mettono a disposizione :
con lo scopo di offrire un servizio culturale on line su base scientifica agli studiosi e agli appassionati di queste materie, facendo seguito poi alla pubblicazione delle stesse genealogie nei vari volumi dell’Enciclopedia delle Famiglie Storiche Italiane, che conterranno inoltre le fonti documentali da cui sono tratti tutti i dati.
Il sito segue i criteri scientifici dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano e all’interno del sito trovano spazio alcune famiglie nobili italiane comprese negli Elenchi Ufficiali della Consulta Araldica (Elenchi Regionali, Elenchi Ufficiali del 1921 e 1933, con supplemento del 1936), integrati da tutti i provvedimenti in materia nobiliare intervenuti dall’ultima pubblicazione (Supplemento dell’Elenco Ufficiale, 1934-36) fino al 1° gennaio 1948 (data dell’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana, in base alla quale i titoli nobiliari non sono più riconosciuti legalmente).
Qui non sono prese in considerazione famiglie viventi indiscutibilmente nobili che però non hanno curato la propria iscrizione negli Elenchi.
Siamo ben consci che solo quelle famiglie che ottennero l’iscrizione nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana oggi conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato http://www.archivi.beniculturali.it/ACS/araldica.html possono considerasi riconosciute nobili durante il Regno d’Italia, mentre tutte le altre famiglie risultanti negli Elenchi e che non provvidero all’iscrizione nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, oggi sarebbero cancellate dagli Elenchi e la loro presenza su di essi potrebbe considerarsi solo un indizio di nobiltà che non è stato provato secondo le leggi vigenti durante il Regno d’Italia.
On line sono mantenute le titolature – ma senza entrare nel merito - come compaiono sulle fonti consultate per redigere le varie genealogie (fino al 1946), mentre nella pubblicazione cartacea dell’Enciclopedia delle Famiglie Storiche Italiane verranno mantenute solo quelle titolature che compaiono nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e negli Elenchi 1921, 1933, 1936 ma ferme al 1° gennaio 1948; in quanto durante il Regno non era motivo del riconoscimento o di successione solo la successione storica del titolo, ma anche la situazione familiare o di opportunità sociale che si veniva a creare.
In questa scelta dobbiamo anche tenere conto che le leggi nobiliari italiane sono necessariamente ferme all’entrata in vigore della Costituzione, mentre in Italia il Codice Civile ha subito la sua evoluzione, tanto che se applicassimo la Legge 1 dicembre 1970 n. 898 (Divorzio), e la Legge 19 maggio 1975, n. 151 (Riforma del diritto di famiglia) si stravolgerebbero le ormai congelate leggi nobiliari italiane.