Araldica Ecclesiastica
di Giorgio Aldrighetti





    Passando ai cappelli dei vescovi, sempre il Moroni descrive che i patriarchi, gli arcivescovi e i vescovi, benché religiosi, usano due cappelli, l'usuale di feltro nero nella forma di quello degli ecclesiastici e lo adoperano sempre quando incedono con abito corto, o prelatizio, ed il semipontificale di seta color verde della forma di quello dei cardinali, che adoperavano nelle cavalcate e nelle sacre funzioni vestiti di cappa, o mantelloni, con cordoni e fiocchi di egual colore. I patriarchi nel cappello nero usano i fiocchi di seta verde con oro frammischiato, gli arcivescovi e vescovi la semplice fettuccia e fiocco di seta verde. Continua sempre il Moroni affermando che l'origine e l'uso dei cappelli verdi adoperati dai patriarchi, arcivescovi e vescovi, e collocati nei loro stemmi gentilizi, si vuole derivato dalla Spagna, dal quale regno, pretende inoltre il p. Menestrier, che derivasse l'uso del cappello per tutti i prelati.

Per quanto riguardo il numero dei fiocchi, il Moroni continua descrivendo che anticamente si usava solo quello che riuniva il cordone sotto al mento, poi ne vennero adottati due, quindi in progresso si accrebbero, per cui si osserva che dai due cordoni dei patriarchi, e nunzi apostolici, comunque fregiati della dignità episcopale, ne pendono quattro per parte, contenente ognuno dieci fiocchi, e da quelli degli arcivescovi e vescovi tre dai due lati, cioè sei fiocchi per cadaun cordone.

Descrivendo il cappello dei prelati, sempre il Moroni osserva che i prelati della romana Chiesa usano due cappelli di color nero, cioè l'usuale di feltro, come quello di tutti gli ecclesiastici, ed il pontificale, o semipontificale di panno nero foderato di seta paonazza o cremisi, della stessa forma di quello dei vescovi, il primo con fettuccia e fiocco di seta rosso, paonazzo o verde, a tenore del grado, o del collegio di appartenenza, e il secondo con cordoni simili, con fiocchi paonazzi o misti degli stessi colori paonazzo e nero, a seconda della specie dei prelati. Ricorda, infine, che i Protonotari apostolici partecipanti e soprannumerari, a mente del Decreto del 17 febbraio 1617 della S. Congregazione dei Riti, sotto il pontificato di Paolo V, hanno la facoltà di usare il cappello con gli ornamenti paonazzi; parimenti gli uditori di Rota usano il cordone paonazzo nel cappello, come dal breve del Sommo Pontefice Alessandro VII, emanato nel 1655.

Interessante è anche riportare cosa annota il de Beatiano nel suo L'Araldo veneto overo universale armerista, stampato in Venezia nel 1680, sempre per i cappelli ecclesiastici.

Infatti, descrive che i Cardinali portano per marca di così cospicua dignità sopra lo scudo delle loro arme il pileo di color rosso con cordoni allacciati in cinque ordini che formano quindici nappe, o fiocchi, cioè uno, due, tre, quattro e cinque dello stesso colore per ciascun lato; furono questi istituiti in luogo dei Senatori Romani e rappresentano la Potestà del Re sopra tre Duchi e quella dei Primati sopra tre Arcivescovi.


I Patriarchi portano similmente sopra i loro armeggi il cappello di color verde, foderato di porpora con dieci nappe, o fiocchi, per parte con la croce a tre bracci; di questi furono eletti nella Chiesa quattro, che sono il Costantinopolitano, l'Antiocheno, l'Alessandrino e il Gerosolimitano in luogo dei Consoli Romani.

Gli Arcivescovi, o Metropolitani, portano per segno della loro dignità un cappello verde con cordone rosso con dieci fiocchi per parte, come i Patriarchi, e sotto di esso una croce a due branchi. Sono questi uguagliati ai Duchi, perché come quelli hanno sotto di sé molti Conti, così questi hanno pure molti Vescovi.

I Vescovi tengono per marca episcopale un cappello verde allacciato a sei nappe e una croce sotto con mitra e baculo, sormontati allo scudo cioè ai lati, o angoli di quello; rappresentano questi i Conti. 


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