La sua vita da quel momento fu
dedicata solo a Riccardo,
quell’uomo “eccezionale” col
quale trascorse quasi
sessant’anni di matrimonio e che
anche grazie a lei raggiunse
livelli professionali
inimmaginabili per un dirigente
di prefettura in Italia.
Da quell’unione d’amore profondo
nacquero tre figli: Roberto, io
e Maurizio.
L’ascesa
professionale di papà che
raggiunse il più elevato grado
dirigenziale (un grado, quello
di Segretario Generale
Amministrativo della Repubblica
di San Marino, creato apposta
per lui) incominciò negli anni
Sessanta, quando il Ministero
degli Interni lo mandò come
consulente di diritto elettorale
a San Marino con lo scopo di
riformare e mettere in ordine
tutto il settore.
Fu proprio
quel susseguirsi di successi
professionali del marito che la
convinse che era giunto il
momento di lasciare l’amata
Firenze per trasferirsi a San
Marino, dove trovò un mondo
insolito, una società allora
molto diversa da quella
italiana, ove le donne ai
ricevimenti si contavano sulle
dita di una mano, ma per amore
di papà seppe subito adattarsi
alle nuove circostanze
conquistandosi la simpatia di
tutti, così da essere
sinceramente amata da
numerosissime persone, proprio
come abbiamo constatato in
questo momento che ha visto la
fine della sua vita terrena.
Seppe amare sinceramente la
Terra della Libertà che
l’annovera fra i suoi cittadini,
anche se non dimenticò mai di
essere nata italiana e per
questo il ricevimento per la
festa della Repubblica
all’ambasciata d’Italia era un
suo punto fisso di orgoglio e
presenza.

Da sin.: Lia Matta Pinotti,
Giorgio Marini, ambasciatore
d'Italia a San Marino,
con la consorte Anna, Maria
Loredana e Pier Felice degli
Uberti