RECENSIONI

 

LIBRI

 

 

 

Lorenzo Caratti di Valfrei, Manuale di genealogia, Carocci editore, Roma, 2004, pp. 330. ISBN 88-430-3072-8. Verso la fine dello scorso mese di luglio, ha visto la luce a Roma, edito da Carocci editore, il volume Manuale di genealogia: la più recente opera genealogica di Lorenzo Caratti di Valfrei. Senza dubbio l’autore va considerato il padre della genealogia in Italia, ed io stesso imparai la metodologia della ricerca genealogia proprio dal prezioso manuale “Genealogia”, Milano, Hoepli, 1969. Da allora sono seguiti altri volumi di genealogia quali: “Scopri l’origine della tua famiglia”, Mondadori, Milano, 1991; “Metodologia della ricerca genealogica”, Pàtron, Bologna, 1993; “Guida alla ricerca genealogica”, Clueb, Bologna, 1998; “Come risalire alle origini delle propria famiglia”, Mondadori, Milano, 1998; “Trattato di genealogia”, Clueb, Bologna, 2001. Caratti di Valfrei - per chi ha seguito nel tempo la sua ormai lunga e feconda produzione scientifica - ha sempre cercato di conseguire, con i suoi lavori, due scopi ben precisi: quello di cercare di diffondere, in generale, la conoscenza della genealogia, rivolgendosi, con i suoi volumi, a tutti i segmenti dei possibili cultori di questa disciplina (dai giovani lettori, totalmente privi di nozioni genealogiche, ai ricercatori, di livello accademico); ma - soprattutto - quello di cercare di conferire alla genealogia, con la sue pubblicazioni, sovente originali - a motivo della assoluta mancanza, di qualsiasi preesistente seria trattazione della materia - quel carattere di scientificità, che finora, purtroppo le era mancato. Da rilevare, inoltre, le due nuove e originali definizioni proposte dall’autore, e oggi già comunemente accettate da editori e studiosi: quella di “genealogia” e quella del rapporto di “attinenza”.

Il “Manuale di Genealogia”, appena pubblicato, si pone, quindi, nella produzione scientifica del Caratti di Valfrei, come un importante punto di arrivo della sua produzione, in  quanto può essere fondatamente considerato come il risultato di una sintesi scientifica di questa disciplina, maturata alla luce di una lunga esperienza di ricerche e di studio.

Un merito particolare va riconosciuto anche all’editore di questo volume: alla Carocci editore di Roma. Casa Editrice che ha voluto inserire questo volume di genealogia nel suo già ricco catalogo di ottime pubblicazioni; in particolare in quel gruppo di opere che trattano di beni culturali, di archivistica e di biblioteconomia: colmando, in tal modo, una lacuna che ancora esisteva in questo particolare segmento editoriale.

Questo “Manuale di genealogia” ha un suo indubbio pregio: quello di sottolineare, fin dalle sue prime pagine, il concetto - fino a poco tempo fa ignorato - che la genealogia non è da considerare come una disciplina utile solo agli studi storici, ma, al contrario, anche ad una numerosa e variegata serie di molte altre discipline. Dalla cronologia alla biografia, dalla prosopografia alla demografia storica, dalla medicina alla genetica, dal diritto all’antroponimia, dalla toponomastica alla storia sociale, a quella economica, ecc.; ampliando, in tal modo, la sfera di utilità di questa disciplina a nuove e finora impensate frontiere: conferendo in tal modo alla genealogia un suo carattere di spiccata attualità.

Un’altra caratteristica di questo volume, considerato nel suo complesso, è quello della chiarezza e della sua facile comprensione: nel senso che argomenti, a volte, certamente di non facile acquisizione, vengono invece sempre descritti in modo piano ed accessibile a qualsiasi tipo di lettore. Chiarezza, validamente coadiuvata anche da un ricco sistema grafico (costituito da un complesso di quasi duecento schemi illustrativi), che tende in ogni occasione ad illustrare anche visivamente i complessi rapporti genealogici che vengono di volta in volta presi in esame dall’autore.

Nel suo insieme, il volume si presenta, quindi, come una esposizione piana, sistematica, ma soprattutto completa, della genealogia. Nel senso che, oltre alle tradizionali illustrazioni delle fonti, e delle rappresentazioni grafiche delle ricerche e dei sistemi di numerazione delle diverse persone rintracciate dalla ricerca (che formano, solitamente, il contenuto più tipico dei pochi, preesistenti libri di genealogia, sia italiani, che stranieri), il volume, come si vedrà, dedica una delle sue parti principali (in particolare, la seconda), al metodo con il quale una ricerca genealogica deve essere condotta (metodo del tutto ignorato in ogni precedente volume di genealogia); e approfondisce in modo specifico, e a volte originale, lo studio dei tre fondamentali rapporti genealogici di parentela, di affinità e di attinenza.

In particolare, la descrizione del metodo della ricerca degli ascendenti di una determinata persona, illustra dettagliatamente la procedura che il ricercatore deve seguire, in tutti i possibili casi in cui potrebbe venirsi praticamente a trovare nel corso della sua indagine.

Dal punto di vista del suo contenuto, il volume offre, a differenza degli altri lavori dello stesso autore, due novità che vanno doverosamente segnalate.

La prima, è costituita dalla proposta di un nuovo, più raffinato e completo sistema di calcolo della parentela, che non viene più basato sul tradizionale concetto di “grado”, ma su quello, più corretto, di “intensità di parentela” (con questo nuovo sistema di calcolo proposto dall’autore, non solo il conteggio della parentela si presenterebbe più preciso di quello  attuale, ma avrebbe anche l’ulteriore pregio di poter calcolare dei tipi di parentela che il vigente sistema in gradi non è oggi in grado di calcolare).

La seconda novità contenuta nel volume, è costituita, invece, da una serie di nuove denominazioni delle  persone che fanno parte di quei diversificati nuovi tipi di  famiglie che ci propone, oggi, la nostra società. Denominazioni che consentono a chiunque di individuare, con immediatezza, la posizione genealogica della singola persona, nel suo contesto familiare.

Nel suo complesso, quindi il “Manuale di genealogia” del Caratti di Valfrei, si presenta come un volume che ha saputo felicemente coniugare due caratteristiche che spesso non riescono a convivere facilmente fra di loro: quella delle scientificità, e quella delle operatività. Nel senso che il volume, pur presentandosi, indubbiamente, come un lavoro di carattere spiccatamente scientifico (basterebbe pensare alla sua seconda Appendice, che prende in esame l’argomento - del tutto originale - della valutazione della attendibilità soggettiva di una ricerca genealogica), di fatto poi, specialmente nella sua seconda parte, descrivendo dettagliatamente tutte le diverse procedure che il ricercatore può mettere in atto, in ogni possibile fattispecie della realtà, si presenta poi anche come un valido strumento di carattere spiccatamente operativo.

Descriviamo ora brevemente il contenuto del volume.

Preceduta da una precisa e acuta Presentazione di Enrico Genta Ternavasio, Professore di Storia del diritto medievale e moderno, della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino, che inquadra correttamente il volume - sottolineandone soprattutto le sue novità - nella più vasta cornice della moderna genealogia scientifica, il volume si suddivide in tre parti.

La prima parte, è interamente dedicata: ai concetti genealogici di carattere fondamentale e, in particolare, ai rapporti di parentela, affinità e attinenza, nonché ai loro sistemi di misurazione (si osservi, a questo proposito,  il nuovo e originale sistema proposto dall’autore per il calcolo del rapporto di attinenza fra due persone); ai tre fondamentali tipi di documentazione sulle quali la ricerca genealogica si fonda, ossia gli atti di stato civile, gli atti parrocchiali e gli atti notarili; e alla descrizione di tutti i diversi tipi di ricerche che ci offre la genealogia nel suo insieme (dalla costruzione del “filo genealogico” di una determinata persona, alla ricerca degli ascendenti “per quarti”, dalla tavola dei discendenti, alla costruzione del filo genealogico “allargato”, dalla tavola genealogica generale di una famiglia, alla individuazione di un collegamento genealogico fra due diverse persone appartenenti a due diverse famiglie, ecc.).

La seconda parte del volume, è, invece, interamente dedicata alla metodologia di ricerca; e per ogni singolo tipo di ricerca che è possibile effettuare in genealogia, è stata descritta la relativa procedura. In alcuni casi, poi, come per la costruzione del filo genealogico di una persona - che costituisce, di fatto,  la più tipica ricerca che si effettua in genealogia - sono stati presi in esame, e quindi anche dettagliatamente descritti, tutti i possibili metodi da seguire in ogni singola, possibile fattispecie.

La terza parte del volume, infine, si occupa di due specifici argomenti: di tutte le numerose forme grafiche con le quali i risultati di una ricerca possono essere visualizzati su di una tavola; e dei principali sistemi utilizzati in genealogia per numerare le diverse persone che sono state individuate al termine di una ricerca genealogica (una delle quali, proposta dallo stesso autore).

Il volume è dotato, poi anche, di due Appendici. La prima, si occupa del rapporto che esiste fra genealogia e informatica (ridimensionando, entro certi limiti, l’importanza di questo sia pur valido strumento di carattere tecnico, almeno per quanto concerne oggi la fase della vera e propria ricerca del singolo documento genealogico). La seconda Appendice, si occupa invece di quale può essere, di fatto, il livello di attendibilità soggettiva di una ricerca genealogica - anche se correttamente condotta - fornendone un suo indice numerico di carattere percentuale.

Alla seconda Appendice fa seguito, poi, un’utile Bibliografia.

Concludono il volume un ricco Glossario genealogico ed un pratico Indice analitico. (Pier Felice degli Uberti)

 

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