AA.VV., Brusio e la Casa Besta. Una dimora signorile nel suo
contesto storico e architettonico, Poschiavo
Brusio: in questo piccolo comune del cantone svizzero dei Grigioni,
al confine con la Valtellina, fra gli altri edifici sorge la casa Besta, già residenza
contadina edificata forse a partire dal XVII secolo, certo riattata con modesta
signorilità nella prima metà del XVIII dalla famiglia Marlianici, infine
restaurata nel 2000. Questo libro, nel ripercorrere la vicenda storica e
costruttiva dell’edificio, esemplifica i rapporti ed i contrasti intervenuti
nel tempo fra le comunità di quelle due terre di confine, ed entra anche nel
merito delle vicende della piccola nobiltà locale.
Nei primi capitoli, si
delinea la storia civica di Brusio (mostrandone a p. 17 un sigillo del 1610,
accompagnato nelle pagine seguenti dagli stemmi cantonali grigioni tratti da
manoscritti) con particolare attenzione ai numerosi risvolti religiosi che
hanno punteggiato per secoli le vicende dell’area: fra le diverse immagini di
accompagnamento, si segnalano gli stemmi di alcune famiglie locali tratti da
lapidi tuttora visibili nel cimitero riformato (pp. 70 e 81). Il tutto precede
il capitolo di p. 89 sulle principali famiglie nobili della zona, i Marlianici
e i Besta, la ricostruzione delle cui vicende viene fondata sui pochi dati
testimoniali rimasti e su buone immagini araldiche (pp. 91, 100, 110, 156),
rese anche a colori quando possibile. Si tratta di storie il cui filo
genealogico inizia fra XII e XIV secolo nel salire da Como verso i monti (per i
Marlianici), o si basa su una presenza locale documentata a partire dal
XVII-XVIII secolo (per i Besta), e che in ambo i casi vengono fatte soffermare
sui personaggi più cospicui vissuti dal XVII in poi, essendo relativamente più
facile ricostruirne i fatti.
Di entrambe le famiglie si
delineano inoltre a p. 135 gli alberi genealogici che è stato possibile
ricostruire, stampati ognuno su doppia pagina; subito prima, il testo nel
frattempo prosegue l’indagine storica con tre pagine dove brevemente si accenna
alla famiglia Trippi, nota da inizio XVII secolo ed il cui stemma è mostrato a
p. 127.
Il solido formato quadrato
di questo libro, unito alla copertina dalla semplicissima linearità, conferma
che si tratta di un prodotto amorevolmente curato e pazientemente rifinito fin
nel più piccolo dettaglio, e che costituisce un valido esempio di come la
ricerca storica locale possa attingere ad interessanti risultati anche quando
si muove in ambiti apparentemente “secondari”, a patto di venir effettuata con
attenzione e passione.
Occorre infine sottolineare che i testi
inerenti alla famiglie Marlianici, Besta e Trippi sono stati curati con
precisione ed accuratezza da Andrea Tognina, segretario della Società Storica Val Poschiavo a cui si
deve la realizzazione del volume. Ed originario di Brusio: dettaglio che è
ulteriore conferma di come l’attaccamento ed il rispetto verso le proprie
radici siano alla base di frutti storici ed editoriali dal sapore intenso come
questo. (Maurizio
Carlo Alberto Gorra, IAGI, AIOC)