aa.vv., I Farnese al castello di Bardi (edito a cura del Comune di Bardi, della Provincia di Parma, e della Comunità Montana delle valli del Taro e del Ceno), Parma, 1997, pp. 78 - s.i.p.

La curata veste editoriale di questo volume, sulle cui copertine spicca la bella riproduzione a colori di una superba miniatura raffigurante uno stemma dei Farnese (con l’inquartatura degli Asburgo, il palo della dignità di Gonfaloniere della Chiesa e la collana del Toson d’Oro, il tutto accompagnato da due scudetti con il dado e la lupa della capitale Piacenza), fa da degna cornice ai testi che, con chiarezza e nitore, costituiscono il substrato testuale su cui le benemerite istituzioni pubbliche di quest’angolo della montagna parmense hanno organizzato una mostra ad analogo tema, tenutasi nel 1997 per documentare la presenza farnesiana nella storia di quest’antico territorio. Tale mostra, nata nella scia delle analoghe e più celebri manifestazioni che, sempre a soggetto farnesiano, hanno percorso l’Italia e l’Europa nel medesimo periodo, è stata la prima di un ciclo che, attraverso più estati consecutive, si propone di illustrare la storia di Bardi e del suo territorio (cfr. a questo proposito la successiva recensione a «Segmenti»).

La cospicua dinastia dei Farnese, nel divenire signora di Parma e Piacenza a seguito delle note vicende collegate al papato di Paolo III, riuscì di conseguenza a divenire signora di Bardi e dintorni per un periodo che non raggiunse il secolo, ma che ne segnò incisivamente la storia e ne chiuse i quattrocento e più anni di indipendenza goduta sotto i principi Landi, quasi preparandone il passaggio alle future realtà unitarie sovranazionali.

Numerosi e ben documentati sono i contributi storici qui esposti, sempre incentrati sulle secolari vicende di questa zona montana del Parmense, a partire dai primi possedimenti dei Landi e fino alla parabola della dinastia farnesiana, con particolare riferimento al travagliato periodo del passaggio (non pacifico né incruento) dai primi ai secondi. Si spazia dalla ricostruzione dei principali fatti legati a tali episodi, a monografie su alcuni risvolti architettonici, sociali, numismatici e archeologici conseguenti ad essi, sempre con precise menzioni dei fondi archivistici inerenti a quanto trattato. Di tali documenti (tutti legati alla storia di Bardi fra XIII e XVIII secolo, ed esposti alla mostra di cui sopra), si precisano accuratamente la catalogazione, le dimensioni del supporto cartaceo, la sua consistenza ed un sunto del contenuto, il che rende quasi tangibili la singola pergamena o il singolo documento menzionato. Tutto ciò coinvolge un totale di 90 documenti, che coprono tutta la vita feudale della val di Taro.

L’insieme, ricco di pregevoli illustrazioni a colori, offre (oltre alle già menzionate e superbe riproduzioni degli stemmi di copertina) alcune belle immagini di sigilli, miniature, legature, alberi genealogici, ed altri documenti (comprese monete), tutte di elevata qualità. Il volume dimostra la vitalità culturale e organizzativa di questo piccolo comune parmense, ingiustamente al di fuori del circuito del grande turismo culturale, e rende onore ai curatori ed a tutti coloro che, in diversa misura, ne hanno permessa la realizzazione. (Maurizio Carlo Alberto Gorra)

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