Precisazione e note aggiuntive alla recensione: aa.vv. L’Ordine di Santo Stefano nella Toscana dei Lorena (atti del convegno di Pisa, 1989), Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Grottaferrata. 1992, pp. 337. s.i.p.

Ho letto la recensione di Maurizio Carlo Alberto Gorra su “L’Ordine di S. Stefano nella Toscana dei Lorena”, pubblicata sul n.12-13, anno III di “Nobiltà” e al riguardo ritengo opportuno fare alcune osservazioni:

- Le celebrazioni avvenute nel 1989 riguardavano il 50° anniversario di fondazione dell’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano (che é un Ente creato dallo Stato Italiano per perpetuare il ricordo e le tradizioni dell’Ordine di S. Stefano e le tradizioni marinare italiane del passato e del presente) e non la ricostituzione dell’Ordine dei Cavalieri di S. Stefano.

- L’esistenza del Sacro Militare Ordine di S. Stefano Papa e Martire non é mai venuta meno dovendosi considerare giuridicamente nulle sia la soppressione napoleonica del 1809 che quella del Ricasoli del 1859 trattandosi di un ente ecclesiastico di diritto pontificio a carattere dinastico cavalleresco, la cui soppressione esplicita é riservata al solo Romano Pontefice che non l’ha mai attuata. I vari Gran Maestri che dal 1859 in poi si sono succeduti nel tempo hanno sempre esercitato il loro diritto nominando, nel tempo, dei cavalieri pienamente riconosciuti sul piano del diritto internazionale. Nel 1993 gli Statuti dell’Ordine sono stati riformati per riaffermare le tradizioni in una forma più adeguata ai tempi attuali e lo Stato Italiano, in questi ultimi anni, ha concesso alcune autorizzazioni a fregiarsi delle decorazioni dell’Ordine ai sensi della legge 3 marzo 1951.

- Lo Statuto della Fondazione “Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano”, approvato con R.D. 14/9/1939 n. 1433, al Titolo II, art. 8 prevedeva la facoltà per l’Ente di promuovere dagli organi competenti la ricostituzione di un ordine cavalleresco a completo ricordo e ad esaltazione di quello creato da Cosimo I e dal quale l’Istituzione prendeva il nome. Tuttavia questo Ordine, nonostante il nome, sarebbe stato chiaramente un Ordine di merito statale e quindi una cosa diversa dal vero e antico Ordine di S. Stefano il cui Gran Magistero restava nelle mani della Casa Asburgo-Lorena. Il successivo Statuto dell’Istituzione, approvato con DPR 26 agosto 1961 ha revocato tale facoltà affidando all’Istituzione i compiti scientifici e storico-culturali già ricordati.

- Sotto i Lorena l’Ordine di S. Stefano si trasformò da militare in civile per contribuire alla formazione della classe dirigente dello Stato ed alle grandi opere di bonifica realizzate in Maremma e in Val di Chiana. L’Istituto della Carovana fu trasformato in Scuola Normale Toscana, da cui discende la prestigiosa Scuola Normale Superiore di Pisa, la cui direzione e amministrazione fu affidata all’Ordine di S. Stefano che aveva anche il diritto di indicare la metà degli allievi che frequentavano la scuola.

- L’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano non ha sede a Firenze ma a Pisa dove è proprietaria del Palazzo in Piazza dei Cavalieri n. 1 già sede del Consiglio dei Dodici, cioè dell’Organo di Governo dell’Ordine. Ringrazio per l’attenzione e porgo cordiali saluti. (Rodolfo Bernardini, Presidente dell’Istituzione dei Cavalieri di S. Stefano)

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