RECENSIONI

 

LIBRI

 

 

Michael Francis McCarthy, Armoria Sedium, a Roll of See Arms used by the Catholic, Anglican and Lutheran Churches. ISBN 0-9577947-1-1. Dallinghurst 2001, brossura, pp. 280 (il libro è ottenibile presso l’editore, Thylacine Press, 8 Little Surrey Street, Darlinghurst, New South Wales 2011, Australia).

Mark Turnham Elvins, Cardinals and Heraldry, illustrated by Dom Anselm Baker OCSO, monk of Mount St. Bernard’s. ISBN 0-7212-0788-X / 072120788X. Londra 1988, rilegato, pp. 163, (il libro è ottenibile presso l’editore, Buckland Publications Ltd, 125 High Holborn, London WC1V 6QA).

Mi disponevo a dare conto su questa rivista del libro di McCarthy, quando, per caso, mi sono imbattuto in quello, non recentissimo, di Elvins, che mi è sembrato opportuno appaiare al primo in sede di informazione, a ciò anche sollecitato dalla comunanza del tema: l’araldica ecclesiastica in generale, ed in particolare quella delle diocesi (McCarthy) e dei cardinali (Elvins).

Il saggio di Elvins è un ricchissimo armoriale, contenente oltre mille blasoni di diocesi cattoliche, anglicane e luterane. Per dare un’idea dei territori coperti, si pensi che sono presenti gli stemmi di tutte le diocesi cattoliche dei seguenti paesi o aree geografiche: Australia, Austria, Colombia, Repubblica Ceca, Inghilterra, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Filippine, Scandinavia, Slovacchia, Svizzera, Stati Uniti; parzialmente sono presenti gli stemmi di diocesi, cattoliche come le precedenti, presenti in Brasile, Canada, Nuova Zelanda, Scozia, Sud Africa e Zimbawe. A completamento dell’orbe araldico cattolico, non mancano infine stemmi di numerosi altri paesi, quali l’Albania, il Belgio, il Botswana, i Caraibi, l’India, Israele, il Libano, la Corea, il Madagascar, la Namibia, la Polonia, il Portogallo, la Spagna, l’Ucraina; l’Italia è presente con gli stemmi delle diocesi di Aquileia, Bolzano-Bressanone, Gorizia, Trieste e Venezia.

La comunione anglicana è rappresentata dagli stemmi di tutte le diocesi del Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Caraibi, Sud Africa; inclusi altresì gli stemmi della chiesa episcopaliana americana; parzialmente presenti le diocesi anglicane d’Asia, Africa e America Latina. La chiesa luterana, infine, è presente coi paesi toccati dalla Riforma (Germania e Scandinavia).

Il libro comprende altresì 32 stemmi a colori.

Di ogni stemma viene fornito il riferimento territoriale e quello giurisdizionale ecclesiastico, con la data di costituzione della diocesi e, naturalmente, la blasonatura; quasi sempre presente l’indicazione della fonte.

Circa lo stile della parte grafica, che ovviamente più conta, credo di poter consentire con quanto avanzato dall’autore nella prefazione: esso è stato largamente ispirato dall’opera dell’arcivescovo Bruno Bernard Heim, già nunzio in Gran Bretagna, a giusto titolo famoso per aver ridato dignità e grazia all’araldica ecclesiastica (a mons. Heim, com’è noto, si debbono in tema contributi fondamentali); vengono inoltre ricordati don Anselm Baker e il ben noto araldista austriaco Hugo Gerard Ströhl.

In conclusione si tratta di un’opera notevole per vastità di materia e qualità di contenuti, da riferire può dirsi esclusivamente allo stemmario, essendo elementare l’apparato storico-giuridico alla base della pratica araldica.

Lo riconosco, non è proprio del recensore freddo e distaccato, ma non posso trattenermi dall’esprimere subito, nell’incipit, grande apprezzamento per i 23 splendidi stemmi a colori contenuti nel libro di Mark Turnham Elvins, opera di dom Anselm Baker, monaco cistercense nell’abbazia di Mount St. Bernard, scomparso sessantenne nel 1885. Gli stemmi sono parte di un grande in-folio donato al College of Arms oltre un secolo fa da William Weldon, al tempo Norroy King of Arms, con gli stemmi di tutti i cardinali inglesi, da Robert Pullen (...-1147) a Edward Henry Howard (1829-1892), termine riferito naturalmente alla scomparsa di Baker.

Per definire l’artista e la sua opera non potrebbe, io credo, darsi miglior giudizio di quello riportato sul primo risvolto di copertina: «come artista araldico il monaco cistercense non ebbe rivali ai suoi tempi: egli inaugurò, in particolare, uno stile immaginativo caratterizzato dalla luminosità del colore e dalla nettezza dell’impianto grafico, ciò che rendeva superfluo il “contorno”».

Vale la pena di accennare al ricco contenuto del libro. Dopo una prefazione di John Brooke-Little, al tempo Norroy and Ulster King of Arms, e una premessa di Maurice Couve de Murville, arcivescovo di Birmingham, l’autore fornisce utili notizie sull’araldica ecclesiastica e sulle origini e lo sviluppo della corte papale e della dignità cardinalizia.

La parte centrale dell’opera è, naturalmente, occupata da una serie biografica di tutti i cardinali inglesi (49, fino a George Basil Hume, creato cardinale nel 1976; e scozzesi, 5).

Gli articoli sono arricchiti da stemmi al tratto, disegnati da T. Shepard, già pittore presso l’Ufficio araldico di Dublino, e da Robin Compigné-Rogers.

Più o meno presente in vari luoghi della trattazione è, come annota Brooke-Little, “la curiosa situazione, tipicamente inglese, relativa all’uso, da parte di prelati cattolici, di titoli ecclesiastici territoriali, e di armi [stemmi] diocesani”.

L’argomento è obbiettivamente di rilievo, perché coinvolge temi come la sovranità, il diritto di giurisdizione e i suoi confini territoriali, le peculiarità del soggetto al centro del dibattito (la Chiesa cattolica), e ciò in un paese dove, dopo lo scisma anglicano, i cattolici - fra molte traversie e dolori - dovettero attendere quattro secoli prima di vedersi restituito il diritto di professare la loro fede. Un utile contributo alla materia ed al contenzioso relativo, ancora oggi esistente, è di certo uno scritto di G. Ambrose Lee, Norroy King of Arms, apparso sulla Dublin Review, vol. 175, 1912, riprodotto alle pp. 146-9 del libro di Elvins. (Giuseppe Alberto Ginex)

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