Carpaneto, G., Le famiglie nobili romane,
Rendina Editore Via G. Castellini, 19, 00197 Roma (telef. 06.8075731). Roma.
1994, pp. 284, con 124 illustrazioni nel testo. Lire 30.000.
Tenere fra le mani un volume piccolo (cm. 12 per 17), alto
quasi trecento pagine, ben rifinito, la copertina granulata che carezza le dita,
ed il cui colore verde inglese esalta il celebre ritratto di Paolo III Farnese
del Tiziano, già di per sè tutto questo è un piacere. Se poi, aprendolo,
scorriamo le pagine scritte fitte fitte, intercalate alle riproduzioni di stampe
antiche, e ben leggibili sia per la grafica che per la scorrevolezza del testo,
il piacere aumenta e si perfeziona.
Forse queste parole sono eccessive per una semplice
recensione, ma non posso fare a meno di abbinare questo volumetto alle piacevoli
sensazioni che il possesso dell'oggetto emana.
Un libro è ben più di un semplice insieme di carta
stampata, ma in questo caso il "corpo" e l’“anima" godono di
pari dignità. Per il primo, bisogna ringraziare l'esordiente Editore (che
l'Autore definisce "sagace e colto" nella premessa), partito col piede
giusto nell'offrire un prodotto di qualità ad un prezzo contenuto. La seconda
è merito dell'Autore, noto cultore e divulgatore di studi romani, a suo agio
sia per iscritto che attraverso il mezzo televisivo. La sua fatica si dipana
lungo trenta capitoletti, ognuno dedicato a una famiglia nobile romana e
ordinati alfabeticamente, dalle antiche stirpi "indigene" a quelle
romanizzatesi per i più diversi motivi. Chi si aspetta di trovare elencati i
quasi 900 cognomi citati da opere del passato rimarrà inevitabilmente deluso,
ma (a parte il fatto che molte famiglie, pur prive di un capitoletto proprio,
sono spesso citate nel testo) va ricordato che il presente volume vuol essere
una summa e non un'enciclopedia: l'autore dichiara nella premessa lo spirito del
lavoro, "fare un'opera di divulgazione (...) conforme ad un costante rigore
scientifico", e quest'impegno viene correttamente mantenuto.
La composizione dei singoli capitoli è omogenea: la
"copertina" riporta nome e stemma (tratto da vecchie stampe) della
famiglia, il testo ne traccia una rapida cronistoria; lo stile narrativo brioso
e sciolto risente dell'abitudine alla divulgazione, ed è sovente condito da
aneddoti e da una sana dose di schiettezza (la penna dell'Autore è memore dello
spirito di Pasquino). Frequenti sono i ricordi di vita quotidiana e gli aneddoti
sui personaggi, in particolare quelli legati ai segni (palazzi, chiese o
monumenti) lasciati sotto gli occhi di tutti, e che si possono ancor oggi
osservare passeggiando per Roma. Una piccola osservazione va fatta sugli stemmi
delle "copertine", il cui sapore d'epoca ha un indubbio fascino, ma la
cui provenienza da fonti eterogenee salta all'occhio: l'unica omogeneità che li
unisce è la quasi obbligatoria resa in bianco e nero. Peccato non averli fatti
realizzare per l'occasione da un'unica, buona mano.
Meritano un'ultima segnalazione la bibliografia (87 buoni
titoli, sacrificati in citazioni fin troppo succinte), ed il misurato brio della
penna dell'Autore, particolarmente attenta quando la narrazione viene a toccare
i momenti di vita quotidiana dei singoli personaggi citati, e capace di fare la
Storia dove altri sarebbero appena riusciti a fare pettegolezzo. (Maurizio
Carlo Alberto Gorra)