RECENSIONI

 

LIBRI

 

 

Gianluigi Alzona, Gli antenati liguri di Giuseppe Garibaldi, Genealogie e notizie biografiche alla luce di documenti inediti, Genesi Editrice, Torino, 2006, pp. 152. Per maggiori informazioni sulla pubblicazione è possibile scrivere direttamente all’autore: g.alzona@tin.it

L’autore, che è professore ordinario all’Università di Torino e studioso di genealogia, in quest’opera viene a trattare scientificamente l’origine della famiglia del celebre Eroe dei Due Monti, esaminando finalmente per la prima volta con una indagine documentale nuove carte relative alla genealogia della famiglia Garibaldi. L’opera contiene: Introduzione; I parte - Le attuali conoscenze sugli antenati di Giuseppe Garibaldi: 1. Breve rassegna delle genealogie esistenti; 2. L’errata identificazione delle origini dell’avo paterno; II parte - Angelo, avo paterno del Generale: notizie certe: 1. Angelo, il Generale e la famiglia Puccio; 2. L’attività marinara di Angelo in Chiavari; 3. Professione e posizione sociale di Angelo in Nizza; III parte - Alla ricerca delle origini di Angelo: 1. Il periodo di nascita; 2. Le famiglie di Garibaldo residenti in Chiavari a metà Settecento; 3. I Garibaldi in Bacezza e Lavagna; 4. Angelo e la Valle di Garibaldo: una genealogia coerente; Conclusioni; Appendici: I. I Garibaldi in Chiavari a metà Settecento; II. Documenti redatti in Chiavari; III. Documenti redatti in Nizza; IV. Documenti redatti in Val Garibaldo; Fonti consultate: I. Bibliografia; II. Manoscritti; III. Archivi (con abbreviazioni); Indici: I. Documenti; II. Tabelle; III. Figure.

Chi meglio dell’Alzona può nell’introduzione raccontare passo per passo il lavoro che ha svolto in questa ricerca? L’esperienza di chi sa consultare e quindi valutare e utilizzare al massimo le fonti in sua mano gli fa scrivere: “È noto che Giuseppe Garibaldi nacque da una famiglia di origini liguri: il padre e l’avo paterno, trasferitisi a Nizza verso la fine del Settecento, provenivano da Chiavari, città della riviera ligure del levante.

È inoltre opinione diffusa che le famiglie Garibaldi di Chiavari traggano le loro origini dall’entroterra, e in particolare dalla Valle di Garibaldo, come nell’antico regime della repubblica di Genova era denominata una porzione dell’attuale Val Graveglia, sita nel comune di Ne.

La coincidenza del cognome con l’antico toponimo, ed il fatto che ancora oggi il cognome Garibaldi sia uno di quelli più diffusi in Val Graveglia, fanno apparire molto probabile che anche la famiglia del Generale, prima di insediarsi in Chiavari, fosse originaria di tale territorio.

Ipotesi che peraltro non è stata finora dimostrata sulla base di documenti ufficiali. L’idea di indagare sull’argomento è maturata in chi scrive, in seguito alla lettura di un saggio storico sui rapporti di alleanza e rivalità tra le parentele Garibaldi di Pòntoro, frazione dell’alta Val Graveglia (Angelini, 1997), contenente un’accurata ricostruzione genealogica delle famiglie di quella località lungo l’intero Seicento e buona parte del Settecento, periodo durante il quale alcuni rami risultavano essersi trasferiti in Chiavari.

Ciò mi ha suggerito di confrontare tale mappatura genealogica con le più accreditate informazioni disponibili sugli ascendenti chiavaresi del Generale (Caratti, 1979).

L’assenza di collegamenti evidenti tra le due serie genealogiche mi ha fatto nascere la curiosità di approfondire la questione, estendendo la ricerca alle diverse località della Val Graveglia.

L’indagine si è articolata nelle fasi seguenti. Nella prima fase ho analizzato i pochi studi finora pubblicati sull’argomento, focalizzandomi su quelli scrupolosamente basati su atti ufficiali.

Poiché da tali studi la famiglia paterna del Generale risultava essersi insediata in Chiavari tra fine Cinquecento e inizio Seicento, è su tale periodo che ho concentrato le mie prime ricerche.

Purtroppo sono molto rari i documenti anagrafici di quel periodo ancora disponibili presso gli archivi parrocchiali della Val Graveglia, sia perché all’epoca gli obblighi imposti dal Concilio di Trento iniziavano appena ad essere osservati con regolarità, sia, soprattutto, per le opere di abbattimento e ricostruzione che hanno coinvolto la maggior parte degli edifici parrocchiali della Valle durante la prima metà del Seicento.

In effetti, per quel periodo la mia ricerca nelle parrocchie della Valle non ha portato ad alcun risultato. Altrettanto infruttuosa si è rivelata la consultazione del fondo storico dei notai di Chiavari, conservato nella sede di Campi dell’Archivio di Stato di Genova. Una fonte parallela che ho minuziosamente consultato sono stati i numerosi manoscritti del medico Carlo Garibaldi (fine Settecento-inizio Ottocento), erudito appassionato di storia della Val Graveglia e delle famiglie Garibaldi in essa residenti o da essa originarie.

Tra l’altro, in quei manoscritti si trovano le trascrizioni di alcuni estimi catastali e stati delle anime (censimenti parrocchiali) di diverse località della Valle redatti tra metà Cinquecento e fine Settecento.

Neppure questa fonte mi ha consentito di rintracciare notizie decisive. A questo punto è iniziata la seconda fase della ricerca, basata sull’ipotesi che i progenitori del Generale avessero mantenuto contatti con la zona d’origine e con eventuali parenti in essa residenti anche successivamente al loro insediamento in Chiavari. Allo scopo di individuare il maggior numero di informazioni possibili a verifica di tale ipotesi, ho proceduto all’analisi diretta dei documenti conservati presso le parrocchie di Chiavari, lungo tutto il Seicento e buona parte del Settecento. Dai documenti consultati (atti di battesimo, matrimonio e morte, stati delle anime), oltre alle consuete informazioni anagrafiche, ho estratto altri dati potenzialmente utili, come i nomi dei padrini/madrine di battesimo e dei testimoni di matrimonio. Da tale lavoro è emerso un risultato inatteso: l’identità (anno di nascita e nome dei genitori) finora attribuita ad Angelo, nonno paterno del Generale, veniva messa in discussione.

Documenti reperiti in una nuova consultazione dell’archivio storico dei notai chiavaresi mi hanno portato a rafforzare un simile dubbio.

La conferma definitiva del fatto che i dati di nascita finora attribuiti ad Angelo non corrispondessero a quelli reali l’ho trovata nella consultazione degli Archivi Dipartimentali di Nizza, in cui ho individuato il vero nome di battesimo della madre. La stessa fonte mi ha consentito di far emergere informazioni inedite sugli ascendenti prossimi del Generale.

Inoltre, emergeva un’altra notizia inattesa, ossia che Angelo, nonno paterno del Generale, non fosse nato in Chiavari, o per lo meno nella parrocchia di San Giovanni Battista (come finora da tutti ritenuto) ma vi si fosse trasferito verso la metà del Settecento, provenendo da una località esterna. Si è aperta quindi la terza fase della ricerca, diretta ad individuare le vere origini di Angelo.

A tal fine, ho ripreso lo spoglio dell’archivio notarile settecentesco, rinvenendovi alcuni atti del tutto inediti sulle attività di Angelo in Chiavari prima della sua partenza per Nizza. Inoltre, è emersa una notizia finora sconosciuta: nel 1765, prima di sposarsi, Angelo apparteneva alla parrocchia di Santa Maria di Bacezza, località a ponente di Chiavari, di cui oggi costituisce parte integrante, ma che all’epoca era una comunità separata.

La consultazione dei libri parrocchiali di Bacezza non ha consentito di reperirvi l’atto di battesimo di Angelo. Ciò significa che anche in quella località il nonno del Generale si era trasferito provenendo dall’esterno.

Seguendo alcuni indizi, ho consultato ancora gli archivi parrocchiali di Lavagna e dintorni: neppure qui, peraltro, Angelo risulta essere nato.

A questo punto si è aperta una nuova fase, con una nuova consultazione degli archivi parrocchiali della Val Gravegna, questa volta lungo la prima metà del Settecento, periodo in cui tali archivi presentano un maggiore grado di completezza rispetto al secolo precedente.

Le coordinate da me individuate durante le fasi precedenti riguardavano: il periodo di nascita del nonno Angelo, il periodo di morte del bisnonno Domenico, il nome di battesimo della bisnonna (Giulia).

Dopo minuziose ricerche, è emerso che verso la metà del Settecento una famiglia con caratteristiche combacianti con quelle sopra descritte viveva nella Valle di Garibaldo, nel territorio posto sotto la giurisdizione della parrocchia di San Biagio (Chiesanuova); poiché nella seconda metà del secolo non esistono più tracce dei membri di tale famiglia nei libri parrocchiali di quella località, è segno evidente che essi si erano trasferiti altrove.

Ad oggi, quest’antica famiglia della Val Graveglia è l’unica a presentare legami genealogici ascendenti che siano in coerenza con tutte le informazioni ufficiali disponibili sull’avo paterno del Generale. Propongo questi risultati all’attenzione degli storici e dei genealogisti”.

L’autore già famoso per altre indagini di contenuto genealogico ha dimostrato di avere completato con fonti documentali le vicende storiche di una famiglia che ha dato all’Italia uno dei personaggi più famosi di tutte le epoche ed ha permesso finalmente di conoscere in modo approfondito correggendo errate interpretazioni una genealogia che ha rischiato per la mancanza del controllo delle fonti di sconfinare in un certo senso nella mitologia. (mlp)

 

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