I Vescovi della Diocesi di Chioggia

PASQUALE GRASSI

LII
1618 - 1639



   D'argento al drago sormontato da una stella (8).

    Pasquale Grassi, altro vescovo chioggiotto, nacque nella parrocchia di S. Giacomo il 5 aprile 1584, esattamente nel palazzo Grassi- Renier. Passato a Roma e addottoratosi in entrambe le lettere, ancor chierico fu promosso Arciprete della chiesa collegiata di Este dal papa Paolo V e il 29 aprile 1618 vescovo di Chioggia. Accolto dapprima con una certa riluttanza dalla Comunità cittadina, ebbe notizia, essendo a Roma per la visita ad limina, dello storico incendio dell'antica Cattedrale, avvenuto nella notte di Natale del 1623. Passato lo smarrimento, il vescovo Grassi pensò tosto alla ricostruzione della nuova Cattedrale, affidando l'incarico dalla progettazione al noto architetto Baldassare Longhena, il quale capovolse l'antica pianta della chiesa allargandola dalla parte del vecchio cimitero (attuale Sagraéto). Alla spesa concorsero il papa Urbano VIII, il doge ed il Comune. Assicurati i fondi, il can. Pietro Morari, il noto autore della "Storia di Chioggia" (pubblicato nel 1871), in assenza del vescovo Grassi, pose il 15 novembre 1624 la prima pietra. Dopo soli tre anni, il 21 settembre 1627 il vescovo poté già celebrare nel presbiterio la prima solenne Messa pontificale. Un altro triste evento caratterizzò l'episcopato del Grassi: la terribile pestilenza del 1630, che mieté nella sola Chioggia 7 mila vittime su una popolazione di 12 mila abitanti. Sull'esempio del Senato Veneto, che aveva promosso in voto l'erezione del magnifico tempio alla Madonna della Salute per allontanare il morbo, anche il nostro Maggior Consiglio deliberò di fabbricare a proprie spese un nuovo altare nell'antica chiesa della Madonna della Navicella, mentre il vescovo Grassi ordinò che fossero trasferite in processione le reliquie dei SS. Patroni dalla chiesa di S. Andrea a quella di S. Giacomo, che faceva le veci, allora come ora, di Cattedrale (1).

    Cessato il flagello, il 22 novembre1631, che era già dedicato a S. Cecilia per ricordare la vittoria ottenuta nel 1336 dai chioggiotti contro Mastino della Scala al Castello della Saline, venne dichiarato giorno festivo. Si ripresero, poi, i lavori di ricostruzione della Cattedrale, nel 1633 fu eretto il grandioso portale e il vescovo poté indire il 29 e 30 giugno 1634 il Sinodo, che confermò le Costituzioni del precedente vescovo Prezzato.

    Consacrata la chiesa di S. Giuseppe di Cavarzere nel 1636, il Grassi morì il 12 dicembre dello stesso anno all'età di 52 anni. Fu sepolto nella chiesa di S. Francesco Vecchio (Muneghette) insieme ai suoi congiunti, lasciando per testamento agli eredi il compito di far erigere il magnifico altare tuttora esistente nella Cappella dei SS. Patroni (2).

  1. Su questo avvenimento esiste tuttora in municipio una tela dipinta a tempera che raffigura i SS. Patroni con al centro un'iscrizione latina indicante la parte presa dal Maggior Consiglio in tale funzione.



  2. Sulla solennità dell'altare sotto lo stemma si legge : Paschalis - Grassi e.pi - Legato.





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