Balansó Juan, Las Perlas de la Corona, Historia de las Infantas de España, mujeres felices o desdichadas, virtuosas o relajadas – pero siempre fascinantes -, a la sombra del trono, Plazas & Janés Editores, S.A. Enric Granados, 86-88, Barcelona, 1997, pp. 285.

Il libro è diviso in un prologo e dodici capitoli: Capitolo primo: Le figlie di Filippo V; Capitolo II: Le figlie di Carlo III; Capitolo III: Le figlie di Carlo IV; Capitolo IV: Le infante intruse; Capitolo V: L’infanta di riserva; Capitolo VI, Le figlie di Isabella II (suddiviso in quattro parti): 1. Isabella, 2. Maria del Pilar, 3. Paz, 4. Eulalia; Capitolo VII: Le figlie di Alfonso XII; Capitolo VIII: Le figlie di Alfonso XIII; Capitolo IX: Le infante carliste; Capitolo X: Le infante instaurate; Capitolo XI: La madreperla; Capitolo XII: Le figlie di Juan Carlo I. Il libro termina con la bibliografia e l’indice dei nomi.

Quest’opera brillante, amena e rigorosa relativa alla storia delle Infante di Spagna, dall’instaurazione della Casa di Borbone nel ‘700 a oggi, inizia con le tre figlie di Filippo V e Isabella Farnese, le cui vite furono fortemente condizionate e manovrate dalla sfrenata ambizione della madre. Tra le figlie di Carlo III emerge la figura di Maria Josepha Carmela, definita dall’autore “arpia goyesca” dal ritratto di famiglia, eseguito dal famoso pittore spagnolo, tanto brutta, deforme e assai poco simpatica, da disperare di trovarle un marito, esattamente il contrario della sorella Maria Luisa, che prima regnò in Toscana e poi divenne imperatrice, nota per la sua bellezza, la sua dolcezza e l’immensa pazienza nel sopportare le infedeltà del marito.

Delle sei figlie del re Carlo IV e Maria Luisa di Parma l’autore considera solo le tre che ebbero un destino degno di nota: Carlotta Joaquina che divenne regina del Portogallo, Maria Luisa che regnò anche lei in Toscana e per ultima Maria Isabella, definita la “piccola bastarda” per le chiacchiere relative alla sua paternità, sposa del futuro re di Napoli Francesco I.

Non vengono ignorate dall’autore Zenaide e Carlotta Bonaparte che vengono definite “le infante intruse” e “le perle false” della sua ricerca storica. La sua esposizione prosegue analizzando in modo più o meno approfondito, a seconda del personaggio e dell’importanza attribuitagli, le vicende delle donne della famiglia reale, che si sono susseguite nel corso del tempo, fino ad arrivare alla figura enigmatica di Isabella, forte e volitiva che influenzò in maniera decisiva il carattere del nipote Alfonso XIII che la idolatrava.

Vengono poi presentate le figlie di Alfonso XIII che da protagoniste della vita di corte si trovarono ad essere delle esiliate, anche se di lusso e in seguito le uniche donne della Famiglia reale di Borbon a non essere mai state figlie di re: le sorelle di Juan Carlos I.

Non manca la presentazione della figura dell’attuale regina e delle figlie, donne moderne e dinamiche, consce della propria posizione ma calate nella realtà del tempo attuale ed in sintonia con l’evolversi dei tempi. Emerge da quest’opera una galleria di ritratti femminili vivi e reali, vittime alcune della tirannia della vita che hanno avuto in sorte, mentre altre hanno risolto in maniera brillante il dualismo tra vita privata e vita pubblica, dimostrando che i sentimenti ed i problemi familiari ed esistenziali sono uguali per tutti. 

La narrazione è fluida, piacevole, interessante per il tratteggio dei caratteri ed arricchita da aneddoti e curiosità e a tratti si avverte una velata simpatia od antipatia o poca stima per qualche personaggio o per persone ad esso collegate. L’intreccio è però sempre avvincente donandoci un’immagine viva e tangibile di queste donne nate all’ombra di un trono, che il più delle volte ha condizionato la loro esistenza. (Bianca Maria Rusconi)

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