Araldica Civica
Le insegne della Provincia di Venezia

di Giorgio Aldrighetti




    Dalla pubblicazione La Provincia di Venezia 1797 – 1968 si apprende, poi, che lo stemma usato nel tempo dalla Provincia “è formato da uno scudo di forma sannitica d'azzurro al leone d'oro alato e cerchiato d'aureola tenente tra le zampe un libro d'argento con la scritta PAX TIBI MARCE EVANGELISTA MEUS. La corona dello stemma rappresenta un cerchio d'oro con sette pusterle merlate visibili riunite da cortine di mura merlate. Lo scudo è sostenuto da un fusello dal quale pende una ghirlanda di alloro e di quercia al naturale”. 20)

Preme a tal punto evidenziare che il R.D. 5 luglio 1896, n. 314, Regolamento per la Consulta Araldica, all'art. 72, così recita: “Nel Libro araldico degli enti morali, si segna il possesso legittimo e riconosciuto di stemmi… di provincie, … colle indicazioni delle concessioni o riconoscimenti e delle prese deliberazioni”.

Con il R.D. 13 aprile 1905, n. 234, avente per oggetto il Regolamento tecnico-araldico della Consulta Araldica, all'art. 4, invece, si precisa: “Le Provincie, i Comuni, gli Enti morali non possono servirsi dello stemma dello Stato ma di quell'arma o simbolo del quale od avranno ottenuta la concessione o riportato il riconoscimento, a norma del vigente Regolamento Araldico”.

Sempre l'art. 4 risulta corredato dalle seguente nota, stesa dal senatore barone Manno, commissario del Re presso la Consulta Araldica del Regno: “L'arma dello Stato deve segnare ed indicare i provvedimenti governativi. E' illogico, oltre che abusivo, che altri enti, siano pure di Amministrazioni pubbliche, ma non governative, si servano degli emblemi di Stato. Parecchie provincie, moltissimi comuni, si trovano in regola per questo punto, ma altre provincie e la maggioranza dei comuni, anche quelli che posseggono uno stemma legale, si servono dell'arma governativa”.

Al successivo art. 42 troviamo, invece, la nuova corona per le Province, ideata e proposta, sempre, dal barone Manno; l'articolo così recita: “La corona della Provincia (a meno di concessione speciale) è formata da un cerchio d'oro gemmato colle cordonature lisce ai margini, racchiudente due rami, uno di alloro ed uno di quercia, al naturale, uscenti dalla corona, decussati e ricadenti all'infuori”.

L'articolo risulta corredato dalla seguente nota, sempre del barone Manno, che così recita: “Se le città ed i comuni si possono supporre cinti da muraglie turrite o merlate, era illogico, per non dire ridicolo, figurare una intera provincia contornata da una specie di muro della Cina!”.

Così, dal 1905, le Province vennero dotate di una nuova corona, mentre le città continuarono a timbrare i loro scudi con le corone turrite ed i comuni con le corone merlate.

Con il R.D. 21 gennaio 1929, n. 61, “Ordinamento dello stato nobiliare italiano”, all'art. 39, invece, si prescrive: Gli stemmi delle Provincie… non possono essere modificati. Essi hanno la forma così detta sannitica con la corona e con le ornamentazioni prescritte dal Regolamento tecnico araldico del 13 aprile 1905, senza sostegni o tenenti o motti, salvo antiche e provate concessioni”.

Infine, l'ultima e tuttora vigente normativa riguardante gli stemmi per le Province si trova nell'Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano, approvato con il R.D. n. 651 del 7 giugno 1943 e nel Regolamento per la Consulta Araldica del Regno, approvato con il R.D. n. 652, sempre del 7 giugno 1943.

All'art. 31 del R.D. n. 651 si recita: “Gli stemmi… delle Provincie… non possono essere modificati. Il Commissario del Re… determina la forma di quelli di nuova concessione”, mentre nel successivo art. 66 si precisa: “Nel libro araldico degli Enti morali sono descritti gli stemmi… riguardanti Provincie…, con le indicazioni dei riconoscimenti e dei relativi decreti”.

Nel successivo R.D. n. 652, che porta per data sempre il 7 giugno 1943, invece, all'art. 5 si annota: “Gli stemmi… delle Provincie… non possono essere modificati…”; all'art. 57 si recita, invece: “Le Provincie… non possono servirsi dello stemma dello Stato ma di quell'arma o simbolo del quale avranno ottenuto la concessione o riportato il riconoscimento, a norma del vigente Ordinamento araldico” ed all'art. 95 si precisa: “La corona della Provincia (a meno di concessione speciale) è formata da un cerchio d'oro gemmato con le cordonature lisce ai margini, racchiudente due rami, uno di alloro ed uno di quercia, al naturale, uscenti dalla corona, decussati e ricadenti all'infuori”.

indietro    avanti - 6ª pagina di 10
Realizzazioni html a cura di C. R.
Per ritornare all'indice dell'Araldica, chiudi questa pagina