RECENSIONI

 

LIBRI

 

 

Freddy Colt, Perché Sanremo è Sanremo? Storia di una vocazione musicale, prefazione di Dario Salvatori, Philobiblon edizioni, Ventimiglia, ottobre 2004, pp. 255.

In questi ultimi anni la città di Sanremo ha visto un incremento decisivo della letteratura a lei dedicata: sempre più frequentemente nelle librerie maggiori del centro, come in quelle antiquarie più caratteristiche e nascoste dei quartieri antichi, si trovano nuove antologie poetiche di viaggiatori stranieri che nell’800 e nel900 viaggiarono o sostarono per determinati periodi nel Ponente ligure; libri che illustrano certi tesori architettonici della Riviera o giardini inglesi e parchi botanici; testi su personalità eminenti appartenenti alla nobiltà europea che diedero lustro alla città con i loro nomi.

A ottobre del 2004 la casa editrice Philobiblon ha fatto uscire per i suoi tipi un libro che risalta nel panorama di queste differenti pubblicazioni: è l’ultimo lavoro di Freddy Colt, un volume interamente dedicato alle vicende artistiche e agli eventi culturali legati alla musica della Città dei Fiori. L’impresa, realizzata con il contributo del Comune di Sanremo-Biblioteca Civica, non è delle più banali o scontate se pensiamo che l’oggetto di studio è la città ospite da sempre della rassegna canora più nota al pubblico radio-televisivo, o se consideriamo gli articoli e gli interventi scritti ogni anno sul fenomeno sanremese.

L’autore è immerso da qualche anno ormai nella vita artistica di Sanremo, non soltanto in veste di musicista e Chef d’Orchestre della sua “Red Cat Jazz Band” (chi non ricorda che è stata la band del programma “Zelig” nella stagione 2001?), ma pure come direttore artistico di apprezzati eventi come il “Festival della Canzone Jazzata” e il concorso nazionale per arrangiatori “Premio Pippo Barzizza”; Freddy Colt lavora anche come editore della rivista “Mellophonium” e come studioso ha già pubblicato un libro dedicato al teatro sanremese, scritto assieme a quattro colleghi giornalisti§.

Il retroterra culturale lo situa in una posizione privilegiata per la trattazione di una storia della musica sanremese: discendente da una famiglia di artisti, egli è cresciuto in un ambiente dove la tradizione musicale dei menestrelli e degli artisti di teatro era ancora viva e tangibile.

Durante gli anni dell’adolescenza è stato l’allievo prediletto del M° Nicodemo Bruzzone, dal quale ha appreso la teoria base dell’armonia e dell’arrangiamento per orchestra jazz e con il quale si è formato musicalmente.

Negli anni dell’Università ha seguito con passione i corsi principali di Storiografia Medievale presso l’Ateneo genovese - tra i quali Archivistica, Diplomatica, Paleografia e Araldica -, traendone molti insegnamenti profondi e duraturi per articoli e ricerche.

Con questo bagaglio di studi teorici e storiografici uniti alle memorie famigliari e alle indagini sul campo, l’autore del libro è riuscito a mantenere in tutti i capitoli una prosa scorrevole e uno stile volutamente non accademico che permette non solo al musicofilo o al lettore interessato di avvicinarsi al testo: anche i più curiosi infatti non si troveranno in difficoltà per lunghe analisi musicali o per un accumulo sterile di dati, ma leggeranno il racconto di personaggi e artisti descritti con passione e resi vivi grazie ad un giusto dosaggio di dati storici e notizie curiose. I capitoli iniziali sono in questo senso esemplari per la trattazione dell’argomento: tutto il materiale storico e le fonti sono citati e analizzati, e l’esposizione non manca di inserire una quantità discreta e ragionevole di brani in dialetto come testimonianza dei canti che risuonavano nelle vie della città; le foto d’archivio inoltre ritraggono le bande tipiche e quei personaggi che agivano come macchiette e musicisti itineranti.

Nel primo capitolo del libro l’argomento è infatti rivolto alla descrizione delle serenate e dei «Ciaravüji», veri e propri momenti sociali; segue una galleria che contiene i profili di alcuni tra i più celebri menestrelli dell’epoca: Adriano Lombardini alias Bacì u Curnajùn, Lorenzo Rondelli detto u Lènciu e altri, come Petrìn u Longu e Nadìn l’Orbu.

Tutti questi artisti di strada rivivono nei ritratti umani che l’autore ricostruisce con passione senza omettere, di queste vite, episodi venati d’umorismo.

Il secondo capitolo è intitolato “L’associazionismo musicale tra ‘800 e ‘900” e tratta della formazione e dello sviluppo delle prime bande cittadine, quella Municipale e quella Marittima e dei Circoli Mandolinistici che sorsero numerosi in tutta Italia.

L’ultimo paragrafo del capitolo è dedicato alla figura del M° Attilio Panizzi e alla sua famiglia d’artisti.

È una sezione importante questa che racconta di vari musicisti legati da parentela perché permette di introdurre brevemente una delle chiavi di lettura più caratteristiche di questa storia musicale: la genealogia di queste casate di artisti teatrali e di musicisti è infatti un ottimo punto d’osservazione per capire il meccanismo di tradizione di certe musiche, come possono essere i canti o le danze popolari ed i brani strumentali, e della stessa tecnica di uno strumento. Studiare le discendenze, le ramificazioni e le estinzioni di famiglie d’artisti è un mezzo, uno spunto scientifico ed esegetico per avere chiara la realtà, il quadro complessivo della vita musicale di una città come la Sanremo d’inizio secolo XX: realtà di vite fondata in molti casi ancora sul microcosmo famigliare.

Perfino il capitolo dedicato al Jazz è costruito sulla storia di queste casate sanremasche: l’altro ramo della famiglia Panizzi, i Carcassola, i Goya e i fratelli Spezialetti hanno formato i complessi Jazz più importanti e decisivi della città, preparando il terreno che avrebbe ospitato in tempi più maturi uno degli eventi a risonanza europea: il “Festival Internazional del Jazz” ideato e voluto da Arrigo Polillo, massimo giornalista in materia e autore di una delle più autorevoli storie del Jazz  edite in lingua italiana, e dal collega Pino Maffei.

Sempre attraverso uno studio delle genealogie è strutturata la parte del volume che Freddy Colt ha dedicato alla nuova musica popolare: l’autore vede un elemento di continuità tra il repertorio dei menestrelli e i discendenti del Professor Antonio Semiglia, i tre fratelli Mandy, Orlando e Nora che continueranno la stirpe dei “Careghéti” e che riprenderanno i brani del canzoniere sanremasco risalente all’istrionico Bacì u Curnajùn.

Attraverso un arco temporale di quasi un secolo, il filo rosso delle tradizioni famigliari unisce e lega un repertorio dalle radici antiche, formato dall’arte di quei musici itineranti, con le generazioni più recenti che hanno saputo accoglierlo e riportarlo a nuova vita attraverso influenze ed esperienze diverse come quella della musica jazz e del rock.

Non manca a questa storia della musica sanremese neppure un corposo capitolo dedicato alle importanti presenze d’ambito colto che hanno lasciato tracce di memoria nella Città dei Fiori.

Compositori come il M° Franco Alfano e il M° Gino Marinuzzi hanno soggiornato e lavorato a Sanremo per i determinati periodi in cui composero e influenzarono in qualche modo la vita musicale cittadina; ancora vengono offerti dei ritratti inediti di maestri come Aldo Ferraresi, violinista di fama internazionale e fondatore del Quartetto di Sanremo, e del M° Roberto Hazon che tuttora risiede a Sanremo; si illustra la carriera del M° Carlo Farina, che diresse l’Orchestra Sinfonica per trent’anni circa portandola a livelli internazionali, e della prof. Mirella Salesi fondatrice della più importante scuola di musica cittadina, “Ottorino Respighi”.

Chiudono il libro i paragrafi dedicati ad Amilcare Rambaldi, organizzatore del Premio Tenco, e del M° Pippo Barzizza, arrangiatore tra i più celebri nella storia della canzone italiana, primo ad introdurre ritmi swing nella tradizione melodica di quegli anni.

Il volume rappresenta - non credo di sbagliarmi - la prima pubblicazione che tratta della musica sanremese al di là del Festival della Canzone; il primo tentativo coraggioso quindi di tracciare le linee di un percorso durato quasi un secolo e mezzo, che ha visto molteplici esperienze succedersi e le strade della tradizione divergere, correre parallele per porzioni di tempo fino a ricongiungersi nei giorni nostri.

Famiglie di artisti, personaggi illustri della musica colta e di quella popolare, fenomeni ed eventi importanti restituiscono in queste pagine una dignità storico-artistica ad una città troppo spesso e facilmente criticata per la ben nota ricorrenza canora annuale. (Marco Perotti)

 

 

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§Noma du treatu Storia e cronaca del teatro sanremasco”, a cura di Freddy Colt, Angelo Giacobbe, Bruno Monticone, Valerio Venturi, Marco Scolesi, prefazione di Angelo Maccario, ed. Compagnia Stabile Città di Sanremo, Sanremo, 2000.