Gli Ordini Cavallereschi

di Giorgio Aldrighetti




 Gli Ordini Cavallereschi del
Sovrano Militare
Ordine di Malta



Il Principe Gran Maestro 

    Il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Rodi, detto di Malta, è considerato, dagli araldisti, il più illustre e celebre fra gli Ordini cavallereschi.
Agli inizi del mille, alcuni mercanti amalfitani si stabilirono in Terra Santa riuscendo ad ottenere dal Califfo d'Egitto il permesso di edificare due chiese presso il Santo Sepolcro ed un salvacondotto per commerciare liberamente in quei mari.
Vennero altresì costruiti degli ospizi per accogliere i pellegrini e gli infermi che si recavano in pellegrinaggio nei luoghi sacri alla cristianità.
Il primo Superiore fu Gerardo di Tonco, nominato in un diploma del 1099. Dopo la prima crociata, lo stesso Gerardo istituì l'Ordine Ospitaliero di San Giovanni di Gerusalemme, sotto la regola monastica agostiniana.
I Confratelli si dedicarono non solo a curare gli ammalati, ma diedero vita ad una organizzazione sia religiosa e sia militare.
Gli Statuti vennero promulgati nel 1121 ad opera di Fra' Raimondo de Puy, che divenne Gran Maestro, mentre il Papa Pasquale II, con bolla del 1113, approvò il nuovo Ordine religioso incaricato di prestare assistenza agli ammalati e di difendere il territorio della Terra santa.
I Cavalieri, oltre agli usuali voti di religione, di castità, povertà ed obbedienza, si obbligavano solennemente a concorrere con la loro vita alla difesa dei Luoghi Santi.
L'Ordine ottenne nel 1154 dal Sommo Pontefice Anastasio IV ampi privilegi.
L'Ordine ben presto costruì delle imponenti fortezze nei punti vulnerabili della Terra Santa e delle domus hospitales, per l'accoglienza e la difesa dei pellegrini.
Tali ospizi, disseminati nel tempo in tutte le principali strade percorse dai pellegrini nell'intera Europa, erano amministrati da un gruppo di Cavalieri sotto un Precettore o Commendatore, come più tardi verrà chiamato. Vari ospizi costituivano un baliaggio sotto la giurisdizione di un Balì e vari baliaggi o gruppi più numerosi di ospizi costituivano, infine, un Priorato o Gran Priorato con a capo un Priore o Gran Priore.
Perduta Gerusalemme, l'Ordine si trasferì, nella città di S. Giovanni Acri, al pari dell'Ordine Teutonico, trasferendosi nuovamente nel 1291 a Cipro, dopo la perdita dell'ultimo baluardo della cristianità in Terra Santa.
Nel 1310, con la conquista dell'isola di Rodi, l'Ordine acquista la sovranità territoriale, costituendo nel tempo, a difesa del mondo cristiano, una potente flotta navale.
Il 1° gennaio 1523, dopo cruente battaglie, l'Ordine, con l'onore delle armi, dovette arrendersi al Sultano Solimano il Magnifico, lasciando l'isola di Rodi.
Il successivo 26 ottobre 1530, con l'approvazione del Papa Clemente VII, l'Ordine si trasferì nell'isola di Malta, donata ai cavalieri di San Giovanni, dall'imperatore Carlo V.
In tale isola, l'Ordine, come già avvenuto a Rodi, disponeva della sovranità; era quindi uno Stato a tutti gli effetti. Disponeva anche di un imponente flotta navale che contrastava l'arroganza dei turchi, scrivendo così pagine di gloria e di eroismo nella difesa della cristianità, in particolare nel corso della battaglia di Lepanto del 1571.
I Cavalieri lasciarono l'isola il 12 giugno 1798, arrendendosi ai Francesi, in quanto, per regola, non potevano combattere contro altri cristiani.
L'Ordine emigrò quindi in Sicilia e poi a Ferrara, stabilendosi, nel 1834, a Roma, ove tuttora si trova, in via dei Condotti 68.
L'Ordine è sovrano ed è persona di diritto internazionale, soggetto di diritto internazionale; in quanto tale intrattiene regolari rapporti diplomatici con i Governi di oltre novanta nazioni.
Il Gran Maestro gode della precedenza riservata ad un Cardinale diacono di Santa Romana Chiesa, nonché del titolo di Principe reale. Egli è dunque Altezza Eminentissima e la sua posizione di Capo, Sovrano di Stato è riconosciuta internazionalmente.
Il Santo Padre ha, quale suo rappresentante presso l'Ordine, un Cardinale con il titolo di Cardinalis Patronus. L'Ordine svolge la sua opera nell'aiuto ai Signori ammalati, organizzando e gestendo numerosissimi ospedali, lebbrosari, ambulatori, treni ospedale, in tutte le parti del mondo.
Imponente è anche l'attività caritativa a favore dei profughi svolta sempre dall'Ordine melitense, senza alcuna forma di pubblicità, com'è nello spirito giovannita.
Attualmente l'Ordine è diviso in tre classi: alla prima appartengono i cavalieri di giustizia (nobili e non nobili, con i prescritti voti di religione e quindi religiosi a tutti gli effetti) ed i Cappellani conventuali.
I Cavalieri di Giustizia antepongono al nome l'appellativo di Fra', essendo, a tutti gli effetti, dei religiosi. Alla seconda classe appartengono, invece, i Cavalieri di Obbedienza; (tale classe è paragonabile ad un terz'ordine religioso, in quanto i suoi membri, nobili e non nobili, senza pronunciare i voti di povertà, castità ed obbedienza, promettono comunque di aspirare alla perfezione della vita evangelica.
Alla terza classe, infine, suddivisa in vari ceti, appartengono nobili e non nobili, aspirando anch'essi alla perfezione evangelica.
La decorazione, la famosa croce melitense, è biforcata od ottagona, d'oro, smaltata di bianco, quale segno, simbolo, delle otto beatitudini evangeliche, mentre il nastro dell'Ordine è di seta ondata di nero.
L'Ordine conferisce, altresì, l'ambita Onorificenza dell'Ordine al Merito Melitense per Civili e Militari (1).

Le decorazioni del Sovrano Militare Ordine di Malta non necessitano di autorizzazione per l'uso, da parte del Governo italiano. Trattasi questo dell'unico caso, mentre i cittadini italiani insigniti di qualsiasi altro Ordine cavalleresco estero o non nazionale, debbono chiedere l'autorizzazione, per l'uso delle Onorificenze, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che emette conseguente decreto.
L'Ordine, da sempre, dispone di abito da Chiesa, di stoffa nera, chiamato abito da punta, con la insigne croce melitense in stoffa bianca, mentre l'uniforme si compone di giubba rossa con calzoni neri, con banda d'oro, feluca, spadino ed altri accessori.
L'attuale Principe e Gran Maestro è Sua Altezza Eminentissima Fra' Matthew Festing.
Stemma dell'Ordine: “Di rosso alla croce d'argento. Lo scudo è accollato alla croce di otto punte e patente, d'oro, smaltata di bianco e contornata dal paternostro (2), terminante in punta con la crocetta di otto punte e patente, d'oro, smaltata d'argento; accollate all'arme quattro bandiere poste in decusse, con il drappo svolazzante di rosso alla croce di bianco, fustate di nero e cimate da una crocetta di Malta; il tutto su di un manto (3) di velluto di nero, seminato con crocette di Malta (4), foderato (5) di armellino, frangiato e legato, in alto, con cordoni d'oro, con il colmo timbrato dalla corona principesca, chiusa dello stesso, gemmata e perlata al naturale, con tocco di nero, i bracci sostenenti un globo crociato e cimato da una crocetta di Malta, d'oro, smaltata di bianco”.
Bandiera dell'Ordine: “Drappo di rosso alla croce di bianco” (6).
Stemma di S. A. E. fra' Matthew Festing, 79° Principe e Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta: Inquartato: nel 1° e nel 4° di rosso alla croce d'argento; nel 2° e 3° d'azzurro, all'aquila spiegata d'oro, lampassata di rosso, caricata nelle ali e nella coda da tre torri circolari d'argento, merlate di cinque pezzi, aperte di rosso, e finestrate a croce del campo. Lo scudo è accollato alla croce di otto punte e patente, d'oro, smaltata di bianco e contornata dal collare di Principe e Gran Maestro; il tutto su di un manto di velluto di nero, seminato con crocette di Malta, foderato di armellino, frangiato e legato ai lati, in alto, con cordoni d'oro, con il colmo timbrato dalla corona principesca, chiusa dello stesso, gemmata e perlata al naturale, con tocco di nero, i bracci sostenenti un globo crociato e cimato da una crocetta di Malta, d'oro, smaltata di bianco".
Bandiera o Stendardo del Principe e Gran Maestro: “Drappo di rosso alla croce di otto punte e patente, di bianco” (10).
Stemma degli appartenenti all'Ordine di Malta (11): Balì professo: scudo personale, con il capo di Malta (12), accollato alla croce di otto punte e patente, d'oro, smaltata di bianco, contornata dal Paternostro.
Cappellano professo; scudo personale contornato dal Paternostro.
Appartenenti alla classe di Giustizia: scudo personale accollato alla croce di otto punte e patente, d'oro, smaltata di bianco e contornata dalle insegne del rispettivo grado.
Balì d'onore e devozione: scudo personale con il capo di Malta e contornato dalle insegne del rispettivo grado.
Per tutti gli altri appartenenti: scudo personale contornato dalle insegne del rispettivo grado(13).
Stemma per le attività ospedaliere degli enti melitensi: “Di rosso alla croce di otto punte e patente, d'argento” (14).
Abito da Chiesa: Nell'abito da Chiesa dei cavalieri, di nero, i professi portano la croce di stoffa bianca ad otto punte, sulla pellegrina, nella spalla sinistra (15).


note
(1) per Laici Civili Collare Al Merito Melitense Gran Croce Al Merito Melitense, Classe Speciale Gran Croce al Merito Melitense Grand'Ufficiale al Merito Melitense Commendatore al Merito Melitense Ufficiale al Merito Melitense Croce al Merito Melitense per Laici Militari Collare Al Merito Melitense con Spade Gran Croce al Merito Melitense con Spade, Classe Speciale Gran Croce al Merito Melitense con Spade Grand'Ufficiale al Merito Melitense con Spade Commendatore al Merito Melitense con Spade Ufficiale al Merito Melitense con Spade Croce al Merito Melitense con Spade per Signore Gran Croce al Merito Melitense. Classe Speciale Gran Croce al Merito Melitense Croce al Merito Melitense con Placca Croce al Merito Melitense con Corona Croce al Merito Melitense con Stemma Croce al Merito Melitense per Ecclesiastici “pro piis meritis” Gran Croce al Merito Melitense Croce al Merito Melitense Medaglia al Merito Melitense, in oro, argento e bronzo, per Civili, Militari e Signore.

(2) Con il termine Paternostro si descrive il: “Rosario, colle grane di argento e di rosso, e pendentevi la croce bifida ottagona; speciale ai Balì ed al Gran Maestro di Malta”. (Vocabolario Araldico Ufficiale, a cura di A. Manno, Roma 1907, voce Paternostro).

(3) Si può usare anche il termine blasonico Padiglione.

(4) Sovente, in rappresentazioni grafiche, il manto di velluto di nero, segno di Ordine religioso, non figura seminato di crocette di Malta. Talvolta appare, invece, seminato di gigli.

(5) Al posto di foderato, si può usare il termine soppannato.

(6) Il Bollettino Ufficiale del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta, Numero speciale, 1998, dedicato interamente alla CARTA COSTITUZIONALE, promulgata il 27 giugno 1961, riformata dal Capitolo Generale Straordinario del 28/30 aprile 1997 ed al CODICE, promulgato il 1° agosto 1966, riformato dal Capitolo Generale Straordinario del 28/30 aprile 1997, descrive le insegne araldiche melitensi all'art. 6 della CARTA COSTITUZIONALE, per oggetto: Bandiere, insegne e stemma dell'Ordine e all'art. 242 del CODICE, per oggetto: L'emblema per le opere dell'Ordine. L'art. 6 della CARTA COSTITUZIONALE, infatti, così recita: Bandiere, insegne e stemma dell'Ordine. Parag. 1 - La Bandiera dell'Ordine reca o la croce bianca latina in campo rosso; o la croce bianca ottagona in campo rosso (croce di Malta). Parag. 2 - Lo stemma dell'Ordine reca, sulla croce ottagona, la croce latina in campo ovale rosso contornata da un rosario ed è sovrastato dal manto principesco sostenuto da una corona. Ci permettiamo osservare che per il titolo dell'articolo, era doveroso iniziare con lo stemma dell'Ordine, risultando tale emblema caricato poi in bandiera, convenendo la prassi consolidata che si inizia sempre con la blasonatura dallo stemma. Il termine insegne, poi, ci risulta generico, rientrando in tale definizione sia gli stemmi, sia i vessilli e quant'altro concerne gli emblemi araldici. Forse era il caso, al posto di insegne, iscrivere decorazioni, poiché, si presume, di queste si intenda parlare. Non troviamo menzione, invece, sempre nel titolo dell'articolo, del sigillo, elemento questi basilare ed in uso, sin dai primordi, nel SMOM. Passando al Parag. 1 notiamo che la blasonatura della Bandiera risulta infelice e contraria alle norme che regolano la descrizione araldica dei vessilli. Come noto, descrivendo una bandiera od arme, si inizia sempre dal colore del drappo o dallo smalto dello scudo, per passare, poi, alla descrizione delle figure caricate negli stessi. In questo caso, invece, si descrive testualmente: “croce bianca latina in campo rosso; o la croce bianca ottagona in campo rosso (croce di Malta)”. Era doveroso, invece, a nostro parere, blasonare: “La bandiera dell'Ordine si compone di un drappo di rosso alla croce di bianco; la bandiera o stendardo di S. A. E. il Principe e Gran Maestro si compone di drappo di rosso alla croce di bianco, patente di otto punte, scorciata e biforcata (o più semplicemente, ottagona). Doveva, infine, essere chiarito quale delle due bandiere era quella dell'Ordine e quale, invece, del Principe e Gran Maestro, risultando incomprensibile che l'Ordine disponga di due bandiere, per lo stesso scopo identificativo. La croce, poi, nella prima bandiera, non ci risulta la latina, ma la croce piana o semplice. Con il termine croce latina, qualsiasi araldista penserà alla croce del calvario, insegna che ha la traversa posta ai tre quarti superiori dell'altezza del montante, croce, questa, mai usata dall'Ordine. Con il termine piana o semplice si intende, invece, la croce formata dalla combinazione del palo colla fascia e i quattro bracci della quale si estendono sino ai bordi del campo dello scudo. Tale croce è, dal sec. XIII, caricata nel drappo della bandiera dell'Ordine, mentre la croce ottagona, va usata, da sempre, negli abiti da Chiesa e nelle decorazioni metalliche, come segno personale dell'appartenenza all'Ordine e dei conseguenti obblighi religiosi e ospedalieri del membro e non come simbolo militare.

(7) L'onore di inquartate il proprio stemma con la croce piana d'argento in campo di rosso, ovviamente nel 1° e 4° quarto, è riservato solo al Principe e Gran Maestro. Tale uso iniziò con il 40° Gran Maestro fra Pierre d'Aubusson; i suoi predecessori portavano, invece, la propria arma piena, collocandola per rispetto alla sinistra araldica dell'altro scudo caricante la croce dell'Ordine.

(8) Si usa il femminile nella blasonatura, in presenza dell'ariete che è una macchina da guerra.

(9) Antonio Spada così descrive il collare del Principe e Gran Maestro: “In oro, costituito da otto gruppi di tre motivi ornamentali ricorrenti a forma di losanga, con centro satinato, con vertici a giglio racchiusi da semicerchi uscenti da base rettangolare, quello centrale, a semicerchi intersecatisi, uscenti da base rettangolare, con sovrapposta Croce ottagona smaltata di bianco con i due laterali; separati da sette castoni rotondi, di mm. 21, le cui otto griffe, a forma di spine racchiudono un disco diasprato e smaltato di rosso con al centro riportata la Croce ottagona in smalto bianco, uniti al centro anteriore da scudo con croce latina smaltata di bianco con campo di smalto rosso, da cui pende da un fregio d'oro traforato, la Croce ottagona in smalto bianco di mm. 52”. (A. Spada, Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di S. Giovanni di Gerusalemme detto di Rodi detto di Malta, Carta costituzionale, Codice, Regolamento, Ordine Cavalleresco al Merito Melitense, Statuto, regolamento, Brescia 1980, p. 58).

(10) In vessillologia, al posto dell'argento e dell'oro, di norma, si usano il bianco e il giallo. G. Bascapè-M. Del Piazzo, Insegne e Simbolo , araldica pubblica e privata medievale e moderna, Roma, 1983, a tal proposito, a pag. 365, recitano: “La bandiera dell'ordine è di rosso alla croce bianca (non d'argento, che non è mai apparso nei gonfaloni e nei vessilli); ad es. la bandiera papale è partita di giallo e di bianco, e così altri stendardi pongono, in luogo dell'oro e dell'argento, il giallo e il bianco”.

(11) Gran Maestro, Balì-Cavaliere di Gran Croce di Giustizia, Cavaliere di Gran Croce di Giustizia, Commendatore di Giustizia; Cavaliere di Giustizia di voti perpetui, Cavaliere di Giustizia di voti temporanei, Novizio Cavaliere di Giustizia, Cappellano Gran Croce Conventuale di voti perpetui, Cappellano Conventuale di voti perpetui, Cappellano Conventuale di voti temporanei, Novizio Cappellano Conventuale, Balì-Cavaliere di Gran Croce di Onore e Devozione in Obbedienza, Cavaliere di Gran Croce di Onore e Devozione in Obbedienza, Cavaliere di Onore e Devozione in Obbedienza, Dama di Gran Croce di Onore e Devozione in Obbedienza, Dama di Onore e Devozione in Obbedienza, Cavaliere di Gran Croce di Grazia e Devozione in Obbedienza con fascia, Cavaliere di Gran Croce di Grazia e Devozione in Obbedienza, Cavaliere di Grazia e Devozione in Obbedienza, Dama di Gran Croce di Grazia e Devozione in Obbedienza, Dama di Grazia e Devozione in Obbedienza, Cavaliere di Gran Croce di Grazia Magistrale in Obbedienza con fascia, Cavaliere di Gran Croce di Grazia Magistrale in Obbedienza, Cavaliere di Grazia Magistrale in Obbedienza, Dama di Gran Croce di Grazia Magistrale in Obbedienza, Dama di Grazia Magistrale in Obbedienza, Balì-Cavaliere di Gran Croce di Onore e devozione con Croce di Professione “ad honorem”, Balì-Cavaliere di Gran Croce di Onore e Devozione, Cavaliere di Gran Croce di Onore e Devozione, Commendatore di Giuspatronato Familiare, Cavaliere di Onore e Devozione, Dama di Gran Croce di Onore e Devozione, Dama di Onore e Devozione, Cappellano di Gran Croce Conventuale “ad Honorem”, Cappellano Conventuale “ad Honorem”, Cavaliere di Gran Croce di Grazia e Devozione con fascia, Cavaliere di Gran Croce di Grazia e Devozione, Cavaliere di Grazia e Devozione, Dama di Gran Croce di Grazia e Devozione, Dama di Grazia e Devozione, Cappellano Magistrale, Cavaliere di Gran Croce di Grazia Magistrale con fascia, Cavaliere di Gran Croce di Grazia Magistrale, Cavaliere di Grazia Magistrale, Dama di Gran Croce di Grazia Magistrale, Dama di Grazia Magistrale, Donato di Devozione, Donata di Devozione, Balì-Cavaliere di Gran Croce di Onore e Devozione per Cardinali.

(12) Capo di Malta: “Di rosso alla croce piana d'argento”.

(13) Per gli scudi degli appartenenti all'Ordine di Malta ci si è avvalsi delle tavole inserite a pagg. 385 e 386 di G. Bascapè-M. Del Piazzo, Insegne e Simbolo , araldica pubblica e privata medievale e moderna, cit. Sempre Bascapè-Del Piazzo, a pag. 365, a tal proposito, annotano: “Ordine Ospedaliero e Militare di San Giovanni di Gerusalemme, poi Sovrano di Rodi, indi di Malta. È il più famoso e importante degli ordini di cavalleria ed ospedalieri; porta: di rosso alla croce piana d'argento; il gran maestro: di rosso alla croce biforcata ad otto punte d'argento, che è la forma più comune; viene inquartata, al I e III con croce piana, al II e IV della famiglia del gran maestro. Sui capi e negli inquarti la croce è sempre piana. I professi accollano od addossano la croce biforcata alla propria arme di famiglia col capo dell'Ordine e, se balì, recingono lo scudo con la corona del Rosario, detta Paternostro, dalla quale pende una crocetta ad 8 punte”.

(14) Nel CODICE, promulgato il 1° agosto 1966, riformato dal capitolo Generale Straordinario del 28/30 aprile 1997, art. 242, in Bollettino Ufficiale del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta, Numero speciale, 1998, di descrive lo stemma in: “L'emblema per le attività ospedaliere degli enti melitensi è costituito dalla croce bianca a otto punte su scudo rosso, conformemente alla raffigurazione contenuta nel regolamento speciale”. Trattandosi di stemma e non di bandiera, lo smalto della croce, secondo le norme araldiche, dovrebbe essere d'argento e non di bianco.

(15) A tal riguardo rileviamo, però, che solo negli abiti da Chiesa dei Cavalieri professi troviamo caricata la croce di Malta che è di bianco, patente di otto punte e scorciata, mentre negli abiti da Chiesa dei Cavalieri di tutti gli altri ceti figurano caricate delle croci, in cuore, che, araldicamente, non sono le croci di Malta, risultando, quest'ultime, di nero, orlate o bordate di bianco, patenti di otto punte e scorciate. Sempre Bascapè-Del Piazzo, a pag. 365, a tal proposito, recitano: “ Il mantello dei cavalieri di San Giovanni è nero con la croce bianca ad 8 punte sulla spalla sinistra”, senza null'altro aggiungere. Nella tradizione secolare di tutti gli ordini cavallereschi, le insegne metalliche e quelle caricate negli abiti, non modificano mai il colore dello smalto, ma solo le dimensioni, a seconda delle classi o ceti di appartenenza. Infine, per le decorazioni metalliche, non comprendiamo il motivo della modifica del nastro dell'Ordine, che è di nero, per cavalieri gran croce di grazia e devozione con fascia che, stranamente, diventa di nero al palo di bianco e per i cavalieri gran croce di grazia magistrale con fascia che diventa di nero al palo di rosso. cavalieri gran croce di grazia e devozione con fascia che, stranamente, diventa di nero al palo di bianco e per i cavalieri gran croce di grazia magistrale con fascia che diventa di nero al palo di rosso.


    Cerimonia della presa di possesso della cattedra episcopale di Sua Ecc. za Rev. ma mons. Angelo DANIEL, Vescovo di Chioggia. Cattedrale di Santa Maria Assunta, 6 gennaio 1998, nella solennità dell'Epifania di N.S.G.C.

Sua Eccellenza Fra' Giacomo Dalla Torre Del Tempio di Sanguinetto, Gran Priore di Lombardia e Venezia del Sovrano Militare Ordine di Malta, presente alla cerimonia in abito da Chiesa, affiancato dal capo del cerimoniale della città di Chioggia Commendatore Giorgio Aldrighetti dell'Ordine Al Merito Melitense del Sovrano Militare Ordine di Malta, dell'Ordine Equestre Pontificio di San Silvestro papa, Ufficiale dell'Ordine Al Merito della Repubblica Italiana.








    Cattedrale di Santa Maria Assunta di Chioggia (15 Settembre 1999 - Cerimonia di Consacrazione Episcopale di S.E.R. Mons. Dino De' Antoni Arcivescovo Metropolita di Gorizia).

Da destra a sinistra, il Marchese Doimo Frangipane di Strassoldo e Soffumbergo, Delegato Gran Priorale del Sovrano Militare Ordine di Malta per il Friuli Venezia Giulia.

S.E. il N.H. Conte Alvise Cicogna, Luogotenente di Lombardia e Venezia del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Il Commendatore Giorgio Aldrighetti, Capo del Cerimoniale della Città di Chioggia, dell'Ordine al Merito Melitense del Sovrano Militare Ordine di Malta, dell'Ordine Equestre Pontificio di San Silvestro Papa, Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia.

Il Cavaliere Gran Croce dr. Francesco Bonivento dell'Ordine Equestre Pontificio di San Gregorio Magno.

Il Commendatore Avv. Pier Luigi Salvagno dell'Ordine Equestre Pontificio di San Silvestro Papa e
il Commendatore Avv. Michele Panajotti dell'Ordine Equestre Pontificio di San Silvestro Papa.