di Giorgio Aldrighetti





STEMMA DEL
COMUNE DI FLORIDIA



Floridia 7 maggio 2000
Sala Conferenze della Biblioteca Comunale
Palazzo Casaccio


Presentazione dello Stemma Araldico del Comune


   In un’epoca in cui le comunicazioni hanno raggiunto livelli finora insospettati, forse farà sorridere qualcuno l’approccio e l’enfasi che diamo alla notizia che finalmente si è concluso l’iter che consente alla nostra città di fregiarsi dello stemma comunale ufficiale.

Vorrei esprimere il mio parere personale sull’avvenimento cercando di interpretarne l’importanza di spiegare perché tale fatto merita tanto risalto e perché ci dà tanta soddisfazione. La spiegazione è in parte compresa proprio nell’introduzione.

E’ opinione diffusa, anzi certezza incontrovertibile che questa è l’era in cui la comunicazione ha raggiunto una velocità ed una diffusione superiore ad ogni aspettativa. E questo è un fatto molto importante poiché molto importanza è stata data alla comunicazione in ogni tempo ed in ogni luogo. Sono esempi di comunicazione i graffiti di Altamira e sono comunicazione i portali di Internet. Sono comunicazione le lettere, le lapidi, i giornali, la radio, la televisione.

E’ comunicazione la parola, gli atteggiamenti, le uniformi, le bandiere, gli stemmi.

Quando i popoli muovevano in battaglia, vi era l’esigenza che le parti contendenti si distinguessero le une dalle altre, e per tale motivo le schiere si raccoglievano sotto un segno, un totem, un’insegna che poi era il distintivo del gruppo o della fazione. Si arrivò poi alle bandiere, agli stendardi ai gonfaloni.

Il Gonfalone specialmente divenne il simbolo delle città e dei comuni intesi come organizzazione politica e militare.

Di concerto anche le famiglie e le corporazioni cominciavano a distinguersi dotandosi anch’esse di stemmi, di insegne, di livree.

Per regolare queste tendenze nasce una nuova scienza denominata Araldica.

L’araldica, benché oggi non abbia più l’importanza ed il concetto che aveva nel medio evo, non è per questo negletta e tanto meno disprezzata.

Avendo qualche minuto a disposizione vorrei fare un piccolo cenno sulla nascita della scienza araldica riprendendo dall’origine etimologica di essa.

Araldo era colui che aveva l’ufficio di riconoscere le armi dei cavalieri che si presentavano ai tornei ed alle giostre, gridandone la forma ed il contenuto iconografico. Ma araldo era anche il “funzionario dell’esercito che gode della fiducia del re”. Di conseguenza la parola araldica e in seguito l’aggettivo araldico stettero a significare cosa appartenente alla persona dell’araldo ed alle credenziali della sua nobiltà. Gli araldi avevano controllo sulle legittime prerogative dei nobili ed a loro era affidata la tenuta dei registri genealogici riportanti i passaggi successori e regolavano le figure del blasone, ratificando le armi adoperate da ciascuna famiglia.

Dall’XI al XVI secolo essa venne tenuta in grande onore; poi cadde quasi in oblio e solo nel XIX secolo risorse, per merito di uomini dediti agli studi archeologici che videro sui monumenti, sulle splendide decorazioni delle cattedrali, sulle umili chiese di villaggi, sugli artistici tesori dei municipi, nelle gallerie, nei palazzi reali, sulle tombe, nei mausolei, nelle pitture, sculture, arazzi, tanta parte, importante, della storia che solo attendeva di essere esumata.

L’arte del blasone fornì la chiave colla quale vennero tante porte ritrovando fatti che altrimenti mai si sarebbero potuti discernere.

Lo stemma della città come per le famiglie, segue lo stesso cammino e ne descrive la diversa origine, e l’età comunale, come già detto, costituisce l’occasione storica per la nascita dello stemma e del gonfalone.

Questo significa che per lo meno da allora, le entità civiche posseggono un emblema la cui genesi dimostra che hanno la stessa origine e la stessa sostanza degli stemmi gentilizi privati. Pertanto, ancora oggi, essi formano oggetto di dominio da parte delle Amministrazioni Comunali.

La città di Floridia, ha posseduto finora solo uno stemma provvisorio, non ufficiale e decisamente senza alcun fondamento storico. Infatti lo stemma scolpito nel pulpito ligneo della Chiesa Madre consistente in un’aquila con sul petto scritto il nome di Floridia, anche se caro ai nostri ricordi, araldicamente non rappresenta nulla, poiché la presenza dell’aquila nell’araldica è solo nelle città imperiali, ed il nome Floridia, così come appare sullo stemma non descrive storicamente alcunché. Diversamente si può considerare la seconda versione, sempre non ufficiale, che rappresentava la stessa aquila con gatto passante sul petto. Essendo il gatto l’emblema della famiglia Bonanno, poteva essere un omaggio a don Lucio Bonanno e Colonna che ebbe la città in feudo e che il 31 marzo 1627 ebbe da re Filippo IV di Spagna, e Re XXIX di Sicilia, il Real Privilegio o Licentia populandi feudum Floridiæ.

    Con Decreto Presidenziale dell’11 ottobre 1999, cito: “Sono concessi al Comune di Floridia, in Provincia di Siracusa, uno stemma ed un gonfalone descritti come appresso:

STEMMA:
Troncato: il primo, inquartato in decusse. Il 1° ed il 3°, d’oro a quatto pali di rosso (Aragona); il 2° ed il 4° d’argento, all’aquila di nero coronata dello stesso (casa Sveva); il secondo, di azzurro, alla pianta di miglio d’oro con due pannocchie dello stesso nodrita in punta. (Migliaccio) (titolo di Duca di Floridia a Ignazio Migliacci e Borgia 1776). Lo scudo è sormontato dalla corona ducale.

GONFALONE:
Per il gonfalone si ripete pressappoco la stessa descrizione.

Si conclude così un iter iniziato nel 1996 e che per volontà del Signor Sindaco On. Egidio Ortisi e la costante e pressante applicazione del Segretario Generale Dottoressa Nellina Cartelli ha potuto avere esito positivo.

Qualcuno riterrà che storicamente forse era più opportuno ricordare il fondatore Bonanno. Ma penso sia bello che la storia della nostra cittadina abbia affidato alla pietra il nome di una donna, una sua discendente, Donna Lucia Migliaccio, descritta di forme leggiadre e carnagione bruna, occhi neri vivissimi e seducenti, mite, soave, intelligente, duchessa di Floridia e Regina del Regno delle Due Sicilie.

Cav. Dr. Antonio NICOLETTA

Il Gonfalone
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