Viani. E., I Celestri, storia di un
feudo. Società Siciliana per la Storia Patria, P.zza San Domenico, 1, 90133
Palermo. Palermo. 1994, pp. 107. S.I.P.
Questo agile lavoro, piacevolmente curato ed impaginato,
verte sulle vicende, sui retroscena e sulle conseguenze dell'infeudazione, a
favore di casa Celestri, del territorio di Santa Croce Camerina nel Ragusano, e
trae spunto da una lite giudiziaria promossa nel 1883 dai principi Trigona di
Sant'Elia contro il proprietario di un edificio abusivamente eretto su un
terreno pertinente a tale feudo, da loro ereditato. Questo libro offre molto di
più di quel che I'apparenza farebbe credere: l'Autore, con modestia e
accuratezza, ci accompagna per l’intera storia con una narrazione agevole,
sciolta e ricca di citazioni di prima mano, basate su documenti dell'archivio di
casa Trigona i quali, fino ad una quindicina d'anni or sono, erano a sua
disposizione.
Lo spunto prescelto obbliga I'Autore a dedicare due delle
tre parti del libro alla lite suaccennata: nella prima, vengono descritti i
fatti e viene dipanato I'evolversi della vicenda; nella seconda, si prende in
esame la perizia tecnica più rilevante fra tutte quelle che vennero esperite
nel corso dell'iter giudiziario. In ambo le parti non mancano brevi e frequenti
"flash" su usi, costumi e prerogative della nobiltà (si segnala, a
pag. 21, una bella e chiara nota sulle differenze fra basso, mero e misto
imperio), nonché radi ma significativi cenni di araldica (a pag. 107, il
capitolo si chiude con una felice lettura, in chiave simbolica, della cometa
d'oro in campo azzurro dello stemma dei Trigona); occorre sottolineare che, del
resto, I'intero lavoro si occupa di un momento di vita nobiliare, sebbene sotto
la particolare ottica del diritto e dell'applicazione delle leggi.
Una discrepanza di date fra alcuni documenti
quattrocenteschi ha spinto l’Autore a stendere la terza parte del libro che,
dapprima pensata come appendice, ha poi finito col prendere una fisionomia più
netta e corposa. In essa egli ha difatti narrato, lungo 27 pagine che si leggono
tutte d'un fiato, gli oltre cinque secoli di storia del feudo di Santa Croce
Camerina e dei suoi signori, a partire dalla presunta concessione del 31 agosto
1401 in favore di Pietro Celestri e fino al 5 marzo 1945, quando si chiude la
triste vicenda terrena della sua ultima erede Laura Trigona Menabrea. Uno
spaccato di vicende nobiliari viste e narrate con tatto e discrezione, compresi
i momenti sui quali sarebbe stato facile indulgere a un facile sarcasmo o a
scadimenti da telenovela. Fra tutte, spicca con particolare risalto la vicenda
di Giovan Battista Celestri, che nel XVII secolo riedificò Santa Croce Camerina
e nella cui Chiesa Madre è sepolto, e che pare fosse dedito a una sciagurata
attività che oggi, purtroppo, è tornata tanto di moda: la fabbricazione di
false genealogie.