I Vescovi della Diocesi di Chioggia

BENEDETTO

XXIV
1348 - 1353


   Scudo non blasonato

    Religioso di un ordine monastico sconosciuto, fr. Benedetto fu trasferito dalla diocesi di Sora in Sardegna a quella clodiense nel 1348. Poco dopo il suo ingresso, il 14 gennaio un forte terremoto colpì Venezia e le località vicine, Chioggia compresa. A questo seguì la storica pestilenza, che diede al Boccaccio l'occasione per scrivere il suo Decamerone.

    In Venezia si estinsero 50 famiglie nobiliari, mentre Chioggia fu decimata quasi per il 50 per cento: un documento, infatti, riferisce che "quasi defecerunt pro medietate". Fra le tante vittime una delle più illustri fu Achimo degli Orsi Carnelli, appartenente alla nobile famiglia della Chioggia Minore, poi estintasi, canonico della Cattedrale e professore di diritto all'Università di Padova, presso cui era stato addottorato il 6 aprile dello stesso anno. In seguito alla decimazione della popolazione, la Repubblica perciò decise di aprire le porte agli stranieri, ripopolando così i territori lagunari.

    Il vescovo fr. Benedetto fu trasferito alla diocesi di Pola nel 1353, permutata da lui con il suo successore, il Cagnoli.

    Religioso di un ordine monastico sconosciuto, fr. Benedetto fu trasferito dalla diocesi di Sora in Sardegna a quella clodiense nel 1348. Poco dopo il suo ingresso, il 14 gennaio un forte terremoto colpì Venezia e le località vicine, Chioggia compresa. A questo seguì la storica pestilenza, che diede al Boccaccio l'occasione per scrivere il suo Decamerone.

    In Venezia si estinsero 50 famiglie nobiliari, mentre Chioggia fu decimata quasi per il 50 per cento: un documento, infatti, riferisce che "quasi defecerunt pro medietate". Fra le tante vittime una delle più illustri fu Achimo degli Orsi Carnelli, appartenente alla nobile famiglia della Chioggia Minore, poi estintasi, canonico della Cattedrale e professore di diritto all'Università di Padova, presso cui era stato addottorato il 6 aprile dello stesso anno. In seguito alla decimazione della popolazione, la Repubblica perciò decise di aprire le porte agli stranieri, ripopolando così i territori lagunari.

    Il vescovo fr. Benedetto fu trasferito alla diocesi di Pola nel 1353, permutata da lui con il suo successore, il Cagnoli.



Blasonature a cura di Giorgio Aldrighetti
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