Settentrione. Rivista di studi
italo-finlandesi: dal Nord al Sud senza dimenticare i
Cavalieri.
In
dicembre è uscito l’ultimo numero della rivista Settentrione. Si tratta dell’unica rivista dedicata all’Italia
che sia pubblicata in Scandinavia. Il suo campo di interesse è particolarmente
ampio, anche se Settentrione venne
originariamente concepita come momento di incontro tra la cultura finlandese
universitaria e quella italiana. Col tempo, la rivista ha ampliato la sua sfera
di interessi anche ad alcuni aspetti della lingua, letteratura e storia
scandinava, pur senza perdere il suo punto di riferimento originario.
Settentrione nasce nel 1989 su iniziativa
dell’allora professore di filologia romanza, Lauri Lindgren e del prof. Luigi
G. de Anna, responsabile del dipartimento di lingua e cultura italiana
dell’università di Turku, che ne sono rispettivamente direttore culturale e
redattore. Pubblicata fino al 1993 dalla casa editrice Casagrande di Turku, dal
1994 è gestita dalla Società di lingua e cultura italiana finlandese (per chi
volesse richiederla, ecco l’indirizzo: Dipartimento di italiano, 20014
Università di Turku, Finlandia; e-mail: deanna@utu.fi).
Nel 1998 ha ricevuto un importante premio del Ministero dei Beni culturali
italiano per la sua opera di diffusione delle traduzioni letterarie in lingua
italiana e finlandese.
Lo
scopo della Rivista è dunque quello di stabilire un ponte ideale tra il Nord e
l’Italia. La lontananza geografica dei due mondi non ha mai infatti, neppure
nei tempi andati, pregiudicato un rapporto che è sempre stato molto proficuo.
Se da una parte i Nordici, e in particolare i finlandesi, sentono il fascino del
Sud, dove già a partire dal medioevo studenti e clerici scandinavi risiedettero
per lungo tempo al fine di completare la propria educazione accademica,
dall’altra i Meridionali subiscono il richiamo di paesi e di culture che
potremmo definire dei grandi spazi e dei grandi silenzi. L’Italia ha
rappresentato un elemento fondamentale in questo rapporto tra Settentrione e
Meridione, in quanto verso di essa, più ancora che verso Francia o Spagna, si
sono rivolte tradizionalmente le attenzioni della cultura finlandese. Oggi le
cose sono solo in parte cambiate, e l’Italia conserva ancora una parte
notevole di questo fascino ed esercita ancora il medesimo richiamo.
L’evolversi
nel corso dei secoli di questi contatti tra Nord e Sud è ben rappresentato
dagli argomenti trattati nel corso di più di un decennio dalla Rivista. Per
quanto riguarda i temi che possono interessare i lettori di Nobiltà,
ne indichiamo di seguito alcuni.
Per
i profili biografici abbiamo: di U.
Ugolini Un ricordo di Tauno Nurmela
(n.1; Nurmela è stato il più autorevole italianista e boccaccista finlandese
del dopoguerra); di E. Saarenheimo, Roberto
Wis (1908-1987) (n. 2; il fiorentino Wis fu illustre italianista e primo
legato per la Finlandia dell’Ordine
Equestre del Santo Sepolcro); di D. Gheno, Digressioni ugrofinniche del botanico Sommier (n. 2 e 4; il
fiorentino Sommier fu noto etnologo e viaggiatore nei paesi settentrionali); di
Fiorello Di Silvestre, Silvestro, primo
vescovo ortodosso della Carelia (n. 2); di S.Gensini, Il viaggio di un eccezionale pellegrino toscano del secolo XIV: fra
Niccolò da Poggibonsi (n. 5); di J. Kivimäe, Peter Frjazin or Peter Hannibal? An Italian Architect in Late Medieval
Russia and Livonia (n. 5); di V. Wärnhjelm, Romolo Spezioli, medico di Cristina di Svezia (n. 6); di K.
Saarenheimo, Elina Vaara in Italia (n.
6); di G. Nencioni, Ricordo di Ingmar
Boström (n. 6); di U. Ugolini, Jon Väinö
Karsten, scultore e pittore finlandese 1881-1963 (n. 6); di P. Nummenaho-P.
Loikala, In memoria di Eeva Uotila-Arcelli
(1941-1995) (n. 7); di Y.O.Hedvall, Giordano Ruffo, rinnovatore dell’arte veterinaria (n. 9); di C.
Bruun, I legami italiani di Philip Bruun,
storico finlandese e professore a Odessa (n. 11); di K. Saarenheimo, V.A.
Koskenniemi e l’Italia (n. 12).
Sulle
relazioni di viaggio abbiamo: Luigi G. de Anna L’Accademia di Turku (1640-1827). Un luogo di incontro tra la cultura
finlandese e quella italiana (n.1; resoconto comprendente anche le visite di
italiani a Turku); A. Litzen, Villa Lante.
Quaranta anni di attività (n. 6; sunto dell’attività dell’Istituto di
Cultura finlandese a Roma); C. Wis Murena, Alcuni aspetti nuovi della Relazione di Svezia di Lorenzo Magalotti
(n. 8); P. Gualtierotti, Giuseppe Acerbi,
console d’Austria nell’Egitto di Mohammed Alì (n. 8); C. Wis Murena, Il
“Diario di Svezia” di Lorenzo Magalotti (n. 10); V. Nigrisoli Wärnhjelm,
Il viaggio in Scandinavia di una
rappresentante della Casa d’Este nel Seicento (n. 11; su Borso d’Este);
C. Wis Murena, Il viaggio settentrionale
del Conte Anton Maria Porto (n. 11); C. Corradi Musi, Il
viaggio in Lapponia del Conte E. Goblet d’Alviella (n. 12).
Spunti
di tipo genealogico si trovano in K. Vuorela, Der
Anteil der italienischen Kolonie am Leben der katolischen Kirche in Finnland
(n. 3); L. Lindgren, Una lettera inedita
di Giuseppe Acerbi (n.8); G. Alagna, Appellativi
di uso nei documenti marsalesi dal XIII al XX secolo (n. 11).
Aspetti
della vita nobiliare e argomenti di araldica sono trattati da: A. Katermaa, Un
contributo allo studio dell’abitato di Roma dal IV al XVI secolo (n. 3);
O. Nikula, En svensk kungagunstlings karriär och fall (n. 4; si tratta della
biografia del Conte Adolph F. Munck (1749-1831), che visse l’ultima parte
della sua vita in Italia); M.H. Korhonen, Bourbonit
Napolin ja Molempain Sisiliain hallitsijoina (n. 6; si tratta del primo
scritto in lingua finlandese sulla dinastia dei Borboni di Napoli); V. Vares, Federico
Carlo d’Assia. Il “quasi re” della Finlandia (n. 7; dedicato al
principe tedesco che nel 1917 venne scelto come sovrano di Finlandia); F. Lo
Piccolo, Palermon kirkkojen vaakunat
(n. 7; sugli stemmi nobiliari conservati nelle chiese di Palermo); M.H. Korhonen,
Morte a Frascati (n. 8; biografia
della principessa Ebba zu Solms-Braunfels, nata Ebba Lavonius di Oulu); M.H.
Korhonen, La bella Elena e Mannerheim
(n. 10; l’autore smentisce l’asserzione di Indro Montanelli che tra la
Regina Elena e il Maresciallo Mannerheim, da giovani, possa aver avuto luogo una
storia d’amore); T. Talvio, The Lion of
Finland (n. 11; sullo stemma araldico della Finlandia); E-C. Mäkeläinen, Nobili
e notabili nella Helsinki del XVIII secolo (n. 12); L.G. de Anna, La nobiltà siciliana tra XV e XVIII secolo (n. 12).
Temi inerenti alla storia degli Ordini cavallereschi sono stati oggetto degli scritti di H. Laaksonen, L’Ordine cavalleresco di Malta nei paesi nordici (n. 4); M. Saksa, Arvoitukselliset ritarit. Katsaus ritarilaitokseen liittyvään historiankirjoitukseen (n. 6; saggio sullo stato attuale della ricerca nel campo della storiografia cavalleresca medievale); K.J.Sillanpää, Un ordine cavalleresco finlandese poco noto: La spada di Kaleva (n. 9); F. Pozzo, Emilio Salgari e i cavalieri di Malta (n. 10); T. Talvio, Due medaglie del rinascimento italiano nella collezione Antell (n. 10); A. Matikkala, The orders, decorations and medals of Finland (n. 10); N. Capponi, L’Ordine di San Giovanni ed i primordi della sanità europea (n. 12). Come si vede, anche il lontano Settentrione, del resto terra tradizionale di Vichinghi, può offrire spunti di interesse per il Cavaliere meridionale. (Laura Pystynen, università di Turku)