Vitella, Maurizio, Il Real Albergo dei Poveri di
Palermo. Premessa di M.C. Di Natale. Presentazione di M. Giuffrè. Edizioni
Scientifiche Italiane, Napoli 1999.
Maurizio Vitella, dottore di ricerca in disegno industriale e arti figurative, storico dell'arte e autore di vari studi soprattutto sulle arti minori della Sicilia, cultore della materia presso l'università di Palermo, ci fornisce un'opera che può interessare non solo lo storico delle strutture sociali della Sicilia, ma anche chi si occupa di studi genealogici. La storia del Reale Albergo dei Poveri di Palermo contiene infatti numerose informazioni sui vari personaggi che in un modo o nell'altro furono coinvolti nella sua edificazione.
Si
tratta di quei nobili che né auspicarono e promossero la costruzione, ma anche
di artigiani che nel concreto edificarono l'ospizio.
Una
ricca appendice di fonti manoscritte fornisce ulteriori documentazioni, la cui
consultazione è agevolata dall'indice dei nomi (per chi si occupa di ricerca
genealogica, un libro senza questo indice è una vera iattura!).
L'ospizio
fu voluto da Carlo III di Borbone nel 1746, in ossequio a quella politica
illuminata che muoveva il sovrano, da poco stabilitosi nel regno, a venire
incontro alle esigenze della popolazione, compresi i derelitti. La storia
dell'assistenza agli emarginati e ai poveri è oramai ricca, in tutta Europa, di
molti studi, e questo di Maurizio Vitella porta un proprio contributo non
soltanto sul piano dell'indagine sociale, ma anche su quello artistico.
Colpisce
infatti la bellezza dell'imponente edificio, la cui costruzione fu terminata nel
1834. Non si trattò quindi da parte del re Borbone soltanto di fornire un
riparo ai derelitti, dato che egli, e chi gli successe, oltre a chi nel concreto
permise l'edificazione, intende con questa opera di grande bellezza, riconoscere
il valore della sofferenza umana. La povertà dell'ospite veniva quindi in un
certo senso compensata dalla bellezza dell'edificio.