.

Maria Loredana Pinotti, tratta I sistemi premiali degli Stati Uniti d’America, studio di grande interesse perché è il primo di tale completezza mai apparso nel mondo su questo specifico argomento.

L’autrice inizia la trattazione affermando che negli Stati Uniti non esistono ordini cavallereschi, ma vi è una decorazione che ha una struttura simile ad un ordine cavalleresco europeo: la Legion of Merit (Legione al merito); ricorda poi le tre importanti decorazioni conferite a militari: la Congressional Medal of Honor (medaglia d’onore del Congresso), la più alta decorazione autorizzata dal Congresso nel 1861, la Purple Heart Medal (medaglia del cuore purpureo), voluta dal Generale George Washington nel 1782 e la Presidential Medal of Freedom (medaglia Presidenziale della Libertà). L’autrice ricorda che è quasi impossibile catalogare esaustivamente i vari sistemi premiali statunitensi a causa del loro numero elevato, e per il fatto che ne nascono continuamente di nuovi. Esiste una diversità di approccio nell’ambito degli onori, concepiti come ricompensa vuoi per benemerenze civiche che per doti intellettuali e morali, e troviamo una varietà di forme premiali sia federali che soprattutto statali, venendo concesse a tutti i livelli: State, County, City, Town, Township, Village e Community. Nei vari Stati sono concessi certificati onorari (ma le cariche assegnate sono diverse e non avviene in tutti gli Stati) di Governatore onorario, Vice Governatore onorario e Segretario di Stato onorario (concesso dal Segretario di Stato), tutti onori che possono essere concessi in perpetuo o per il solo periodo del mandato dell’autorità che li ha rilasciati. Vengono concessi anche gradi militari onorari e certificati di Cittadino onorario, o di Ambasciatore di Buona Volontà. Queste cariche e nomine sono puramente onorifiche, e non implicano privilegi. Al Sud in Alabama, Georgia, Kentucky, Louisiana, Maine, Mississippi, New Mexico, Tennessee e Texas esisteva la consolidata tradizione democratica delle Milizie territoriali composte di volontari e finanziate dagli stessi cittadini cui sovrintendeva il Governatore, che assegnava i gradi militari della Milizia. Una caratteristica tutta statunitense è la concessione del titolo di Ambasciatore di Buona Volontà (Ambassador of Goodwill) emesso dai Governatori a favore di persone che meritano tale distinzione; si tratta di un titolo completamente onorario che ha lo scopo di far presentare la cultura, la storia, le tradizioni e tutto quanto merita di essere conosciuto riferito allo Stato che ha concesso il titolo. Nel Tennessee, per esempio, il testo del certificato/diploma è esteso a nome di quel popolo. L’insignito viene incaricato di portare in altri paesi e nel mondo il messaggio di amicizia e di ospitalità proprio dello Stato del Tennessee. Ma senza dubbio il più famoso di questi certificati viene dall’Arkansas ed è l’Arkansas Traveler che ha l’originalità di riallacciarsi ad una leggenda locale, facendo sì che da una tradizione nascesse la concessione di un particolare onore rivolto a coloro che in qualche modo hanno ben servito lo Stato, commissionandoli Ambasciatori di buona volontà.

Vengono poi trattati altri onori civici concessi dai Governatori quali: l’Order of the Long Leaf Pine (Ordine del lungo Pino fiorito) che è il più alto onore civico concesso nel Nord Carolina; lOrder of the Palmetto (Ordine del palmetto) che è il più alto onore civile concesso dal Governatore del Sud Carolina assieme all’Order of the Silver Crescent (Ordine della mezzaluna d’argento); in Indiana gli onori sono: il Sagamore of the Wabash e l’Honorary Hoosier. Seguono i sistemi premiali di: County, City, Town, Township, Village e Community che consistono generalmente in Honorary Citizenship, Proclamation e Key; talvolta il Mayor onora la persona con il titolo di Honorary Mayor come avviene ad Oklaoma City - Oklaoma, o di Honorary Mayor - President come per la città di Baton-Rouge in Louisiana. Interessanti sono i cosiddetti “Titoli Nobiliari” come quello di Count of Pulaski concesso dalla Contea Pulaski, quello di Duque de Alburquerque concesso da Albuquerque,  la città più grande dello Stato del Nuovo Messico; quello di Duke of Paducah concesso dalla città di Paducah nel Kentucky e quello di Duke of Hazard dato dalla città di Hazard nel Kentucky. Seguono altri sistemi premiali come il Descendant of DeSoto dato ad Hot Spring e l’Honorary Conch Award della Contea di Monroe. Vengono pure ricordati in appendice l’Ordine di Cincinnato e gli Ordini del regno delle Hawaii (1795-1894).

Gli atti si concludono con il 2007 ICOC Register. (Marco Canova)

 

 

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