Traditio Melitensis, bollettino dell’Associazione
scandinava dello SMOM, n. 7, agosto 2005, pp. 94.
È uscito alla fine di agosto
l’ultimo numero del bollettino dell’Associazione scandinava dell’Ordine di
Malta, Traditio Melitensis. In origine, nel 1999,
Traditio Melitensis nacque come un
vero e proprio bollettino, destinato all’informazione all’interno della piccola
ma attiva Associazione scandinava.
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Con gli
anni si è però evoluto in una vera e propria rivista, e quest’ultimo numero ne è la conferma definitiva. Il numero si apre con i profili
dei nuovi membri accolti nel 2004 nell’Associazione, Arpad Matlary, Kent
Johansson e Marta Benjumea y Roca de Togores. Come si nota due su tre sono di origine non scandinava; ciò conferma il profilo
dell’Associazione, che raccoglie tra i suoi (2005) circa 40 membri molti
cavalieri e dame di origine straniera e questo in conseguenza non soltanto
dell’oggettivo valore morale dei medesimi, ma anche del fatto che le comunità
cattoliche nei paesi nordici costituiscono piccole minoranze, che comunque
negli ultimi decenni hanno accolto molti cattolici di origine non nordica,
soprattutto provenienti da paesi extraeuropei. Infine, la nobiltà scandinava è
quasi totalmente luterana e i convertiti si contano sulle dita di due mani.
L’Associazione comunque annovera alcuni nomi
importanti di discendenti di famiglie storiche europee, come Walburga
d’Asburgo, figlia dell’arciduca Otto, sposata con il conte svedese Archibald
Douglas, oppure i fratelli Andreas e Max von Liechtenstein, o Benedikta von und
zu Eltz oppure Roland Donin de Rosière. La maggior parte dei componenti
l’Associazione è composta di svedesi o comunque di stranieri residenti in
Svezia, ma altri membri vivono in Norvegia, in Danimarca, in Finlandia e due
perfino nella lontana Islanda. Non è facile per questi cavalieri e dame
incontrarsi, ma la loro attività, come indicato in apertura del bollettino, è
vivace e il loro impegno caritativo non indifferente, se si considera il
ristretto numero dei membri. Le cerimonie di investitura
si tengono, unitamente all’assemblea annuale, a turno in varie località
scandinave. Quella del
Il cavaliere di Grazia e Devozione Luigi G. de
Anna ha scritto un articolo, The time of Crusades (pp. 15-16), ispirato
al film di Ridley Scott, Kingdom of Heaven (Le Crociate), nel quale si
sottolinea l’importanza della Palestina di oggi come terra da privilegiare
nell’attività degli ordini cavallereschi. De Anna ricorda l’importanza
dell’attività diplomatica che lo SMOM svolge nell’area mediorientale, culminata
con l’apertura dell’ambasciata dello SMOM in Giordania nel 2003, conseguenza a
sua volta dell’intensa attività di tessitura del cavaliere di Grazia e
Devozione Bo J. Theutenberg , il quale è diventato il primo ambasciatore
dell’Ordine di Malta in questo paese. La Giordania occupa notoriamente una
posizione chiave nella struttura politica di una tra le regioni più difficili
del pianeta. Non è stato certamente facile portare in un paese musulmano
l’ambasciata di un Ordine cattolico, ma questo è stato appunto il risultato
della preziosa ed intelligente opera dei cavalieri di Malta scandinavi.
Al tema
dell’Islam si ricollega, questa volta in chiave storica, l’articolo di
Christopher Toll, Korsriddarne i arabisk spegel (Le crociate nello
specchio arabo, pp. 18-26) che tratta appunto delle crociate come furono viste
dai coevi cronisti musulmani. Una lettura particolarmente interessante per
comprendere anche gli eccessi cui si abbandonarono i crociati in Terrasanta.
Toll è professore emerito di filologia semitica all’università di Copenaghen e
membro dell’Ordine giovannita (Johanniter) di Svezia. La sua presenza sulle
pagine di Traditio conferma gli ottimi rapporti che intercorrono in
Scandinavia tra il ramo luterano della tradizione Ospedaliera di San Giovanni e
l’Ordine di Malta, i quali collaborano soprattutto nel campo molto importante
della lotta ai falsi ordini di Malta.
Ospite oramai stabile di Traditio è l’avv. Neri Capponi, fiorentino, cavaliere di Onore e
Devozione in Obbedienza, che in questo numero tratta de Lo status giuridico
dell’Ordine di Malta (pp. 27-29), tema di grande interesse, anche per via
della complessa definizione del tema, infatti lo SMOM è nato come ordine
religioso con la bolla di Pasquale II del 1113, ottenendo la dispensa dalla
vita comunitaria dopo la caduta di Malta e venendo comunque anche in seguito
indicato tra gli ordini religiosi di Santa Romana Chiesa. Che cosa succederebbe
se lo status canonico dell’ordine dovesse cambiare? Se fosse ridotto a quello
di Associazione di Fedeli, come è ad esempio l’ordine del Santo Sepolcro,
vedrebbe cessare la continuità con l’ordine fondato nel 1113.
Alle pp. 31-39 si trova il testo della lezione
tenuta dal Cavaliere di Grazia e Devozione Jonathan Riley-Smith, professore di
storia ecclesiastica all’università di Cambridge, il 17 marzo 2005 al Queen’s
Building dell’Emmanuel College. Riley-Smith è uno degli storici di materia
melitense più noti oggi nel mondo e di conseguenza l’articolo da lui scritto
risulta essere di grande interesse per la sintesi che egli compie sulla storia
e il significato degli ordini cavallereschi tradizionali (The
Military-Religious Orders. Their History and Continuing Relevance).
La lotta ai falsi ordini va condotta sulla base
di una documentazione che deve essere continuamente aggiornata, infatti queste
associazioni spurie e spesso addirittura truffaldine nascono e si dissolvono
con grande facilità. Il maggior esperto in Scandinavia nel campo dei falsi
ordini di Malta è il professor Peter Kurrild-Klitgaard dell’università di
Odense in Danimarca, il quale traccia un profilo di queste organizzazioni (De
såkaldte “falske” ridderordener og de deraf følgende problemer, pp. 41-50)
dividendole in associazioni filantropiche (le uniche a non rientrare
completamente nella categoria dei falsi ordini, ma che comunque conservano
rituali cavallereschi, come ad esempio l’Associazione statunitense dei Knights
of Columbus), quelle associazioni che possono essere definite come “hobby”,
nate come evidente divertimento che però qualcuno purtroppo prende sul serio,
cui si aggiunge la categoria degli ordini di fantasia. Abbiamo poi i veri e
propri plagi storici, di cui sono vittima soprattutto lo SMOM e gli Ordini
giovanniti luterani.
Lo stesso argomento è ripreso dal Cavaliere di
Grazia e Devozione Bo Theutenberg, cancelliere dell’Associazione scandinava, al
quale si deve, insieme a Johnny Halberg, la realizzazione tipografica e il
finanziamento di questo numero. L’articolo Frågan om legitima riddarordnar
(La questione degli ordini cavallereschi legittimi, pp. 51-84), contiene, oltre
ad interessanti considerazioni di carattere storico e giuridico - Theutenberg è
stato professore di diritto internazionale all’università di Stoccolma -
l’elenco pubblicato dalla Commissione Internazionale per lo studio degli Ordini
Cavallereschi (ICOC), tradotto in svedese e quindi di grande utilità per chi
segue lo sviluppo di questa problematica nei paesi nordici.
Johnny
Halberg, pastore luterano di Järpå in Svezia, presenta alcuni esempi di ex
libris del vescovo Bruno B. Heim (1911-2003) notissima figura nel campo
melitense ma anche dell’araldica in generale (Några ex libris av
malteserriddaren Bruno B. Heim, pp. 86-87). Abbiamo poi un articolo di
Carl-Henrich Falkenberg, parroco di Forshem in Svezia e cavaliere dell’Ordine
degli Johanniter (Saligprisningar och riddardygder, pp. 88-89),
riguardante la croce maltese che compare nella chiesa medievale di Forshem. Troviamo
ancora l’elenco dei detentori delle alte cariche dell’Associazione scandinava
dal 1959, anno della fondazione, al 2005 e quello dei membri defunti.
Il Reverendo Padre Dom Piers Grant-Ferris ha infine inviato al
bollettino una bella preghiera per le Vocazioni (Prayer for Vocations,
p. 94). Tradizione del bollettino è di pubblicare in ogni numero la versione
della preghiera dell’ordine in una lingua nordica. In questo numero si esce dal
campo scandinavo, infatti Allan Kiviaho, studioso finlandese, pubblica il testo
della preghiera in interlingua, una lingua internazionale creata
originariamente nel 1924. Interlingua usa parole e sintassi di tipo latino,
romanzo, germanico e slavo. Ecco come inizia la preghiera: Senior Jesus, qui
Vos dignava a facer me partecipar al Militia del Cavalleros de Sancte Johannes
de Jerusalem. Chissà, forse l’idea di una interlingua era già nata a Malta
al tempo dei Cavalieri, di varie nazioni, ma che vivevano gli uni in contiguità
con gli altri. (LGDA)