Michael Francis McCarthy, Armoria
Sedium, a Roll of See Arms used by the Catholic,
Anglican and
Mark Turnham Elvins, Cardinals and Heraldry,
illustrated by Dom Anselm Baker OCSO, monk of
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Mi disponevo a dare conto su questa rivista
del libro di McCarthy, quando, per caso, mi sono imbattuto in quello, non
recentissimo, di Elvins, che mi è sembrato opportuno appaiare al primo in sede
di informazione, a ciò anche sollecitato dalla comunanza del tema: l’araldica
ecclesiastica in generale, ed in particolare quella delle diocesi (McCarthy) e dei cardinali (Elvins).
Il saggio di Elvins è un ricchissimo armoriale, contenente oltre mille blasoni di diocesi
cattoliche, anglicane e luterane. Per dare un’idea dei territori coperti, si
pensi che sono presenti gli stemmi di tutte le diocesi cattoliche dei
seguenti paesi o aree geografiche: Australia, Austria, Colombia, Repubblica
Ceca, Inghilterra, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Filippine, Scandinavia, Slovacchia, Svizzera, Stati Uniti;
parzialmente sono presenti gli stemmi di diocesi, cattoliche come le
precedenti, presenti in Brasile, Canada, Nuova Zelanda, Scozia, Sud Africa e Zimbawe. A completamento dell’orbe araldico cattolico, non
mancano infine stemmi di numerosi altri paesi, quali l’Albania, il Belgio, il Botswana, i Caraibi, l’India,
Israele, il Libano,
La comunione anglicana è rappresentata dagli stemmi di tutte
le diocesi del Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Caraibi, Sud Africa; inclusi altresì gli stemmi della
chiesa episcopaliana americana; parzialmente presenti
le diocesi anglicane d’Asia, Africa e America Latina. La chiesa luterana,
infine, è presente coi paesi toccati dalla Riforma (Germania e Scandinavia).
Il libro comprende altresì 32 stemmi a colori.
Di ogni stemma viene fornito il riferimento territoriale e quello
giurisdizionale ecclesiastico, con la data di costituzione della diocesi e,
naturalmente, la blasonatura; quasi sempre presente
l’indicazione della fonte.
Circa lo stile della parte grafica, che ovviamente più conta, credo
di poter consentire con quanto avanzato dall’autore nella prefazione: esso è
stato largamente ispirato dall’opera dell’arcivescovo Bruno Bernard
Heim, già nunzio in Gran Bretagna, a giusto titolo
famoso per aver ridato dignità e grazia all’araldica ecclesiastica (a mons. Heim, com’è noto, si debbono in tema contributi
fondamentali); vengono inoltre ricordati don Anselm Baker e il ben noto araldista austriaco Hugo
Gerard Ströhl.
In conclusione si tratta di un’opera notevole per vastità di
materia e qualità di contenuti, da riferire può dirsi esclusivamente allo stemmario, essendo elementare l’apparato storico-giuridico
alla base della pratica araldica.
Lo riconosco, non è proprio del recensore freddo e distaccato, ma
non posso trattenermi dall’esprimere subito, nell’incipit, grande
apprezzamento per i 23 splendidi stemmi a colori contenuti nel libro di Mark Turnham Elvins,
opera di dom Anselm Baker, monaco cistercense nell’abbazia di Mount St. Bernard,
scomparso sessantenne nel 1885. Gli stemmi sono parte di un grande in-folio donato al College of Arms
oltre un secolo fa da William Weldon, al tempo Norroy King of Arms, con gli stemmi di tutti i cardinali inglesi, da Robert Pullen (...-1147) a Edward Henry Howard
(1829-1892), termine riferito naturalmente alla scomparsa di Baker.
Per definire l’artista e la sua opera non potrebbe, io credo, darsi
miglior giudizio di quello riportato sul primo risvolto di copertina: «come
artista araldico il monaco cistercense non ebbe rivali ai suoi tempi: egli
inaugurò, in particolare, uno stile immaginativo caratterizzato dalla
luminosità del colore e dalla nettezza dell’impianto grafico, ciò che rendeva
superfluo il “contorno”».
Vale la pena di accennare al ricco contenuto del libro. Dopo una
prefazione di John Brooke-Little,
al tempo Norroy and Ulster King
of Arms, e una premessa di Maurice
Couve de Murville,
arcivescovo di Birmingham, l’autore fornisce utili notizie sull’araldica
ecclesiastica e sulle origini e lo sviluppo della corte papale e della dignità
cardinalizia.
La parte centrale dell’opera è, naturalmente, occupata da una serie
biografica di tutti i cardinali inglesi (49, fino a George
Basil Hume, creato
cardinale nel 1976; e scozzesi, 5).
Gli articoli sono arricchiti da stemmi al tratto, disegnati da T. Shepard, già pittore presso
l’Ufficio araldico di Dublino, e da Robin Compigné-Rogers.
Più o meno presente in vari luoghi della
trattazione è, come annota Brooke-Little, “la curiosa
situazione, tipicamente inglese, relativa all’uso, da parte di prelati
cattolici, di titoli ecclesiastici territoriali, e di armi [stemmi] diocesani”.
L’argomento è obbiettivamente di rilievo,
perché coinvolge temi come la sovranità, il diritto di giurisdizione e i suoi
confini territoriali, le peculiarità del soggetto al centro del dibattito (