Filippo Formentini - Arturo Bottacin, Araldica
friulana, Spilimbergo, 2007, pp. 43, illustrazioni b/n nel testo, s.i.p.
|
|
Edito a cura dell’Associazione Storico Culturale Brojluzzo
di Spilimbergo, questo volumetto concretizza e completa la conferenza tenuta
nell’agosto 2006 dal primo dei due autori onde “aiutare a comprendere meglio” (p. 5) l’antica arte dell’araldica.
L’agile testo principia con un’introduzione storica che prende le mosse dagli
scudi decorati dell’antichità pre-araldica, e traccia l’evoluzione della
materia fino ai giorni nostri; a ciò seguono sintetici cenni tecnici su forme e
punti dello scudo, smalti, ripartizioni, figure e convenevoli partizioni,
redatti in forma piana e molto discorsiva (tanto da far pensare a chi legge che
l’intero lavoro derivi dalla trascrizione testuale di quanto pronunciato
durante la conferenza stessa).
Il testo è conseguentemente semplice e
facile da seguire: ad una lettura superficiale può apparire ingenuo o scontato,
ma in realtà si propone di far capire cos’è la scienza del blasone e di
renderne le prime nozioni spiegandole con concreto buon senso (a p. 27 è
significativo il commento verso le note e funeste “interpretazioni simboliche” di
un certo modo di fare araldica: “…non è
verosimile dedurre che tutte le casate che hanno un campo rosso siano state
tutte benemerite verso la patria, o se d’oro tutte avessero voluto ricordare il
proprio grano…”) e con parole e modi alla portata di tutti, usando un
linguaggio piano e scevro da inutili ridondanze. A questo fine, molti esempi
paragonano i concetti esposti a fenomeni dell’odierna vita quotidiana, proprio
allo scopo di rendere più “vera ed accattivante” la trattazione (a p. 16, nel
parlare della “regola” araldica sui colori, si dice che “…Se vogliamo, questa regola la troviamo anche oggi e se ne fa uso nel
fabbricare le targhe automobilistiche. Sarebbe assurdo utilizzare numeri di
colore nero su un fondo azzurro…”); il tutto viene accompagnato da semplici
e buoni disegni esemplificativi di stemmi realizzati attraverso i tratteggi
araldici.
A p. 35, terminata l’analisi generale
dell’araldica, se ne dimostra la concreta realtà applicando quanto esposto alla
lettura degli stemmi di famiglie friulane: ottima metodologia che attinge al
duplice risultato di far meglio afferrare le teorie esposte, e di far
apprezzare le realtà quotidiana dell’araldica del territorio. Una realtà che,
come tutte le cose di cui siamo abitudinariamente circondati, spesso viene
vista ma non guardata. In conseguenza di
tale dimostrazione pratica, il volumetto si chiude con cenni storici e
iconologici su dodici grandi famiglie della regione, accompagnati da immagini
di stemmi sia fotografate sul territorio, sia desunte dai disegni di un testo
edito nel 1985 e citato in bibliografia. (Maurizio Carlo Alberto Gorra, IAGI, AIOC)