I Vescovi della Diocesi di Chioggia

FELICE II

IX
1218 - 1235


   Scudo non blasonato

    Predecessore di Domenico Selvo, Felice II fu eletto vescovo di Chioggia circa il 1218, in quanto proprio in quell'anno il papa Onorio III lo delegò, insieme ai vescovi di Ferrara e Torcello, a dirimere una disputa sorta tra i Canonici regolari e il vescovo di Ravenna. Le trattative si svolsero presso il castello di Loreo. Lo stesso papa nell'anno seguente incaricò sempre il vescovo Felice II, insieme ad altri vescovi, di porre termine ad un'altra vertenza nata fra i Canonici di Padova e l'abate di S. Giustina, poi ad un'altra ancora nel 1220 tra il vescovo di Adria e l' Abbadessa di S. Silvestro di Ferrara e infine ad un'ultima, nel 1222, tra il vescovo di Padova e Giacomo di S. Andrea, che Dante colloca all'Inferno (canto XIII, vv. 133-35) tra gli scialacquatori condannati ad essere sbranati dai cani, fatto uccidere, si crede, da Ezzelino IV nel 1239; così gli si rivolge un dannato: O Giacomo... da Sant'Andrea / che t'è giovato di me fare schermo? / Che colpa ho io della tua vita rea?

    Nel 1228 come delegato apostolico Felice II fu costretto a scomunicare il Priore ed il convento di S. Maria in Vanzo a Padova, in continuo dissidio con quel Capitolo. Ma egli dovette ben presto occuparsi di una vertenza sorta proprio "in casa sua". Si tratta della nota controversia sorta tra il vescovo e Cavarzere in merito alle visite pastorali che si compivano ogni tre anni: era consuetudine che il vescovo, tramite una convenzione con il Comune di Chioggia, conducesse con sé quattro nobili laici con il rispettivo seguito; nelle visite egli era accompagnato anche dal Capitolo, comprese due persone del luogo visitato, chiamate sinodali o giurati, i quali erano incaricati dal vescovo di denunciare i colpevoli di delitti contro il buon costume o di delinquenza.

    Arrivato al luogo della visita, il presule con il suo corteo prendeva posto nella pubblica piazza e, piantato un palo (la cosiddetta berlina) davanti la porta della chiesa, giudicava gli accusati e quindi faceva legare i colpevoli al palo facendoli... colpire ripetutamente con una scopa o con una frusta di canapi. Quando il vescovo Felice si recò a visitare Cavarzere nel 1218, quegli abitanti non ne vollero sapere né di palo né di scopa... Questa decisione indusse lo stesso vescovo a ricorrere a papa Onorio III, il quale nel 1222 incaricò l'abate di S. Stefano da Carrara e tal Maestro Egidio, canonico di Padova, di prendere una decisione, dirimendo la... curiosa vertenza. Sentiti i delegati di ambo le parti, il 22 giugno 1223 essi diedero ragione ai cavarzerani e consigliarono il vescovo di ripiegare su meno drastiche sanzioni pecuniarie. La questione fu solo temporaneamente risolta perché poi riemerse sotto l'episcopato dei successori di Felice II, il quale morì probabilmente intorno al 1230-35.



Blasonature a cura di Giorgio Aldrighetti
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