Volborth von, Carl-Alexander. Araldica - Usi, regole e stili. Fratelli Melita Editori. 1994, p. 225, rilegato, (20x28). Lit.
48.000.
L'autore di questo libro compendia nella sua storia
familiare l'internazionalismo proprio della scienza e dell'arte araldiche. Nato
in Germania, cittadino americano residente in Belgio, ha radici - oltre che nei
paesi ricordati - anche in Russia, ove i Volborth godettero nobiltà nel secolo
scorso.
Scrittore e pittore di larga risonanza, V. è soprattutto
un araldista cui si debbono composizioni di notevole pregio, apprezzate ben al
di là della ristretta cerchia degli addetti ai lavori. A conferma di
quest'ultimo aspetto non posso non segnalare un'opera del V. pubblicata
successivamente a quella qui in rassegna, presso lo stesso editore inglese di
seguito indicato (The Art of Heraldry,
1987, pag. 224, £. 40), splendidamente stampata e commentata, con riproduzioni
araldiche di grande bellezza.
Avendo fornito una sommaria informazione sull'autore, chi
scrive pensa si debba essere grati ad uno, sia detto senza offesa, sconosciuto
editore, per averci dato la versione italiana di un'opera da anni apprezzata da
studiosi ed operatori della disciplina. Alla sua uscita nel 1981 presso la
Blandford Press (Heraldry - Customs, rules
and styles, Poole, Dorset, UK [ma Londra]), essa venne accolta con grande
favore, soprattutto come fonte d'informazioni su ogni aspetto del simbolismo
araldico, quanto mai ampia sia in termini storici che territoriali (dai primordi
ai nostri giorni, dal Portogallo alla Russia), sia per la varietà dei temi
affrontati (a. della nobiltà titolata e no, stemmi di cittadinanza e societari,
ordini religioso-cavallereschi storici ed inquarto delle loro armi nell'insegna
gentilizia; e poi il differencing, la cadency,
le augmentations of honour, il marshalling
of arms: questi ultimi, capitoli tra i più suggestivi della scienza
araldica, scarsamente noti nel nostro paese; infine l'araldica papale e quella
della chiesa d'Inghilterra).
E' giusto affermare che tipograficamente l'edizione
italiana non ha nulla da invidiare a quella originale, soprattutto per le tavole
a colori; un giudizio parimenti positivo non può, ahimè, essere esteso alla
traduzione, men che mediocre, e per la qualità linguistica del testo (con
frequenti cadute... grammaticali e ortografiche, difficilmente attribuibili a
insufficiente revisione delle bozze), e per l'approssimazione, quando non il
travisamento, nella resa dei tecnicismi proposti dall'originale: fortunatamente
un libro come questo è tutto affidato alle immagini (ben 1219 disegni, di cui
115 a colori), così che l'inconveniente di cui sopra finisce per apparire
sopportabile.