a cura di ADSI, FAI e Bell'Italia, Dimore e giardini storici visitabili in Italia 1997, Editoriale Giorgio Mondadori, Milano, 1997, pp. XXXVI + 323.

L'edizione 1997 di questa guida migliora il già ottimo servizio fornito dalle precedenti, in quanto i curatori «storici» del lavoro (F.A.I., Fondo per l'Ambiente Italiano, e A.D.S.I., Associazione Dimore Storiche Italiane), già notoriamente attivi nell'intento di tutelare, promuovere e rendere fruibile un patrimonio comune a noi tutti, vengono affiancati dallo staff della rivista Bell'Italia, forse la più celebre nell'ambito della divulgazione dei nostri beni culturali. La guida elenca numerosi siti storici italiani accessibili alla visita, e comprende sia quelli di proprietà del F.A.I. o dei soci dell'A.D.S.I., sia altri di pubblica disponibilità ed, a volte, di già ampia fama (come ad esempio Castel Sant'Angelo a Roma, Castel dell'Ovo a Napoli, il museo Poldi Pezzoli a Milano, eccetera). Fra tutti, spiccano le numerose dimore di famiglie che hanno fatto la storia d'Italia, e fra le quali non è difficile imbattersi nei discendenti di antichi celeberrimi casati.

Questo libro è al servizio del turismo culturale, e permette di pianificare la visita dei siti indicati grazie alle numerose notizie pratiche (vie d'accesso, dislocazione, orari di visita, eventuali forme di prenotazione, prezzo d'ingresso, recapito telefonico, indirizzo, eventuali servizi offerti); tuttavia, chi preferisse viaggiare restando in poltrona troverà uguale soddisfazione nei cenni storico-artistici (spesso accompagnati da fotografie) che costituiscono il nocciolo delle singole segnalazioni. È opportuno sottolineare che parte dei siti citati è tuttora abitata dai proprietari, i quali volentieri concedono la visita secondo le modalità indicate, e sovente accompagnando gli ospiti di persona.

Il numero dei siti elencati, diffusi sull'intero territorio nazionale, è in lento ma costante aumento: questa edizione della guida ne riporta 1129 (dai 5 del Molise ai 163 della Lombardia), con l'ausilio di cartine che ne evidenziano la dislocazione, e di indici alfabetici e geografici.

La già prestigiosa veste grafica, in precedenza delegata ad altro raffinato editore, è stata ancora migliorata da Bell'Italia (rivista curatissima dal punto di vista formale), la quale ha innanzitutto fatto leva sull'uso del colore. Nessuna illustrazione è in bianco-nero: tutto, dalle cartine alle fotografie alle riproduzioni di quadri, è a colori, e ad un prezzo assai accessibile. Alla normale opera di revisione e ampliamento si è questa volta aggiunto un affinamento estetico che può davvero essere considerato un salto di qualità.

Eliminata la pregevole ma non indispensabile prefazione a base di brani scelti della narrativa italiana, le pagine iniziali (oltre a citare scopi, struttura e iniziative del F.A.I. e dell'A.D.S.I.) sono state improntate allo stile di Bell'Italia: alternate ai necessari intervalli pubblicitari, si elencano 122 «Manifestazioni in costume storico», suddivise nello stesso ordine regionale seguito per i siti (per la cronaca, si va dalle 2 manifestazioni lucane alle 12 toscane). La premessa (p. V) ne ha contate «quasi duecento», scelte fra le «più di mille» che si svolgono in Italia, escluse le feste religiose e i carnevali; l'imprecisione si somma al fatto che, sempre a p. V, la lista cita per l'appunto due carnevali (benché se ne citino due, quelli di Bosses [AO] e di Ivrea [TO]). Accanto a manifestazioni vecchie di secoli, tale lista ne elenca altre di più recente recupero; peccato però che non si sia ritenuto opportuno indicare tale «antichità» a fianco di date, foto e recapiti. (M.C.A. Gorra)

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