Armorial Dubuisson. Armorial des principales maison et families du Royaume, de Paris et de l’Île de France, par Pierre-Paul Dubuisson, con prefazione di Michel Popoff, Edizioni Orsini De Marzo, Milano, 2007, pp. 848, isbn 978-88-7531-088-2, (info@orsinidemarzo.com).

    Come lamentavano alcuni eruditi barocchi, spesso l’abbondanza ci affatica; dobbiamo ai torchi, davvero poco usi al riposo, delle Edizioni Orsini de Marzo, il segnalare un nuovo titolo che inaugura la collana Minima Heraldica i cui volumi, dalle pratiche dimensioni tascabili, si propongono agli appassionati come una serie di agevoli Baedecker dell’araldica.

    L’Armorial Dubuisson appariva a Parigi nel 1757 in due eleganti volumetti in 12° che all’epoca di Louis le bien Aimé - soprannome che oggi evoca, più che un dubbio favore popolare, i più certi sentimenti per il re della Pompadour e della du Barry - conobbero un notevole successo editoriale forse anche perché il Dubuisson, con abile lusinga salottiera, rassicurava il Grand Monde dello scrupoloso censimento «de toutes les personnes nobles qui font leurs demeures à Paris». Ignoriamo se la fortuna dell’Armorial lo portò anche tra gli specchi di Versailles o nel più esclusivo salotto di quegli anni di Madame Geoffrin in rue Saint-Honoré; in ogni caso il Dubuisson offriva, ed offre, al lettore ben 3237 stemmi con la loro blasonatura, l’indicazione della provenienza della famiglia e l’elenco dei suoi titoli nobiliari, censimento preceduto, noblesse oblige, dalle insegne complete di corone, supporti e brisure, di sedici membri della famiglia reale. La raccolta ritrova anche quattordici arme di famiglie italiane parte di quelle 58 che l’autore indicava espressamente come étrangères, sebbene, scorrendo le pagine del Dubuisson incontriamo gli stemmi dei Mocenigo, degli Strozzi e dei Pignatelli senza indicazione alcuna. La presente edizione è preceduta da una breve presentazione dell’Editore seguita dalla prefazione di Michel Popoff, Presidente dell’Académie Internationale d’Héraldique, che fornisce una dettagliata descrizione storico-araldica del volume e dell’ampia serie di fonti che Pierre-Paul Dubuisson utilizzò per la compilazione del suo Armorial; secondo l’illustre studioso proprio «la fiabilité de ses sources rend beaucoup de services ancore de nos jours».

    Gli stemmi sono quanto di più conforme allo stile araldico Ancien Régime si possa desiderare; gli scudi sannitici presentano le loro figure delineate con tratti grafici pressoché identici a quelli delle XXIX planches che L’Encyclopédie in quegli stessi anni dedicava all’araldica, stile dai legami evidenti con le incisioni del celebre Méthode du blason del Menestrier stampato a Lione nel 1689 che evidentemente aveva fatto scuola. Il pregio e la fortuna della presente edizione dell’Armorial Dubuisson si deve al fatto che l’esemplare ristampato è una rara copia in cui le incisioni in bianco e nero vennero minuziosamente acquerellate in ogni dettaglio, così che possiamo ammirare questa ricca raccolta di emblemi completamente a colori perché come ricorda ancora Michel Popoff nella sua prefazione «s’il peut y avoir d’héraldique sans meubles, il ne peut y avoir d’héraldique sans couleurs». (Marco Foppoli, AIH)

 

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