Traditio melitensis, Bollettino dell’Associazione scandinava del Sovrano Militare Ordine di Malta (ISSN 1457-117X).

I due fascicoli fino ad ora usciti (n. 1, 1999 e 2, 2000) sono curati da Luigi G. de Anna, il quale ha dato loro una decisa impronta di carattere storico, che prevale sulla normale funzione di questo tipo di pubblicazione, abitualmente indirizzato ad uso interno dei Membri di un sodalizio. L’evoluzione da Newsletter a Rivista vera e propria, seppur nei limiti imposti dalla necessità di non consumare risorse finanziarie a detrimento di altre attività dell’Ordine, è comunque opportuna, in quanto in Scandinavia l’attività del Sovrano Militare Ordine di Malta è poco conosciuta, mentre maggiore risalto ha la branca protestante degli Johanniter, presente in Svezia e Finlandia. L’Ordine di San Giovanni ha però antiche tradizioni in questi paesi, e in Danimarca e Svezia, tra Trecento e Quattrocento, fiorirono numerosi ospedali e commanderie che facevano parte della cosiddetta Provincia di Dacia. La Riforma voluta da Gustav Vasa cancellò l’attività degli ordini cavallereschi tradizionali, mentre si registra la presenza di ordini dinastici legati alle monarchie danese e svedese e, più tardi, quella di ordini al merito concessi per i buoni servizi resi allo Stato.

La Scandinavia, come è noto, ha avuto, in età contemporanea, un lungo periodo di predominio socialdemocartico, il che significa, dal punto di vista della storia cavalleresca, un’attitudine niente affatto favorevole da parte delle autorità nei confronti di istituzioni considerate “elitarie”, a cominciare addirittura dagli ordini al merito, oggi non più conferiti ai cittadini svedesi. Questa evoluzione, ma a nostro parere si tratta piuttosto di una involuzione, era del resto già in atto da tempo, infatti fin dagli anni Trenta il sovrano di Svezia non creava più nuovi nobili (l’ultimo fu il famoso esploratore Sven Hedin), né la nobiltà fu mai istituita in Norvegia all’epoca dell’indipendenza, pur essendo il paese una monarchia. La nobiltà è del tutto assente dall’Islanda, mentre è ufficialmente rappresentata in Finlandia, altra repubblica (pur risalendo le ultimi nobilitazioni all’ultimo decennio del periodo zarista).

In una società che è andata via via perdendo il senso della élite, è logico che gli ordini cavallereschi tradizionali siano poco diffusi. Per di più, i paesi scandinavi sono a grandissima maggioranza luterani, e quindi la difficoltà di penetrazione per gli ordini cattolici è ancora più accentuata. Il solo ordine cavalleresco luterano, quello degli Johanniter, è del resto rigidamente nobiliare, e quindi da esso resta esclusa a priori la grandissima maggioranza degli scandinavi. L’ordine di Malta, come Associazione, è presente dal 1957 e conta al giorno d’oggi appena una ventina di membri, nella maggior parte nobili. L’Associazione scandinava dello SMOM però, al contrario appunto dei confratelli Johanniter, ammette anche i non nobili di nascita.

Oltre a questi ordini tradizionali, opera anche l’ordine del Santo Sepolcro, limitatamente alla Finlandia, mentre sono assenti gli altri ordini di origine cattolica o ecumenica, ma comunque di provenienza cattolica, come il Costantiniano di San Giorgio e l’Ordine dei SS Maurizio e Lazzaro. È invece presente l’organizzazione “concorrente” di S.Lazzaro, che in Scandinavia è molto ben sviluppata e svolge una discreta attività assistenziale. Negli ultimi anni anche un’altra organizzazione che porta un nome già ben noto, quella dei Templari, si è dedicata ad attività caritativa, specialmente in Finlandia. Quest’ultima è particolarmente attiva in ambiente universitario e tra chi pratica la professione medica. Senza entrare nel merito della legittimità o meno di queste organizzazioni di ispirazione cavalleresca, è da notarsi che esse in Scandinavia non assumono affatto i connotati un po’ ambigui e “misteriosi” comuni ad altri paesi. Ad esempio i Templari di Finlandia, che costituiscono una propria organizzazione semi-indipendente, godono del riconoscimento de facto della Chiesa luterana, con la quale collaborano in varie occasioni. Ritornando al Bollettino dell’Associazione scandinava dello SMOM, ma la digressione era necessaria per spiegare il contesto culturale in cui esso si colloca, indichiamo alcuni degli articoli più interessanti che vi compaiono. Nel primo numero Peter von Fürstenberg, ambasciatore del SMOM in Lituania e Lettonia, traccia una panoramica dell’attività dell’ordine di Malta nei paesi baltici (The Sovereign Military Hospitaller Order of Malta in the Baltic Countries); si tratta di una presenza molto attiva e meritoria, soprattutto grazie all’MPD (Maltas Palidzibas Dienests), il corpo di soccorso lettone. Luigi G. de Anna, in Gustaf Mauritz Armfelt, the first Finnish Knight of Malta, traccia un interessante profilo del Conte Armfelt, personaggio noto anche alla storia italiana perché, allontanato dalla Scandinavia, si rifugiò a Napoli, dove, pare, fu amante della regina Maria Carolina. La sua figura è strettamente legata a quel complesso periodo della vita dell’Ordine di Malta che fu il cosiddetto “periodo russo”, il che spiega come il primo cavaliere di Malta finlandese sia stato un luterano.

Più corposo il secondo numero del Bollettino, migliorato anche nella veste tipografica. Qui troviamo un articolo di Neri Capponi, Why Saint John the Baptist. La presenza di questo noto esperto di temi cavallereschi è dovuta non solo ai rapporti di amicizia che lo legano a Luigi G. de Anna, ma anche al fatto che nel 1997 partecipò al primo convegno sulla cavalleria tenuto presso l’università di Turku in Finlandia (organizzato in collaborazione con l’Associazione scandinava SMOM), dove lasciò un vivido ricordo della sua arguzia e cultura tutta fiorentina. L’articolo spiega i motivi per cui S.Giovanni Battista è diventato il santo su cui si è modellata la spiritualità melitense. Luigi G. de Anna in The Nobiliary requirements of the Order of Malta (XVI-XVIII century) illustra con la consueta ricchezza di documentazione quali siano stati in passato i criteri di ammissione nelle classi nobiliari dell’ordine, spiegando le ragioni della permanenza della tradizione nobiliare. In origine il testo era stato presentato come comunicazione a un convegno di storici tenutosi nel 1999 all’università di Turku, unico centro universitario in Scandinavia dove, grazie appunto all’entusiasmo del prof. de Anna, si studiano temi attinenti alla storia cavalleresca e nobiliare, non sempre ritenuti essere politically correct in altri atenei scandinavi. In Den heliga Hugo av Genua, Ben Lytz ricorda la figura del santo Ugo di Genova, venerato dall’ordine.

Il problema dei falsi ordini di Malta o di S.Giovanni è vivamente sentito anche in Scandinavia. Qui proliferano infatti vari gruppi che usurpano il nome del SMOM o dei Giovanniti. Recentemente essi si sono rafforzati, cominciando un’attività di proselitismo anche nei paesi baltici. Il danno è grave, infatti in questi stessi paesi è in atto una campagna di promozione del SMOM, che ha anche risvolti finanziari e la presenza dei falsi ordini non può che arrecare detrimento a questa opera condotta dal SMOM e dagli Johanniter. Mentre le organizzazioni cavalleresche non tradizionali, ma comunque rispettabili, si presentano comunque col proprio nome, e quindi in maniera onesta e trasparente, rendendo tra l’altro conto dei propri bilanci in quanto associazioni ufficialmente registrate secondo le leggi scandinave, questi gruppi di falsi cavalieri speculano sull’uso di un nome simile a quello prestigioso di Malta o S.Giovanni. Come spiega de Anna, purtroppo spesso anche il locale clero luterano cade nella trappola dei falsi ordini di Malta (mentre quello cattolico è stato da tempo informato dal centro universitario coordinato dal prof. de Anna sulla vera natura degli ordini cavallereschi). Il modo migliore per combattere i falsi ordini, conclude de Anna citando le parole del Gran Cancelliere Carlo Marullo di Condojanni, è quello di migliorare l’opera di informazione. La presenza attiva dell’ordine di Malta in Scandinavia, se accentuata, servirà dunque proprio a questo scopo. Molto interessante è l’articolo dell’Arciduchessa Walburga d’Asburgo su Operations in favour of children in distress carried on in former Yugoslavia, nel quale si dà ampio spazio alle attività svolte dal SMOM in questa tormentata area dei Balcani. L’articolo è basato sulla conferenza che il sottoscritto ha avuto l’onore di organizzare presso la clinica pediatrica di Turku nel marzo 2000. È stata un’occasione anche per far conoscere ai molti medici presenti l’attività assistenziale dell’ordine di Malta, qui non ancora sufficientemente nota.

Nel secondo numero di Traditio melitensis è anche riportato il programma (provvisorio) del secondo convegno sulla cavalleria, che si terrà all’università di Turku in collaborazione con l’Associazione scandinava SMOM, il dipartimento di italiano e la facoltà di medicina nel maggio 2001. Questa collaborazione “triangolare” è particolarmente interessante, infatti scopo dell’incontro è di valutare il rapporto tra guerriero e monaco, tra chi porta, per necessità di cose, la spada e chi ne cura le ferite. Alcune relazioni riguardano anche l’oggi, e quindi sarà un’ottima occasione per far meglio conoscere in Scandinavia l’opera assistenziale del SMOM e dei Giovanniti. (Ilkka Välimäki, Facoltà di Medicina, Università di Turku)

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