A cura di Pierluigi Baroni, Silvio Lugli, Franca Pfleger, Maria Lisa
Viaro, Riva Araldica, periodico di
arte storia e cultura il sommolago, anno XIV, n° 3, dicembre 1997, pp. 200.
“Vexilla…
prodeunt… - verso di noi: però dinanzi mira
-… se tu il discerni” (Inferno
XXXIV, 1-3): sono queste le parole con le quali Virgilio, citando Venazio
Fortunato, invita Dante non solo a vedere, ma soprattutto a riconoscere i
simboli contenuti in alcune insegne. Tanta citazione non ci appare affatto
incongrua per iniziare a parlare di questo lavoro, la cui caratteristica
peculiare (che lo differenzia dalla maggior parte dei libri di araldica di
recente pubblicazione) consiste proprio nel fatto di essere orientato alla
comprensione ed alla “lettura” di stemmi, in questo caso degli stemmi
rilevati nell’ambito cittadino di Riva del Garda (TN).
Non
si creda che si tratti della solita ricerca pedante e zelante del bibliomane di
turno, o della raffazzonata accozzaglia di appunti del volenteroso appassionato
locale: già ad una prima occhiata, questo libro si palesa come felice connubio
fra il rigore scientifico e l’amore per la propria terra, elementi con cui i
curatori lo hanno “allevato” nel corso dei tre anni. Il verbo è usato
consapevolmente, giacchè il libro è l’esito a stampa di una ricerca nata per
passione (e quasi per caso) nell’ambito dell’Associazione Rivana di Storia
Antica, gruppo di cui i curatori costituiscono la colonna portante e l’anima
ispiratrice. è naturale che
chiunque svolga attività di studio e di ricerca sul territorio si imbatta in
stemmi scolpiti, dipinti, affrescati, incisi o comunque ancora ben evidenti,
tali insomma da assolvere allo scopo per cui furono creati: l’evidente
rappresentazione dei loro titolari. Titolari in certi casi ancora
identificabili, in altri ipotizzabili, in altri ancora ormai avvolti
dall’oblio, e all’istintiva curiosità di dare un nome a questi simboli è
seguita la ricerca araldica, dapprima limitata alla soddisfazione, poi man mano
approfondita e curata.
La
struttura del libro segue l’impostazione che i curatori hanno dato allo
svolgimento della propria ricerca: una serie di schede, sintetiche ma non
limitate, ognuna dedicata ad una singola “emergenza” araldica rivelata nel
contesto urbano di Riva. Si tratta in totale di 78 rilevazioni, di cui 76
pertinenti a singoli stemmi compiutamente identificati e descritti, e 2
globalmente dedicate rispettivamente agli stemmi rimasti anonimi o incerti, ed
ai monogrammi effigiati in forme pseudo-araldiche.
Le 76
rilevazioni che costituiscono l’ossatura del libro sono redatte in maniera
rigorosa: ordinate alfabeticamente sul cognome del titolare dell’arma,
iniziano con una parte descrittiva (identificazione del sito in cui si conserva
lo stemma, descrizione dell’eventuale iscrizione, cenni storici sul
personaggio menzionato e/o sulla sua famiglia), alla quale segue la scheda
tecnica dello stemma (materiale, dimensioni, conservazione, blasone e note), il
tutto corredato da un impiando di rimandi a pie’ di pagina imperniati su
un’accurata bibliografia. L’insieme è redatto in modo che, volendo, si
possa passeggiare per le strade di Riva del Garda utilizzando il libro come una
guida turistico-araldica. Va sottolineato che, a conferma dell’elevato tenore
scientifico con cui è stato affrontato l’impegno, ogni scheda è accompagnata
da una foto a colori dell’arma in esame; nell’ormai stereotipato panorama in
bianco – nero della divulgazione araldica non solo italiana, finalmente un
libro in positiva controtendenza, dove si restituisce allo stemma la valenza
cromatica che ne è alla radice e che ne costituisce una motivazione primaria.
Va dato, per questo, il dovuto risalto anche alla scelta impegnativa
dell’Editore, che coraggiosamente se ne è assunto il non lieve onere, ben
comprendendo che l’impegno posto dai curatori meritava di essere premiato con
una veste grafica adeguata.
Non
si creda, però, che questo libro sia nato soltanto per soddisfare gli
appassionati di storia locale; si tratta di una visione particolaristica che si
è avuto cura di evitare, grazie ad una appendice araldica di particolare
spessore che merita di essere evidenziata per l’accuratezza del contenuto e la
felicità di esposizione. Le 30 pp. finali risultano così suddivise: 1) un
breve manuale con cenni sulla genesi, sulla forma e sui principali termini
dell’araldica (8 pp.); 2) un glossario dei 211 termini araldici utilizzati
nelle schede, ognuno brevemente esplicato e con un rimando agli stemmi nel quale
è presente (13 pp.); 3) un doppio indice schematico dei titolari degli stemmi
(3 pp.); 4) una bibliografia, suddivisa fra titoli specificatamente araldici e
d’altri in genere (5 pp., per un totale di 173 citazioni).
In sostanza il lavoro risulta di indubbia utilità anche per chi intenda acquisire una prima non superficiale conoscenza di araldica, grazie alla possibilità di confrontare le nozioni teoriche con gli esempi pratici portati dalle illustrazioni. Occorre precisare che per la parte tecnica del libro i curatori si sono avvalsi di Maurizio Carlo Alberto Gorra, socio corrispondente dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano (ndr. autore di numerose recensioni su Nobiltà). (mlp)