Francesco IV d’Austria
d’Este, Giornale
dei viaggi, III, Reggio Emilia, 2007, Antiche
Porte edizioni (http://www.anticheporte.it,
tiratura in 700 esemplari numerati), pp. 156.
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Questo gradevole libriccino di formato
tascabile trascrive i rendiconti dei viaggi ispettivi che, per tre volte fra il
1816 ed il 1826, Francesco IV di Modena effettuò nei territori del
proprio ducato, secondo una prassi che i sovrani della Restaurazione
tacitamente seguirono, in un primo momento, per favorire un clima di pacifica
convivenza dopo il ciclone napoleonico e, in seguito, per controllare i
fenomeni connessi ai moti costituzionalisti destinati a sfociare nei noti fatti
della metà del XIX secolo. Il contenuto del volume segue alla lettera i
rendiconti originali conservati presso l’Archivio di Stato di Modena,
limitandosi a trascriverne i testi; come il curatore precisa a p. 6, “… per essere il
meno invasivi possibile…” si è intervenuti solo
nell’attualizzare l’uso delle maiuscole, e nel porre fra parentesi
i corrispettivi odierni di toponimi e parole altrimenti poco comprensibili. Per
il resto, con operazione filologicamente ineccepibile, la prosa del duca viene
offerta all’intelligenza diretta del lettore, ed accompagnata soltanto da
tre cartine col tracciato dei singoli viaggi (appositamente realizzate sulla
scorta di documenti coevi), da una tabella di conversione delle unità di
misura, e da altre due di natura geografico-statistica
tratte da un testo del 1849.
Il volumetto è l’ottavo dell’interessante
collana (denominata Tracce) con la
quale l’Editore porta all’attenzione del pubblico di oggi i
rendiconti di viaggio redatti da diversi personaggi ottocenteschi: fra i sette
precedenti, tutti connessi ad aree limitrofe all’Appennino ligure,
toscano ed emiliano-romagnolo, se ne segnalano in
particolare i due contenenti ulteriori scritti che Francesco IV lasciò
dopo altri viaggi, di natura più politica e meno informativa rispetto a
quelli oggetto del presente volume. Nello scorrere le pagine, è la voce
stessa dell’augusto redattore a descriverci la natura dei luoghi
attraversati, la qualità dei tracciati percorsi ed il modo in cui
percorrerli, gli edifici incontrati e le rispettive destinazioni d’uso, i
personaggi incontrati (dai nobili ai villani, dai parroci agli osti) e
delineati con tratti brevi ma efficaci, i modi e i tempi in cui sbrigava le
proprie incombenze quotidiane, e così via.
È intuitiva la rilevanza che
operazioni editoriali di questo genere assumono per lo studioso, dato che gli
permettono di attingere con relativa facilità a tutt’una serie di
informazioni che normalmente si possono ricavare solo attraverso la ricerca
archivistica e l’esame diretto delle fonti; sarebbe perciò gran
cosa il poter disporre di un numero sempre maggiore di opere trascrittive come questa.
Ed in tale ottica facciamo nostre le parole
con cui, a p. 11, essendo “…quasi ovvia l’osservazione che la
pubblicazione dell’intero corpus dei diari di viaggio dei due ultimi
Sovrani di Modena costituirebbe un importante contributo alla conoscenza dell’Ottocento,
non solo modenese e italiano…”, il curatore auspica innanzitutto la
ricomposizione del materiale archivistico austro-estense (trasferito a Vienna
nel 1859 da Francesco V e oltretutto suddiviso in vari filoni), e quindi la
costituzione di un adeguato staff di studiosi in grado di curarne a dovere la
resa a stampa: operazioni che presentano evidenti difficoltà di
carattere logistico, burocratico e, soprattutto, economico.
Per l’intanto, è comunque già un’ottima
cosa rivalutare ed allargare la diffusione di questi documenti più “parziali”,
che si vanno ad aggiungere ad altre testimonianze edite sul territorio
geografico, sulla fenomenologia sociale e sul periodo storico presi in esame, e
che offrono molti spunti di ragionamento e di riflessione; nel caso di quest’ottavo
volume dell’interessante collana, inoltre, l’accurata veste editoriale prescelta ed il piccolo formato
aggiungono al tutto un tocco di ulteriore gradevolezza estetica. (Maurizio Carlo Alberto Gorra
(IAGI, AIOC)