RECENSIONI

 

RIVISTE

 

Peregrinationes. Acta et Documenta. Accademia Internazionale Melitense, Tomo I - anno accademico I-2000, pp. 79; Tomo II - Anno accademico II - 2001, pp. 102; Tomo III - anno accademico II - 2001, pp. 82.

I tre volumi di Peregrinationes (il primo è stato ristampato nell’aprile del 2001) sono la prova più tangibile dell’utilità e del ruolo dell’Accademia Internazionale Melitense. Nata con lo scopo di coordinare l’attività culturale svolta nell’ambito del Sovrano Militare Ordine di Malta, facendo confluire in una sola, autorevole sede, varie e diverse iniziative concepite sia in Italia che all’estero, l’Accademia Internazionale Melitense con questi tre eleganti volumi si pone come autorevole interlocutore nel campo non solo della ricerca storica, ma anche dell’informazione nei confronti di temi metastorici. Il profilo dell’Accademia si rivela subito chiaro se consideriamo che i primi due fascicoli riguardano, rispettivamente, gli Atti del Convegno Internazionale di Studi tenutosi a Malta nel luglio del 2000 e quelli relativi al Convegno Internazionale del giugno del 2000, sempre tenuto presso il Forte Sant’Angelo di Malta, dedicato a Carlo V e al suo segretario Mercurino di Gattinara, mentre il terzo è dedicato al Convegno del dicembre 2000 sulla Mediterranean Rehabilitation. In sostanza, due tomi sono dedicati alla ricerca storica, mentre il terzo propone un argomento attuale attinente ad un campo del tutto diverso, la medicina.

Il progetto è di notevole interesse: siamo infatti abituati a considerare la storiografia e le scienze naturali o biologiche come campi separati che, eventualmente, possono incontrarsi su un piano di analisi storicistica, ma non su quello dell’attualità. L’intuizione che sta invece alla base di questi tre Convegni, e di conseguenza dei tre volumi, è invece la convinzione che proprio l’ambito melitense favorisce il dialogo e la discussione tra discipline così apparentemente diverse. L’Accademia Internazionale Melitense viene così a proporsi come valido strumento di dialogo, infatti il panorama delle istituzioni culturali che agiscono in questo campo è ben noto, nella sua povertà, al lettore di questa rivista.

L’idea quindi che muove l’Accademia è che non si possono disgiungere le discipline storiche da quelle scientifiche. È naturale, considerata la natura stessa dell’Ordine di Malta, che la disciplina scientifica per ora privilegiata sia la medicina, dato che l’Ordine di San Giovanni, come ben noto, nasce Ospedaliero, per divenire solo più tardi Militare. Il ritorno, se così vogliamo chiamarlo, al rapporto con la medicina, del resto sempre tenuto vivo nella pratica caritativa ed assistenziale svolta dall’Ordine restato fedele per un millennio all’obsequium pauperum, era naturale, proprio perché la medicina rappresenta oggi il principale campo di battaglia in cui un Ordine cavalleresco deve muoversi. Che di problemi medici se ne occupi un’Accademia, e non una delle Associazioni che compongono la struttura assistenziale dell’ordine, è appunto sintomatico di questo desiderio di aprire nuovi momenti di contatto e di dialogo tra discipline che oggi considereremmo molto lontane.

    Senza voler paragonare iniziative di portata molto diversa, è del resto l’esempio dell’Accademia che ha ispirato il Convegno tenuto presso l’università di Turku in Finlandia nel maggio del 2001 proprio sul tema della cavalleria storica e dell’assistenza medica, proiettata fino ai nostri giorni. Il portare nello stesso ambito storici e scienziati dell’ars medica offre nuove possibilità per arricchire ambedue le discipline.

    Ma torniamo alle nostre Peregrinationes. Non sappiamo chi abbia suggerito il titolo degli Acta et Documenta, ma ci sembra chiara l’impronta del presidente dell’Accademia, il prof. Paolo Caucci von Saucken, il maggior esperto italiano della storia del pellegrinaggio iacobeo. Gli studi di Caucci von Saucken hanno infatti rappresentato non soltanto una ricostruzione storico-filologica del fenomeno itinerante verso San Giacomo di Compostella, ma anche un’apertura dello studio e della metodologia storica all’analisi del pellegrinaggio come fenomeno non solo di devozione ma di connessione con altre grandi realtà del tempo (il tempo lungo dei pellegrinaggi), a cominciare da quello cavalleresco. La protezione del Camino svolta dagli ordini militari, tra i quali attivissimo quello di San Giovanni, conferisce alle Peregrinationes una dimensione che si adatta perfettamente alla vocazione religiosa ma anche caritativa e guerresca di queste istituzioni. Ma Peregrinationes vuol dire anche altro: indica la dimensione internazionale cui tende oggi l’Ordine di Malta, il suo afflato cristiano e il suo messaggio di fratellanza. Il pellegrino del resto va in pace e con i signa della pace, pur necessitando della protezione del guerriero. Questo simbolismo ci sembra del resto coincidere con quella che negli ultimi anni è stata la linea d’azione dell’Ordine di Malta, la quale non soltanto ha permesso il rafforzamento della struttura organizzativa dell’Ordine, ma gli ha fatto fare un decisivo balzo in avanti sul piano internazionale. Quelle che vennero definite negli anni Novanta le “Nuove strategie”, volute dal regnante Gran Maestro, hanno appunto portato a una riformulazione della fisionomia dell’Ordine. Esso si è imposto a livello internazionale con il considerevole aumento di paesi che lo hanno riconosciuto diplomaticamente, ha esteso a molte delle aree di crisi la rete assistenziale divenendo interlocutore autorevole nei luoghi di conflitto del pianeta, tanto che si è perfino parlato di un suo intervento nella crisi medio-orientale come custode dei Luoghi Santi, e ha accompagnato questo rafforzamento come Stato (perché Stato sovrano lo è) ad una politica di irrobustimento culturale. Intendiamoci, lo SMOM è sempre stato in epoca moderna attento alla cultura. Basta sfogliare le pagine di riviste come gli Annales de l’Ordre Souverain Militaire de Malte o la Rivista mensile illustrata negli anni tra le due guerre e nel dopoguerra, oppure ancora la Rivista internazionale degli ultimi anni (con la speranza che continui le pubblicazioni, sarebbe una perdita gravissima) per notare come il profilo culturale sia stato sempre molto curato e di conseguenza molto alto. Diciamolo chiaramente: nel campo degli ordini cavallereschi regna molta improvvisazione e molta approssimazione. La ricerca storiografica stenta a imporre metodologie scientificamente attendibili e nell’ambito di alcuni ordini si continuano a perpetuare “leggende” cavalleresche che di storicamente fondato non hanno nulla o quasi, soprattutto per quanto riguarda la storia più antica. Esistono ordini equestri, peraltro molto autorevoli, che continuano ad asserire fondazioni antichissime, senza che di esse si possa portare prova scientifica e documentaria. L’Ordine di Malta invece, anche in questo, si è distinto, stimolando, indirizzando, finanziando una ricerca rigorosa basata sullo studio delle fonti e non sulle leggende agiografiche.

    Per coordinare queste attività culturali, già presenti in alcuni centri di studio, primo tra tutti quello del Castello di Magione, nasce dunque l’Accademia Internazionale Melitense, che ha l’intuizione di cercare in Forte Sant’Angelo la sua sede naturale. Ritorno auspicato dell’Ordine alla sua sede più consona e prestigiosa, anche perché si appoggia su quella splendida biblioteca che è la Nazionale della Valletta, ricca di fondi documentari melitensi di enorme importanza.

    Diamo ora una, seppur rapida, scorsa al contenuto dei tre fascicoli. Il primo riguarda i contributi presentati al Convegno su L’arrivo a Malta dei cavalieri di San Giovanni e si apre con la prolusione di Carlo Marullo di Condojanni, Introduzione. L’Accademia Internazionale Melitense a Forte Sant’Angelo. Fu infatti l’allora Gran Cancelliere dell’Ordine a promuovere l’istituzione dell’Accademia. Ricordiamo che il progetto della medesima si ricollega direttamente a quello del “ritorno” dell’Ordine a Malta (nel 1995 Carlo Marullo fu nominato Commissario straordinario col compito proprio di rendere agibile il Forte Sant’Angelo). Il decreto istitutivo dell’Accademia è del 1998; lo Statuto è stato rivisto nel dicembre del 1999 e il suo testo è pubblicato in appendice del primo fascicolo di Peregrinationes. Come dice Carlo Marullo, Rettore dell’Accademia, (p. 7), bisogna sottolineare il ruolo svolto dal Sovrano Gran Maestro Fra’ Andrew Bertie «al quale si deve il costante sostegno per le iniziative dell’ordine a Forte Sant’Angelo». Segue la Presentazione al Convegno di Paolo Caucci von Saucken; si tratta del testo del discorso tenuto alla presenza di S.A. Em.ma il Sovrano Gran Maestro, nel quale si specifica il ruolo dell’Accademia come «ponte tra passato e futuro dell’Ordine», secondo le parole del presidente della repubblica di Malta. L’epoca di storia gloriosa iniziata il 26 ottobre del 1530 e terminata, purtroppo in seguito al tradimento franco-massone nel 1798, è l’oggetto delle comunicazioni presentate. Apre la parte scientifica quello che a nostro parere è il più prestigioso degli storici viventi del periodo medievale di storia giovannita, Anthony Lutrell, From Jerusalem to Malta: the Hospital’s Character and Evolution. Fanno seguito, di Victor Mallia-Milanes, Was early modern Malta an ‘isolated world’?; Hugo O’ Donnel, La marina melitense y sus unidades de combate; Maro Buhagiar, The Treasure of the Knight Hospitallers in 1530. Reflections and Art Historical Considerations. Conclude il primo fascicolo il contributo di Aldo Nigro, L’animo del Cavaliere di Malta.

    Il secondo fascicolo riporta le lezioni tenute per onorare il quinto centenario di Carlo V. All’Introduzione del Conte Marullo di Condojanni segue la Presentazione di Paolo Caucci von Saucken, incentrata sulla figura di Carlo V, l’imperatore della Tradizione. Seguono: Victor Mallia Milanes, Charles V’s Donation of Malta to the Order of St. John; Luis de Llera, Cultura e ideología en los orígenes de Carlos V; Gabriele Morelli, La visione europea di Mercurino Arborio di Gattinara, Gran Cancelliere di Carlo V; Hugo O’ Donnel, La cesíon de Malta a los Caballeros de San Juan a través de la cédula del 4 de marzo del 1530. In Appendice abbiamo una sintesi del dibattito e infine le Conclusioni di Carlo Marullo di Condojanni, il quale riporta in evidenza il filo conduttore del Convegno, cioè la personalità di Carlo V, che però va messa in relazione con quella di Mercurino di Gattinara, le cui virtù sono evidenziate dalle parole del Rettore dell’Accademia: «Quale dote maggiore del Cancelliere, o Gran Cancelliere, o consigliere politico, di quella di dire al Sovrano la verità; e non solo la verità, ma anche manifestare onestamente la propria opinione». Il dialogo tra Sovrano e Cancelliere porta al giusto equilibrio nell’amministrazione dello Stato e la saggezza e l’esperienza dell’uno integra l’abilità politica dell’altro.

    Il terzo fascicolo, sempre aperto da Carlo Marullo di Condojanni, nonché dall’Indirizzo di saluto del primo ministro di Malta, Edward Fenech Adami e dalla Presentazione del presidente del Convegno, Salvatore Giaquinto, riporta i contributi del rettore dell’università di Malta, Roger Ellul-Micallef, Lo sviluppo dei servizi medici a Malta durante la presenza dell’Ordine; di Giuseppe Nolfe, Progetto comune di intervento sanitario; Vincenzo Cecconi, Riabilitazione in Italia; Gian Luigi Scarpa, Talassoterapia; Khalil Abbadi, The Hashemite Kingdom of Jordan; Mohamed A.R. El-Abd, Electrodiagnosis Approaches in Education and training; Jorge Lains, Rehabilitation in Portugal; Khaled El Mohtar, Disability in Lebanon and Challenges in the New Millennium; Xanthi Michail, Rehabilitation in Greece; Nicolas Christodoulou, Rehabilitation in Cyprus; Haim Ring, Rehabilitation Medicine in Israel.

    Si tratta dunque di un complesso di studi stimolanti; la nostra speranza è che essi abbiano un seguito, come del resto si augura chi ama la cultura, ma anche la gloriosa tradizione melitense (Luigi G. de Anna).

 

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