I Vescovi della Diocesi di Chioggia

PIETRO SCHIENA

XXXII
1411 - 1414


   Scudo non blasonato

    Ripercorrendo l'elenco dei vescovi di Chioggia sorprende il fatto che circa una metà di essi siano appartenuti a vari ordini religiosi. E' il caso di Pietro Schiena, dei Frati Minori Osservanti, nato a Venezia. Dopo una breve vacanza, sostenuta dal suo successore, allora Vicario capitolare, Benedetto Manfredi, causa il trasferimento del vescovo Cristoforo Zeno da Chioggia a Capodistria, fu eletto, su proposta del Veneto Senato, il 14 luglio 1411 vescovo di Chioggia dal papa Giovanni XXIII, poi "delegittimato". Per la prima volta il nuovo vescovo fu ricevuto con liete e festose accoglienze dalla cittadinanza, che gli andò incontro con un consistente corteo di barche come per "l'arrivo dei Principi e forestieri di rango" (cfr. G. Vianelli, Storia de' Vescovi di Malamocco e Chioggia", Venezia, 1790), usanza che fu poi mantenuta fino all'ingresso del vescovo Marangoni (1877).

Con deliberazione capitolare dell'8 novembre 1412 egli autorizzò il canonico Manfredi, allora priore dell'ospedale di S. Lazzaro delle Bebbe, a cedere alcuni beni immobiliari situati in quel luogo per sollevarne le rendite. Visse in povertà francescana tanto che non fu in grado di saldare il debito di 40 ducati richiesto per ottenere da Roma la bolla di nomina; al che provvide il suo successore Centoferri dietro obbligazione prestatagli dal patriarca di Grado. Morì verso la fine del 1413, dopo due anni di episcopato. Nel necrologio provinciale dei frati Minori Osservanti si lesse un elogio del vescovo Schiena in latino, che tradotto, suona così.

    L'Ill.mo e Rev.mo P. Pietro Schiena, eletto vescovo di Chioggia da Giovanni XXIII, nel disimpegno del suo episcopale ministero così si condusse che, fattosi modello del gregge, precedette le sue pecorelle con l'esempio e con le virtù, mostrando loro la via del cielo e conquistandosi egli stesso il Paradiso" (cfr. F. Pagan, "Spunti di storia ecclesiastica clodiense", Chioggia, 1993).



Blasonature a cura di Giorgio Aldrighetti
Testi di Angelo Padoan
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