RECENSIONI

 

LIBRI

 

 

 

Raoul Paciaroni, Da San Pietroburgo a San Severino. Storia di due medaglie, San Severino Marche 2004, pp. 32 - s.i.p. in Quaderno 6 del Circolo Filatelico e Numismatico di San Severino Marche.

L’elegante copertina di questo semplice, ma pregevole lavoro, mostra un’incisione che riproduce una medaglia coniata dall'Ammiragliato russo nel 1770 in onore di Alessio Orlov, vincitore della flotta turca a Cesme, e legata al Comune marchigiano da una vicenda che l’Autore fa iniziare da un palazzo nobiliare oggetto di un recente restauro. Si tratta del sanseverinate Palazzo Servanzi Confidati, edificio a partire dal quale muove la ricostruzione storica e genealogica di codeste due dinastie, cospicue e note in loco a partire dal XVII secolo, fino a giungere in particolare all’ultimo dei Servanzi, Gaspare, vissuto nel XVIII secolo: studioso, colto umanista, scienziato, letterato, archeologo e numismatico, egli (intorno al 1770) inviò a Caterina II di Russia undici monete d'oro, probabilmente aurei imperiali ritrovati fra i resti della romana Settempeda (il municipio romano, già colonia, che distrutta nel 545 da Totila diede origine all'attuale San Severino). In segno di riconoscenza, la zarina gli fece pervenire nel 1772 una tabacchiera d'oro e due medaglie appena coniate, in memoria della battaglia navale di Cesme con cui, due anni prima, era stata battuta e distrutta la flotta turca nel Mar Nero.

Entrambe riprodotte e spiegate nel testo, una di esse riporta al diritto il busto dell'ammiraglio conte Orlov, eroe dell'avvenimento, e sul rovescio la vista in pianta dell’area della battaglia con lo spiegamento delle due forze navali; la seconda, invece, al diritto mostra il busto di Caterina II, ed al rovescio quattro navi russe sullo sfondo di quelle turche in fiamme.

Le due medaglie oggetto del prezioso e prestigioso dono risultano tuttora disperse, al pari del patrimonio economico e dell’archivio del Servanzi: già pochi decenni dopo la scomparsa dello studioso, entrambi avevano subìto l'indiscriminata alienazione conseguente all’insipienza del suo asse ereditario.

Tuttavia, l’Autore (tramite una copia dei documenti di detto archivio) ha potuto risalire con certezza alla natura di esse, e quindi pubblicarne schede e foto alle pp. 22 e segg., traendole dalla collezione del fiorentino Museo Nazionale del Bargello, e precisamente dal catalogo redatto da G. Toderi e F. Vannel Toderi per la mostra di medaglie russe ivi tenuta nel 1988.

A tali pagine, che costituiscono il cuore del Quaderno, fanno degna cornice altre foto e illustrazioni pertinenti sia alle due famiglie nobili settempedane (compreso un sigillo con stemma), sia al sunto di cosa fu e di quel che significò la battaglia di Cesme per la Russia e per l’Europa tutta. Chiude il volumetto un ricco apparato di note, che si dispiega lungo cinque pagine fitte di numerosi titoli, molti dei quali utili anche a livello genealogico. (Maurizio Carlo Alberto Gorra, IAGI)

 

 

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