Tuitio Europae. Chivalric
Orders on the Spiritual Paths of Europe, Atti del Convegno “The
Spiritual Paths of Europe. Crusades, Pilgrimages and Chivalric Orders”,
edited by: Luigi G. de Anna, Pauliina de Anna and Eero Kuparinen, University of
Turku, Turku 1998, pp. 208. Il libro può essere richiesto a: Dipartimento di
Italiano, 20014 University of Turku (e-mail: annuori@utu.fi)
Dal 28 al 29 novembre 1997 si
tenne a Turku, l’antica capitale della Finlandia e prestigioso centro
universitario, un Convegno che suscitò un notevole interesse in Finlandia, dove
gli argomenti di carattere cavalleresco sono popolari, ma raramente studiati con
rigore scientifico. Gli Atti del convegno contengono i testi delle comunicazioni
presentate e alcuni studi che ne completano la tematica. Scopo del Convegno era
quello di esaminare l’argomento cavalleresco in prospettiva diacronica, ma
anche di verificarne l’attualità nella società di oggi. In Finlandia, e nel
resto della Scandinavia, lo spirito cavalleresco è infatti da anni soggetto di
interesse. Questo è un fenomeno interessante, perché, come è noto, la
Scandinavia è la culla della socialdemocrazia applicata al governo della società,
il che vuol dire egualitarismo, soppressione delle forme più evidenti del
passato, limitazione del potere regale là dove esistono ancora le monarchie e
appiattimento, anche a livello salariale, delle carriere senza privilegiare le
élite. E, a dire il vero, non è solo la socialdemocrazia ad aver proceduto in
questo senso, ma anche i partiti cosiddetti “borghesi” che ne costituiscono
l’alternativa politica ad ogni elezione, si ispirano, più o meno, agli stessi
princípi.
Eppure, lo spirito cavalleresco è
vivo, anzi fiorente e questo è un altro fenomeno apparentemente straordinario,
dato che la Finlandia e quelli scandinavi in generale, sono paesi a grandissima
maggioranza luterana. Come è noto il protestantesimo non riconobbe come norma
gli ordini cavallereschi, la cui tradizione in questi paesi venne a cessare, con
l’eccezione degli Johanniter di Brandenburgo, poi diffusisi in epoca moderna
in Svezia e Finlandia. Per di più gli Johanniter hanno in Finlandia un profilo
esclusivamente nobiliare e vi sono ammessi solo i membri delle locali Riddarhus,
o Case della Nobiltà. Poiché la nobiltà è numericamente in Scandinavia una
parte minima della popolazione, ne consegue che il 99% degli scandinavi risulta
essere escluso sia dagli ordini tradizionali cattolici, in quanto luterani, sia
dall’unico ordine luterano, in quanto strettamente nobiliare. È comunque
necessario precisare che oggi la Chiesa luterana dimostra, nelle sue alte
gerarchie, una positiva predisposizione nei confronti degli ordini
cavallereschi.
Ecco spiegato il motivo del fiorire
di molte organizzazioni, che tendono a colmare questo vuoto che invece non si
verifica nei paesi cattolici, o con larga presenza cattolica. Il loro ruolo
nella società di oggi è stato uno dei temi più vivamente dibattuti in questo
Convegno, che aveva comunque lo scopo primario di introdurre anche in
Scandinavia l’analisi scientifica del fenomeno della Cavalleria nelle sue
varie forme.
Il libro Tuitio Europae indica
già nel suo titolo la concezione cui la tematica del volume si ispira nel suo
complesso. La Cavalleria viene infatti vista, sia in prospettiva storica che dal
punto di vista della sua presenza odierna, come un atto di difesa dell’Europa,
intesa come summa di tradizioni comuni, di confessioni cristiane e di
spirito umanitario e caritativo. La Cavalleria, come indica Luigi G. de Anna,
professore dell’università di Turku e primus motor del convegno, nel suo
intervento a conclusione del volume, ha ovviamente una vocazione universalista,
ma essa comunque non può essere concepita senza tenere presente questa sua
essenzialità europea e questa centralità di un ruolo assolto per quasi mille
anni nella storia della civiltà.
Il volume si apre con il saluto del
Conte Erik Sparre, presidente dell’Associazione scandinava del Sovrano
Militare Ordine di Malta. Lo SMOM ha in Scandinavia solo una trentina di membri,
sparsi in Svezia, Finlandia, Danimarca, Norvegia e Islanda. Questa estensione
territoriale non facilita l’azione dell’Ordine, che comunque svolge una
benemerita attività sia in campo culturale che assistenziale. Più diffusa è
l’opera dell’Ordine degli Johanniter, che è presente in Svezia e in
Finlandia, di cui trattano Magnus von Bonsdorff (The Order of St. John in
Finland), Eric Rotkirch (The History of the Finnish Johanniter),
ambedue membri della Riddarhus di Finlandia, e il Conte Gustav Lagerbjelke (L’Ordine
Giovannita di Svezia). I tre interventi tracciano la storia di questo ramo
luterano della famiglia Giovannita, nato originariamente in Brandeburgo, che ha
in questo secolo rivificato la tradizione cavallersca nei paesi nordici. Come è
noto, i rapporti tra gli Ordini Giovanniti e lo SMOM sono eccellenti, ed essi
mantengono anche in Scandinavia cordiali relazioni con lo SMOM. Mentre lo SMOM
scandinavo, per i motivi su indicati, non è attualmente in grado di esercitare
una vera e propria attività caritativa e assistenziale, gli Johanniter di
Svezia, e soprattutto quelli di Finlandia sono molto attivi in questo campo. In
Finlandia esiste dunque una Associazione, comunque distinta e indipendente
dall’Ordine vero e proprio, ma che ad esso si ispira, chiamata Johanniitat/Johanniter
ry, che gestisce un utilissimo servizio di ambulanze nella provincia di Turku e
nell’arcipelago prospiciente. Si tratta di un servizio che ricorda molto da
vicino le attività assistenziali e volontaristiche di cui si occupa ad esempio
in Italia il CISOM o in Germania lo Hielfdienst dello SMOM. Lo scrivente, in
quanto medico, si onora di far parte di questa Associazione assistenziale
finlandese, che si occupa attualmente soprattutto dell’assistenza ai giovani.
Oggi anche in Finlandia si è purtroppo diffuso l’uso degli stupefacenti. La
Johanniitat ry cura inoltre la preparazione sul campo degli studenti di medicina
ed è stata molto attiva in occasione della crisi del Kosovo, inviando
personale, materiali e fondi ai campi di raccolta. Un concerto Pro Kosovo,
tenutosi con il patronato di Elisabeth Rehn, sottosegretario delle NU, ha visto
lo SMOM scandinavo e gli Johanniter di Finlandia attivamente operare per la
raccolta di fondi a favore dell’assistenza ai kosovari.
La storia dell’Ordine di S.
Giovanni, di Rodi e di Malta è tracciata in maniera appassionante da Neri
Capponi, professore dell’università di Firenze (The Sovereign and Military
Order of St. John of Jerusalem, styled of Malta), il quale ha anche fatto
riferimento alla collocazione odierna dell’Ordine nel contesto delle nuove
strategie adottate per il nuovo millennio. L’esame della tradizione
cavalleresca è stato completato dal Professor Neri Capponi con un secondo
intervento sulla storia del prestigioso, ma meno noto in Scandinavia, Ordine di
S. Stefano Papa (The Sacred Military Order of St. Stephen Pope and Martyr).
La dottrina del Capponi, la sua
arguzia di antico gentiluomo fiorentino, e la sua intransigenza nel difendere le
più pure tradizioni cavalleresche hanno fatto dei suoi interventi la parte più
seguita ed applaudita dell’intero Convegno. La storia dello SMOM è tracciata
anche da Luigi G. de Anna (Il Sovrano Militare Ordine di Malta. Una sintesi).
L’argomento storico è trattato con
l’abituale ricchezza di dottrina dal prof. Franco Cardini dell’università
di Firenze (Modelli di cultura - La formalizzazione dei “Modelli
Cavallereschi” come risposta dell’Europa cristiana alla sfida dell’Islam).
Cardini concilia in maniera molto interessante le grandi civiltà del
Cristianesimo e dell’Islam, cogliendo non solo gli elementi di contrasto, ma
anche quelli che ne fanno due diverse facce di un grande unicum mediterraneo.
Sempre Franco Cardini, insieme alla Dr. Marina Montesano dell’università di
Genova, presenta un esame degli Archetipi cavallereschi - Gli angeli
guerrieri, notevole contributo anche nel campo della iconografia medievale.
La presenza in Finlandia (unico paese
scandinavo dove si è diffuso) dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di
Gerusalemme è ricordata da Alhard Eckstein, allora Legato dell’Ordine per la
Finlandia, nel suo sintetico intervento (The Order of the Holy Sepulchre in
Finland); l’OESSG ha in Finlandia una ventina di membri. Non è
particolarmente attivo, ma già la sua stessa presenza è utile, in quanto tiene
viva la tradizione cattolica cavalleresca.
L’aspetto storico generale dell’OESSG è illustrato da
Cosimo Damiano Fonseca, già rettore dell’università della Lucania e noto
medievista, il quale ne illustra le fasi storiche e mette a fuoco la
problematica dell’antichità dell’Ordine, che, come è noto, è diventata
argomento di studio in anni recenti proprio nell’ambito dell’Ordine medesimo
(La Militia Sancti Sepulcri tra paradigmi e realtà istituzionali).
Questo desiderio di voler ristabilire la realtà effettuale della storia è un
atto di grande onestà scientifica, non deve essere infatti facile per un Ordine
rinunciare a una supposta tradizione millenaria, anche se questa, nel caso
dell’OESSG, resta come patrimonio di un retaggio cavalleresco, pur dovendosi
ammettere che un vero e proprio Ordine cavalleresco del Santo Sepolcro non è
esistito nei secoli passati.
D’altra parte, se si fa colpa a
certi movimenti neo-cavallereschi di essersi appropriati di tradizioni antiche
(ad esempio templari) è giusto che lo stesso lavoro di ricerca e verifica
storica si faccia anche per gli ordini riconosciuti.
Un contributo interessante alla
storia del Toson d’Oro è portato dalla Contessa Walburga Douglas,
arciduchessa d’Austria (The Habsburgs as predecessors of Europeism: the
case of the Order of the Golden Fleece), la quale legge la storia di uno dei
massimi Ordini della Cristianità in chiave europeistica, e non poteva essere
altrimenti, essendo ella stessa segretaria generale del movimento Paneuropeo, di
cui è presidente il padre, l’Arciduca Otto d’Asburgo.
Uno scritto che non mancherà di
interessare è quello del saggista Markus H. Korhonen (Conceptions of
traditional chivalric Orders in the North), il quale mette a fuoco la
problematica, cui accennavamo in precedenza, della presenza in Finlandia di
organizzazioni che non sono riconosciute dalla S. Sede come Ordini
cavallereschi. Un elemento importante è, a suo giudizio, la separazione netta
che si deve fare tra Associazioni cavalleresche, che comunque agiscono nello
spirito della tradizione cavalleresca e praticano attività caritativa, e i veri
e propri falsi ordini, che non solo macchiano la reputazione dell’ideale
cavalleresco, ma alleggeriscono le tasche degli sprovveduti neofiti.
Eero Kuparinen, libero docente
dell’università di Turku (Sotaa vai sotaleikkejä) tratta
dell’argomento della guerra come è concepita dalla cultura cavallersca, con
particolare riferimento alla concezione della morte in battaglia. Tuukka Talvio,
ricercatore del Museo nazionale di Finlandia, scrive della diffusione della
Croce nella simbologia cavalleresca (The White Cross as a symbol of
knighthood in the modern world). Il prof. Adolfo Morganti, cittadino
sanmarinese, ha illustrato un argomento quasi sconosciuto in Scandinavia: Chivalry
and chivalric traditions in the Republic of San Marino today. Si tratta di
un ottimo contributo alla conoscenza degli ordini cavallereschi sanmarinesi e
del loro significato, vivo ancora oggi.
Aspetti più strettamente legati alla
storia finlandese e scandinava sono stati esaminati da Hannu Laaksonen, docente
dell’università di Turku (Few knights are known from medieval Turku) e
dal Conte Gustav Lagerbjelke (Den ridderliga traditionen i den gamla Sverige).
Kari J. Sillanpää dell’università di Helsinki (Finnish chivalric Orders
in modern times) ha illustrato la nascita degli ordini al merito della
Repubblica di Finlandia, a partire dal 1917, un tema poco familiare al di fuori
della Finlandia. Completa il volume l’intervento di Luigi G. de Anna, Chivalric
Orders in yesterday’s and tomorrow’s Europe. Vorremmo concludere il
nostro scritto citando le sue parole: «Una cosa indubbiamente sarà necessaria
nell’Europa di domani: il senso dell’altruismo, l’adozione di una meta
spirituale, il coraggio di seguire una Tradizione profondamente radicata nella
nostra comune storia d’Europa, che solo possiamo trovare negli Ordini
Cavallereschi». (Ilkka Välimäki)