IL DOVERE DEL GENEALOGISTA:

denunciare LE FALSIFICAZIONI GENEALOGICHE

 

PIER FELICE degli UBERTI

 

 

 

Già da ragazzo studiando i classici ero affascinato dalle genealogie “degli dei greci e romani” e ormai sono ben 30 anni che mi occupo sistematicamente di scienza genealogica; ho iniziato con il minuzioso e dettagliato controllo documentale dell’albero genealogico della mia famiglia, per poi interessarmi alle genealogie altrui, e dopo lo studio delle famiglie sovrane e nobili, sono diventato un convinto assertore del diritto di qualunque essere umano, indipendentemente dalla sua condizione sociale, a conoscere la vera storia della sua famiglia (almeno quella giuridica), per giungere a scoprire nella ricerca l’esistenza di almeno un micro-leader fra i suoi antenati.

Questa certezza di avere fra i propri antenati un “capo” da emulare e dal quale potere prendere esempio dovrebbe dispensare quella sicurezza necessaria a far desistere qualunque persona dalla mania dell’autoesaltazione e dalla mala voglia di inventarsi e costruirsi attraverso la falsificazione documentale un passato storicamente importante che non è mai esistito.

Sebbene le genealogie falsificate esistano presso tutte le culture e tutte le epoche, sino ad oggi gli studiosi hanno discusso particolarmente delle vicende genealogiche delle famiglie dei ceti dirigenti, di cui sapevano ben valutare la verità documentale; ma poi da qualche decennio in alcuni casi si è arrivati a dar vita a pubblicazioni che rivelano dettagliatamente questo tipo di falsificazione; infine con l’avvento di un internet per tutti si è giunti al pubblico ludibrio dello smascheramento dei falsi genealogici nei forum di discussione e nei siti web, senza poi dimenticare come luoghi di commenti ironici e di censura anche i tanti “salotti” di famiglie note, dove si ama parlare, non sempre con una buona documentazione, delle tante false genealogie di “nuovi amici” che si vogliono aggregare a quel gruppo che si conosce da sempre.

Sono convito che oggi non è più sufficiente condannare e ridicolizzare verbalmente la falsificazione genealogica, ma bisogna scoraggiarla per evitare che si continui, in un Paese dove la nobiltà non è più riconosciuta, ad inventare “nuove dinastie” che non sono mai esistite o che, se esistite, non hanno nulla a che vedere con quella famiglia storica a cui vogliono agganciarsi; perciò ritengo specifico dovere del genealogista ricorrere alla legge[1] denunciando le falsificazioni di cui viene a conoscenza affinché vengano puniti tutti coloro che, oltre ad attribuirsi discendenze con cui non hanno nulla a che fare, per gratificare la loro megalomania arrivano persino a distruggere i documenti di quelle famiglie che hanno la sfortuna di trovarsi sullo stesso registro dove è stata fatta l’alterazione.

Fra le tante genealogie artefatte che conservo nel mio archivio ho sotto gli occhi proprio la rudimentale falsificazione documentale di una famiglia che si attribuisce da pochi anni alcuni magalomanici titoli nobiliari derivanti dall’aggancio con una famiglia storica di primaria importanza estintasi all’inizio del secolo XX, ma che nella realtà - come ho avuto modo di verificare andando a controllare i documenti - è una famiglia del sottoproletariato agricolo che da tre generazioni ha abbandonato il lavoro della terra, dapprima per servire lo Stato ed infine, nelle ultime due generazioni, per dedicarsi alla professione medica.

Questa, come tante altre che conservo ed ho esaminato controllando “de visu” i documenti, è una puerile falsificazione attuata da chi non è in grado neppure di leggere i documenti che ha alterato e che evidenzia subito una ignoranza archivistica tale da arrivare persino a dimostrare di non conoscere minimamente cosa contengono i documenti conservati negli Archivi di Stato. Quanti errori per dimostrare una versione inattendibile! Cercando di far sparire un matrimonio che smontava la “pretensione” è stato distrutto anche l’atto di matrimonio di un’altra ignara vittima che si trovava sul retro del documento! Queste persone meritano di essere denunciate perchè rinnegano i loro antenati cercando di farli sparire dalla storia e meritano una giusta condanna penale che sia di esempio e di monito ad altri che volessero ancora seguire il loro cattivo esempio per costruire un tipo di sogno che è (e sarà sempre più in futuro) smontabile all’esame specifico e al confronto incrociato dei tanti documenti che le famiglie lasciano dietro di sé nel corso della loro esistenza.


 

[1] Gli specifici reati sono configurati nei seguenti articoli del Codice Penale: artt. 84, 476, 477, 478, 482, 483, 485, 486, 489, 490, 492, 493bis, 494, 495, 496, 567.

 

indice