Ferrero, Antonello – Gorra, Maurizio Carlo Alberto, Stemmi Papali (come individuare e riconoscere facilmente l’epoca storica nei monumenti, nelle lapidi, nelle opere edili e d’arte), Permano Editrice, Pomezia 2000, pp. 94.

L’interessante e pratica pubblicazione posta sotto il patrocinio e l’ausilio della costituenda Accademia Nazionale Sabina di studi romani e latini, e stampata per conto del Gruppo D’Alessio – Lazio per la costituenda Fondazione Domenico D’Alessio, viene a colmare un vuoto in quanto proprio in questo anno giubilare mancava in Italia un testo che trattasse in maniera pratica, facile, sintetica e precisa l’araldica pontificia.

L’utilità del volumetto sta nel fatto che permette al turista di poter scoprire a quale epoca storica e pontificato si riferisca il monumento che sta ammirando.

Antonello Ferrero, che si occupa da decenni di epigrafia e paleologia cristiana e studi inerenti, ama ricordare nella premessa che l’opera fa parte “…di un contesto poco esplorato, snobbato e dimenticato dagli storici: l’araldica. In genere c’è una netta distinzione tra lo storico, personaggio ritenuto enfaticamente, e l’araldista, stravagante settario, demodé; come se tale materia non fosse una vera e propria branca della storia…” Per questa ragione Ferrero ha avuto l’idea di interessarsi agli stemmi che specialmente in Italia, e a Roma in particolare, segnano le costruzioni dell’antichità “parlata”: quelli dei Pontefici-Re dello Stato ecclesiale, e proprio per l’anno giubilare è stato pensato al “pellegrino”, al turista che così potesse discernere meglio ed apprezzare e individuare un dato periodo storico con un tale semplice vademecum.

Il co-autore è un conosciutissimo, apprezzatissimo e valente studioso d’araldica: Maurizio Carlo Alberto Gorra, il quale con grande maestria ha impostato, ridisegnato e blasonato gli stemmi, rendendoli semplici e facilmente comprensibili. Questo rappresenta il primo tentativo italiano di dare all’araldica pontificia una struttura analitica e di facile comprensione, con un’opera rivolta agli appassionati (ma con piena validità anche per gli studiosi) dagli intenti divulgativi e pratici.

Qui Maurizio C.A. Gorra riesce a cogliere l’essenza stessa dell’araldica (tornata di moda dopo otto secoli e tra mille vicissitudini in una civiltà che valorizza l’immagine), quella che si vede tutti i giorni, quella legata ai monumenti: “… avendo visto che molta gente, naso all’insù e bocca aperta, ti ammira negli stemmi che vede per strada, nelle chiese, sui palazzi, ma senza saperti più leggere, abbiamo pensato che, forse, parecchi sarebbero contenti di conoscerti e capirti. Dovendo mettere dei paletti al nostro lavoro e ricorrendo la felice coincidenza del Giubileo, ci è sembrato doveroso dedicarci alla serie degli stemmi dei Papi. L’araldica papale è una tua branca affascinante, benche numericamente limitata (nemmeno un centinaio di stemmi, escludendole invenzioni barocche affibbiate ai pontefici vissuti in epoca prearaldica), e si può dire sia diffusa in tutto il mondo, dai libri di storia alle pareti delle chiese, dai documenti ufficiali agli edifici di mille paesi, stante il rilievo universale degli augusti titolari…”

Dopo l’introduzione si inizia con l’esempio del primo pontefice che utilizzò uno stemma nell’esercizio della propria carica: Bonifacio VIII, che usò l’arma della sua famiglia Caetani, che ne accompagna la figura nel celebre e malridotto affresco giottesco della basilica di San Giovanni in Laterano. I suoi immediati predecessori, se anche ebbero un’arma di famiglia, non è certo che ne fecero uso durante il pontificato; tutti gli altri, sia appartenenti a famiglie prive di stemma, sia vissuti in epoca prearaldica, dispongono di uno o più stemmi loro attribuiti dalla fantasia degli araldisti vissuti parecchi secoli dopo (alcuni dei quali sono visibili su monumenti e lapidi romane), ma essi qui non compaiono per restare fedeli a una rigida impostazione storica. L’opera termina con lo stemma dell’attuale pontefice Giovanni Paolo II, dopo aver blasonato gli stemmi di 72 papi raccontando sinteticamente la storia del loro pontificato. Il testo è arricchito infine di un prezioso indice delle figure (dove sono indicate le figure animate e viventi, le figure inanimate e artificiali e le figure araldiche e geometriche che compaiono sugli stemmi), che aiuta il lettore che non conosca l’araldica pontificia a trovare immediatamente accanto alla figura indicata sullo stemma, il pontefice a cui si riferisce. Sicuramente grazie a quest’opera molti pellegrini e turisti torneranno nelle loro case con meno dubbi e curiosità, avendo risolto l’enigma araldico che faceva loro apprezzare il monumento, e avendone identificato con precisione il periodo storico. (mlp)

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